mercoledì 30 aprile 2008

Il manuale del perfetto ufficiale


Ancora dallo scaffaletto di Cavallo Magazine:
Agli inizi del 1900 l’Europa covava rivalità e malumori che avrebbero portato alla Grande Guerra. Nell’attesa, il Regio Esercito non stava con le mani in mano e trasformava l’ormai obsoleto apparato di stampo risorgimentale in qualcosa di più moderno, che integrasse al meglio ogni nuova possibilità tecnica o umana: quindi nuove armi, nuove didattiche (basti pensare a quanto stava facendo Caprilli per l’equitazione militare) e nuovi uomini da inserire in organico: gli ufficiali di complemento richiamati in servizio e quindi non provenienti dai ranghi degli ufficiali di carriera. A questi in particolare era dedicato il vade-mecum del generale d’Ottone, un Bignamino di regolamenti, norme ed istruzioni che aveva anche lo scopo di aiutare gli ex-borghesi a vestire in modo dignitoso i panni (elegantissimi, per la verità) dell’ufficiale di cavalleria. Risultano molto interessanti la parti relative all’igiene del cavallo e alla condotta in campagna dei cavalieri; si ritrovano già in gran parte l’onesto buon senso dell’uomo di cavalli e le regole fondamentali di governo e cura del cavallo che i mitici marescialli istruttori di equitazione passeranno nei decenni successivi ai loro allievi anche civili, contribuendo in modo fondamentale al diffondersi di una cultura equestre solidamente pratica, ma estremamente efficace e positiva.
“Vade-mecum per l’Ufficiale di Cavalleria” di Fortunato D’Ottone, Casa Editrice Italiana – Roma 1905 (3° ed.).

sabato 26 aprile 2008

MMS


Ma che buffo sono in treno diretta a Savona e sto passando per...Cantalupo!!!

mercoledì 23 aprile 2008


P.S.I. – Abbreviazione per Puro Sangue Inglese, che “puro sangue” non è in realtà essendo in origine il prodotto di un meticciamento tra le famose Royal Mares (cavalle di origine mantovano-gonzaghesca regalate dal Duca di Mantova al re d’Inghilterra) e stalloni arabi o berberi là importati dalla metà del XIV secolo in poi. I prodotti di questo allevamento sono sempre stati selezionati, da allora, secondo un giudice molto severo, il palo d’arrivo delle corse al galoppo. I PSI, come gli arabi e anche i berberi dai quali derivano, sono considerati miglioratori delle altre razze, a da questi connubi in prima generazione si hanno dei prodotti “1/2 sangue” cioè per metà purosangue e per metà qualcos’altro. Ad esempio gli hunter irlandesi non sono una vera e propria razza ma ½ sangue figli di un purosangue e una cavalla da tiro irlandese, o nipoti di questi con varie percentuali dell’uno e altro sangue. Perché questi incroci? Per ottenere un prodotto meno rustico della madre e meno delicato del padre, più gentile di forme e sensibilità della prima, e più semplice da gestire del secondo. Normalmente l’elemento miglioratore è trasmesso da parte paterna (lo stallone) che potendo coprire un buon numero di fattrici all’anno svolge il suo compito (migliorare una certa linea di sangue) in tempi molto brevi. La parte più lenta e paziente, come al solito, è svolta dalle madri.
Per evitare di sbagliare parlando di corse: i cavalli del galoppo sono purosangue (sottinteso, inglesi) e sono montati dal fantino, o jockey; i cavalli trottatori sono mezzosangue, e chi sta seduto sul sulky guidando il cavallo è appunto il guidatore, o driver.

San Giorgio


Auguri! a tutta la gente di cavalli:-)
p.s. e anche agli scout, Barbara di Cavalli & Segugi mi ha detto che è anche il loro patrono...lo sentivo io che con questa ragasssssssssa c'erano tante cose in comune!

giovedì 17 aprile 2008

Caccia a S.Martino in Spino


La Società di Caccia alla Volpe Gonzaga – Estense ha il piacere di invitare la S.V. alla caccia alla volpe simulata che si svolgerà domenica 20 Aprile 2008 a S. Martino in Spino (Modena)

Il Master
Vittorio Varrà

lunedì 14 aprile 2008

Beh, per avere un buon governo ci vuole anche una sana opposizione.....specialmente con QUESTO governo, ahimè.

Olimpiadi? sì, grazie!


Ci pensavo oggi, per via delle contestazioni alla Fiamma Olimpica e dei boicottaggi più o meno illustri alla cerimonia di apertura: a Berlino c'erano le svastiche ma dopo pochi anni son passate di moda, a Mosca c'era la guerra fredda ma il muro di Berlino è crollato pochi anni dopo...ma dico io, non è che le Olimpiadi "portino buono"? non è che tutta quella gente che entra, tutto quel mondo che va nel posto critico lo cambi ben più di quello che può fare un singolo che per distinguersi e "fare il buono" in modo (ben) visibile se ne sta a casa?
Olimpiadi? si, grazie!!!!! e se ci potessimo andare tutti funzionerebbe ancora meglio.

Sono tornate le mezze stagioni!!!


Oggi cercavo il mio vecchio impermeabile (giallo zabaione, tanto per rimanere in tema con la mia nuova fiammante e metanosa Pandina!) e mi sono improvvisamente resa conto che abbiamo una perfettissima mezza stagione, un aprile come quelli di una volta - sole e acquazzoni tutti nello stesso giorno, e non allontanarsi troppo dai maglioncini che possono far comodo.
Evviva!

sabato 12 aprile 2008

Cavalli in prima pagina


E' appena uscito, e sono felice che lo abbia finalmente "partorito": perchè riunire alcuni dei suoi editoriali in un unico volume dà a tutti (anche ai più distratti e ai meno disponibili) la possibilità di capire quella che secondo me è la più bella qualità di Mario Palumbo, il mio Direttore: la capacità di rimanere incantato e affascinato anche da un cavallo "normale" e senza raccomandazioni di nessun genere, anche se da più di vent'anni può deliziarsi coi più ricercati, famosi, celebri e costosi cavalli del mondo. E se lo conosco un po', la prima cosa che mi direbbe è che non ci sono cavalli normali e cavalli "al di sopra", ma soltanto cavalli che fanno mestieri diversi.
In bocca al lupo, Dir! :-)

venerdì 11 aprile 2008

Stran-gers


L'altra settimana a Siena ero da sola a cena, e mi hanno messa a tavola con quattro altri ospiti: due (deliziose) signore sudafricane e una coppia di californiani. Al di là della fatica che facevo a trovare le parole occorrenti alla conversazione - mannaggia, neanche un tascabile avevo con me - mi sono divertita a vedere quanto sono diversi gli argomenti di chiacchera: senza fare un plissè l'americana si è messa a parlare dei carati, del costo e della provenienza dei brilli che avevano addosso lei e il marito (sic!), addirittura facendo girare l'anello di fidanzamento affinchè fosse meglio ammirato; non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere, non ho mai avuto istruzione precise in merito nella vita ma mi pareva di aver capito che fosse da maleducati fare attenzione a queste cose! mah, questi yankee :-)

giovedì 10 aprile 2008

Influenza


A casa con l'influenza, finito stanotte il pezzo che devo consegnare e il giudizio della micia qual'è?....ma dico, un po' di rispetto per il mio lavoro!!!!

giovedì 3 aprile 2008

le Voloire


Storico Reggimento di artiglieria ippo-trainata dell’Esercito Italiano. Le artiglierie erano, fino alla metà del XVIII secolo, trainate dai buoi: lenti e possenti, potevano spostare i pesanti cannoni nelle campagne teatro di guerre e battaglie. Federico di Prussia, gran comandante ma Principe di uno stato piccolo e non ricchissimo, aveva meno cannoni di quelli che sarebbero serviti al suo desiderio di vittoria: risolse il problema rendendoli più veloci, staccando cioè i buoi e facendo trainare le artiglierie dai cavalli. In un colpo solo inventò l’artiglieria ippo-trainata, e rese necessario un nuovo tipo di cavallo, quella da tiro pesante rapido: una rivoluzione tattica e strategica per quello che riguardava la guerra, ed una nuova necessità da soddisfare per gli allevatori del tempo. Ancora una volta si sarebbe poi costruito, tramite selezioni ed incroci dalle razze già esistenti, un nuovo tipo di cavallo che doveva svolgere un nuovo tipo di lavoro. Gli uomini hanno fatto i cavalli, si può dire, a loro immagine e somiglianza. Cavalli eleganti per usi raffinati, cavalli robusti per lavori pesanti, cavalli piccolini per piccoli attacchi e per i bambini, cavalli velocissimi per le gare brevi, cavalli resistentissimi per i deserti terribili. I cavalli sono sempre stati vicino all’uomo, sono nati (almeno quelli non selvatici) per mano dell’uomo, e sono fatti per lavorare con lui. E tutto è bello e giusto, finchè l’uomo che li fa lavorare (in qualsiasi modo: maneggio, tiro, circo, spettacolo, sport) somiglia ancora ai cavalli che ha vicino. Cioè fino a quando è sensibile, capace di capire il suo compagno, disposto ad ascoltarlo. Quando l’uomo che sta vicino ad un cavallo non gli somiglia più, e si comporta come un uomo da “macchina”, che ha fretta, che pretende solo l’esecuzione meccanica di un ordine, e non è più capace di affrontare gli imprevisti insiti in ogni essere vivente, e vorrebbe possedere tutto quello che gli serve sotto forma di manuale di istruzioni come se avesse a che fare non con un animale ma con un qualunque apparecchio elettrico o meccanico, allora non è più un uomo degno o capace di stare vicino ad un animale come il cavallo. Che è così sensibile, così complesso, così affascinante e così splendido proprio perché è un essere vivente, sempre nuovo e sempre diverso e non una qualsiasi, banale, noiosissima e ripetitiva macchina.

Finalmente in sella!


Mentre Staffino era nel paddock a Livorno a forarsi il fettone con un chiodo, io bella bella mi stavo divertendo in quel di Siena con altri cavalli....che uno può dirselo fin che vuole che era per lavoro, ma intanto lui è là e io no.
Però erano simpatici anche questi, no?

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