sabato 7 giugno 2008

Ancora su AsinoDays in generale, e i suoi detrattori in particolare

Per chi avesse voglia di approfondire è molto interessante questa discussione. Personalmente appoggio totalmente quanto detto da Marina Citterio e Edi Righi, esemplari per lucidità e chiarezza.
p.s. anche qui altra discussione in tema, molto sensata. Parlare, vedere, ragionare? una cosa meravigliosa!
p.p.s Intervento su NewsFood del dott. Eugenio Milonis di Allevasini, sostenuto da Coldiretti Nazionale e dall’ AIA (Associazione Nazionale Allevatori).

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Cantalupo,
grazie per quello che scrivi e come lo scrivi.
i riferisco anche all'altro tuo post su Asinodays.
Riesci a trasmettere le emozioni di una visione giusta di questo animale. La riconosco bene, perché le provo spesso nelle nostre iniziative con gli asini.
Sono un “detrattore” di Asinodays. Non entro in merito. Credo solo che chi fa allevamento intensivo da reddito debba fare solo quello (compresa la macellazione), credo anche che l’asino non è animale da allevamento intensivo da reddito. L’asino è come l’hai visto tu, come lo vedo io. Distante da guinness dei primati, da chiassose sparate mediatiche, da azioni di marketing troppo intraprendenti. Animale misurato e poetico, nel nostro immaginario.
Hai ragione a dire che l’asino si accompagna con bella gente, con questa vive in armonia.
Purtroppo, l’uomo spesso si fa attrarre da chimere e un po’ si abbruttisce, ma poi rientra e ritorna bello.

Maria Cristina Magri ha detto...

Caro Anonimo, prima di tutto grazie per aver letto e apprezzato quello che ho raccontato e sopratutto grazie per aver scritto: sono convinta che le idee siano come i coltelli, hanno bisogno di essere sfregati contro qualcosa di ruvido per rimanere in efficienza. Ma non riesco davvero a spiegarmi una cosa: perchè non si dovrebbe riconoscere quanto di buono c'è in una persona, solo perchè questa persona ha una industria agricola che comporta anche la macellazione di alcuni animali?
Perchè non riconoscere quanto di buono c'è negli altri, e perchè fare di ogni erba un fascio etichettando con la parola "macellai" anche quelli diversi, che lavorano con gli asini senza ammazzarne nessuno?
Io ho un vizio di origine, sono figlia e nipote di agricoltori: sono stata cresciuta da persone abituate a pensare agli animali come compagni di vita, di lavoro, di avventura ma anche di sofferenza e di pericolo e di sacrificio. Capisco, sento e riconosco la vera parità di diritti che deriva dall'aver faticato alla stessa maniera, rispettandosi l'un l'altro sempre, anche nei momenti peggiori e finali della vita. Le raffigurazioni degli Indiani delle pianure intenti ad intonare preghiere quando uccidevano un bisonte sono molto belle, ma non dobbiamo dimenticare che i nostri nonni facevano esattamente la stessa cosa: uccidevano, è vero, ma con rispetto.
Montebaducco è una realtà dove il rapporto con gli animali è rimasto esattamente lo stesso del mondo dei miei nonni: un mondo sano, vigoroso, leale, alieno da ipocrisie, dove nessuno sente il bisogno di nascondersi dietro qualche dito filosofico perchè non ne ha bisogno, perchè sa di comportarsi lealmente.
Non sdolcinatamente, non idealmente, non filosoficamente: ma mettendo in pratica tutti i giorni lealtà e rispetto - cosa molto più faticosa e difficile che prendersi un asino da compagnia e tenerlo in giardino, potendo vivere di altro.
Chi pensa che la gente che alleva non conosca gli animali con cui vive, è perduto in un mondo irreale e dice chiaramente di non conoscere le persone e le situazioni di cui sta parlando.
E come si fa a giudicare una persona, una situazione che non si conosce?
E sopratutto come si fa ad appiccicare una etichetta categorica come quella di "macellai" a tagliare fuori da ogni possibilità di discussione, racconto o ragionamento un mucchio intero di persone, di vite, di reltà diverse le une dalle altre?
Perchè questa è stata la conseguenza di una etichetta data a tradimento, a tanta gente incolpevole è stata semplicemente tolta la parola, il diritto di replica.
E questo, a me, non piace.
Io sono per il parlarsi, per il conoscersi, per il vedere le cose vere sotto il sole - non per crearmi un mondo irreale di convinzioni teoriche, prive di concretezza e basate solo sui miei "vorrei che fosse" o sui "si dice" fabbricati ad arte da qualcun altro.
Le parole sono armi potenti, feriscono molto più dei coltelli: e chi le usa ha il dovere di farlo con attenzione e lealtà.
Ti ringrazio di cuore per essere intervenuto qui sul mio Blog, un saluto molto cordiale.

Anonimo ha detto...

Scusami, Cantalupo, non mi sono fatto capire: non intendevo etichettare nessuno - premesso che anche il macellaio ha una sua dignità - non giudico Borghi e nessunaltro che fa allevamento intensivo da reddito, dico semplicemente che chi fa quel tipo di allevamento con gli asini entra in contraddizione quando racconta ai ragazzi, ai disabili, agli anziani, alla gente comune la valenza metaforica, culturale e sociale di questo animale, instaurando un contatto relazionale profondo, poi li siede a tavola e lo propone su un piatto. Aggiungo che, nel caso dell’asino, un’azione di recupero del grave calo demografico dovrebbe allontanare la macellazione , e considerarne l’allevamento come opera di utilità sociale e ambientale.
Sul confronto, il dialogo, lo scambio la penso come te. Nel caso di Asinodays ci siamo esposti al confronto anche aspro e coraggioso, evidentemente, non è stato ritenuto utile dai proponenti l’evento, che poi provengono dal nostro percorso, al buon esito del progetto. Credo invece che sia servito a raddrizzare un po’lo spirito iniziale della proposta.
Paradosso: pensa che, in tempi non sospetti, quando discutevamo animatamente al nostro interno, io ero quello possibilista sostenendo che un patrimonio come quello di Montebaducco doveva essere affrontato, conosciuto, sensibilizzato; i principali protagonisti di Asinodays, allora nel nostro gruppo, erano per la totale chiusura, ma forse era solo un discorso dettato dalla concorrenza territoriale.
Non è stata mai tolta la parola a nessuno, tanto meno il diritto di replica, almeno per quanto ci riguarda, ne è la prova il nostro forum, da te proposto alla lettura. Abbiamo semplicemente evitato le offese e gli eccessi di strumentalizzazione e di boicottaggio, l’abbiamo fatto solo dopo che l’interessato ci ha chiesto pubblicamente di cancellare ogni scritto che si riferisse alla sua persona.
Ma tutto questo è relativo, sono storie di umani; in qualsiasi posto del mondo quando gli asini riescono a regalare le emozioni che hai descritto con tanta sensibilità, mi sento felice e gratificato delle energie, delle delusioni, delle gioie che spendo per loro.
Scusa per l’”anonimo” - mi sono incasinato a inserire i riferimenti - mi chiamo Sandro

Maria Cristina Magri ha detto...

Carissimo Sandro,
anche io non sono riuscita a spiegarmi bene: non volevo dire che l'etichetta "macellaio" l'hai messa tu personalmente, è ovvio.
Ma io mi sono trovata personalmente di fronte a questa situazione: in Fieracavalli a Verona ho detto ad un'amico "Ehi guarda che bello quell'attacco di asinelli" e lui mi ha risposto "Ma stai scherzando? non sai che quelli sono tutti macellai? ci fanno i salami coi loro asinelli".
E dopo ancora, ancora altri hanno detto la stessa cosa. E l'attacco di asinelli non era di Montebaducco, era quello del Vignalone.
Perchè da una pallina di neve sì è formata, letteralmente, una valanga e adesso c'è tutto un gruppo di persone - non solo quelli di Asinodays, ma "quelli dei somari" in generale cui è stata indistintamente messa adddosso questa etichetta.
Perchè una parola tira l'altra, e l'effetto del tutto paradossale è questo - che per chi non conosce le persone, tutti quelli che lavorano con gli asini sono i macellai.
Punto.
E come mi hai spiegato tu è una cosa ben lontana dalla verità: ma purtroppo la gente tende a semplificare, e da qualche aprte un inghippo comunicativo c'è stato perchè è assolutamente non sensato fare di ogni erba un fascio.
Quindi ti ringrazio di tutto cuore per aver contribuito a farmi capire meglio le cose.
Come dicevamo, parlare e conoscersi è la cosa migliore!
Un abbraccio,
Cristina

Maria Cristina Magri ha detto...

p.s. Non è una contraddizione allevare asini, doverne macellare alcuni e amarli. Fa parte di quel rapporto di cui ti dicevo prima, quello vero che per millenni ha reso possibile la vita degli uomini e quella degli asini, insieme.
E', piuttosto, una contraddizione fare distinguo tra asini e maiali: sono altrettanto intelligenti e sensibili, anche se meno "peluche".

Anonimo ha detto...

certo che no! quasi tutti gli allevatori amano le loro bestie.....ma la contraddizione ed il disorientamento di un bambino che riceve due messaggi contrari nello stesso contesto (anche loro semplificano meravigliosamente!) vanno tenuti in considerazione.
Se un contadino resta con un solo maiale, ed ha difficoltà a procurarsene un altro, non lo ammazza, lo fa riprodurre. E di asini ce ne sono rimasti pochi.
Sono due visioni distinte della relazione modificata con gli animali: una affettiva e più attuale (di cui l'asino di oggi è un importante attore), l'altra utilitaristica ed in armonia con un modello di "sopravvivenza ecologica" più vicina all'asino del passato.
Credo fermamente che la quasi totalità dei visitatori di asinodays siano propensi alla visione più attuale ed affettiva, esattamente come quelli di Ru-raglia. Magari il problema va ricercato più sulle difficoltà di convivenza tra umani....... ma il discorso sarebbe infinitamente lungo e senza sbocchi.......pertanto vado a sbirciare altri tuoi appunti e spunti, confesso che la tua buona scrittura mi diverte tanto.....bacio.....sandro

Maria Cristina Magri ha detto...

Carissimo Sandro,
ma a Montebaducco di asino non ce n'è uno....ce ne sono 560, e ne nascono ogni anno altri 70: non sono certo loro che corrono il rischio di far estinguere l'asino.
Per il resto mi fa moltissimo piacere che ti piacciano le mie ciacole, gira dove vuoi ed è graditissimo ogni intervento!
Un abbraccio e a presto,
Cristina

Anonimo ha detto...

ciao Cantalupo, non funziona il collegamento alla seconda discussione proposta...peccato! ero curioso.
Solo oggi ho letto del comunicato stampa AIDAA....ora capisco meglio a cosa ti riferivi........cose inevitabili quando si fanno scelte troppo intraprendenti.
notte!......Sandro

Maria Cristina Magri ha detto...

No carissimo Sandro, cose evitabili tramite sincera buona volontà e buona fede da parte di tutti: da quello che ho visto, è evidente che c'è un partito preso da parte di chi ha interesse personale a screditare Montebaducco, a mio parere del tutto a torto.
Purtroppo ho notato che certi gridi d'allarme fanno spesso leva sul buon cuore delle persone che si fidano ciecamente, per la maggior parte, di chiunque sbandieri un intento animalistico.
E' un modo molto facile di creare consenso ed attenzione ma se si presta un attimo di attenzione si notano subito certe contraddizioni in termini che, almeno personalmente, mi fanno sentire parecchio odore di bruciato.
Come quando noto da parte di chi lancia queste "campagne" (nota bene Sandro, di chi le lancia non di chi le segue in buona fede) una violenza, una virulenza e una serie di interessi personali molto, ma molto, ma moooolto sospetti.
Un abbraccio, vedo se riesco a inserire quel benedetto link!!!!

Anonimo ha detto...

ciao, di nuovo non ti seguo......non ho notato nessuna campagna lanciata contro Montebaducco, salvo le cose singolarmente dette da sempre. Non so se ti riferisci al mondo del latte, dove presumibilmente si giocano interessi; per il resto tutte le realtà abbiamo convissuto negli anni con la presenza di Montebaducco praticamente ignorandoci. Forse quelle emiliane qualcosa di più, ma ora hanno trovato l'alleanza. Che io sappia, gli unici a firmare un documento di presa di distanza da Asinodays, a dicembre, siamo stati noi del Coordinamento, obbligati ad un chiarimento in quanto l'evento, a nostra insaputa, era promosso da nostri soci e non corrispondeva nei contenuti, nel luogo, nei modi alla nostra linea. Cosa che abbiamo fatto ogni volta che un'azione di nostri soci non corrispondeva ai principi dello statuto. Ma è stato un documento interno all'associazione, nessuna campagna. Anche il dibattito successivo si è svolto nel nostro forum.
Se ci sono state stonature sono spiegabili con le oggettive condizioni, difficili da accettare da chi ha principi diversi, penso che bisogna rispettarle. Dall'AIDAA ci si doveva aspettare tanta severità, dopo il post imprudente comparso sul forum di asinodays mesi fa e poi rivisitato di recente.
Personalmente, non avrei nessun problema (sempre che non l'abbiano loro) a legare il mio nome (per quel che può valere) a montebaducco, ma solo dopo una dichiarazione che non macellano più...sarebbe meraviglioso ma forse è utopia.... da sognatore, qualcosa mi dice che questa esperienza cambierà, prima o poi, il corso della filiera produttiva, con una conclusione a "lieto fine".
Buona cena,
Sandro

Maria Cristina Magri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maria Cristina Magri ha detto...

Carissimo Sandro,
io non so chi o cosa ci sia dietro questo partito anti-MontebaduccoAsinoDays perchè non sono una "asinara" propriamente detta. So soltanto quello che ho avvertito sulla mia pelle parlando di asini in giro: una bella serie di chiacchiere infondate, di slogan ed atteggiamenti gratuitamente cattivi inspiegabilmente messi in opera da chi si autoproclamava il "buono" della situazione (vedi comunicato Aidaa), di atteggiamenti che non posso proprio condividere sia per il modus operandi (cioè appellandosi ai buoni sentimenti ecologisti delle persone bypassando il buon senso e la realtà oggettiva delle cose) che per i fondamentali stessi alla base di certo animalismo più facilon-sentimentalista che naturalista (mi raccomando, tieni conto che non sto parlando "di te" che non conosco, ti parlo di quello che ho avvertito in giro).
Se l'asino è arrivato sino al 2008 è stato esclusivamente grazie alla sua straoridnaria capacità di trovare sempre un ruolo utile a fianco dell'uomo in tutti questi millenni di fatica, lavoro, sofferenza e sudore condivisi: chi lo vuole abbassare al ruolo di soprammobile da giardino, vezzeggiato e coccolato ma inutile e senza lavoro lo condanna inesorabilmente a sparire, a fare la fine del panda o del lupo diventati appunto simboli, non certo abitanti e protagonisti del mondo di oggi.
Come avrai capito io non sono un sognatore, sono una rezdora emiliana coi piedi ben piantati in terra. Come gli asini del resto :-)
Un abbraccio,
Cristina

Raglia con Noi ha detto...

Sono felice di constatare come questo blog sia democratico ed aperto a tutti anche al sig "sandro" che firmandosi con il solo nome scrive in forma anonima. Non si può certo dire la stessa cosa del forum del quale il sig "sandro" è amministratore. Qualsiasi critica o commento sul suo operato e quello della "sua" associazione viene immediatamente censurato.

Maria Cristina Magri ha detto...

Felici di distinguerci! :-)
Un abbraccio Stefano, dai una grattatina alla Fiorella da parte mia.

Post più popolari

Powered By Blogger