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lunedì 11 gennaio 2010

"Quanto fieno mangia un cavallo?"

E' uno degli argomenti classici di conversazione per i neo-equino-proprietari: è come ai primi tempi di un amore, si vorrebbe sapere tutto dell'amato bene e non si ha voglia di parlare d'altro, si compulsano manuali, libri e dispense, si chiede ai più esperti, insomma non si pensa che a lui e tutto quello che lo riguarda.
Ovvio quindi che sia argomento ampiamente sviscerato su opere a stampa e forum internet a tema e le risposte sono varie: dalle due tre falde ai sei-otto chili, le varianti sono infinite anche in base al resto della razione che viene somministrata al cavallo in questione.
Ma ieri Gianca mi ha dato i risultati della contabilità foraggera di Staffino e dei suoi compagnuzzi, tenuta con precisione certosina lungo tutto l'arco del 2009: cinque cavalli in paddock con fieno a volontà a loro disposizione (in rotoballe sistemate nell'apposito trabiccolo che le mantiene sollevate da terra, le contiene e le protegge dalla pioggia grazie ad una tettoia) sbranano 6 rotoballe al mese, quindi (essendo una rotoballa 480 kg.) un cavallo, se glielo si lascia fare, mangia 20 kg. di fieno al giorno.
Nota bene: questi cinque cavalli essendo a riposo non mangiano altro, niente mangime o fioccati o integrazioni salvo dosi amichevoli di carote, mele e cicorie varie; sono tutti in perfetta salute, belli cicci e allegri.
L'inestimabile vantaggio di lasciare a loro completa disposizione fieno, spazio, e movimento è che possono mangiare durante tutto l'arco della giornata usando quindi nel modo più naturale il loro apparato gastrico.
Nessuno di questi cinque selvaggi (al momento statue di fango, visto il prolungarsi delle piogge) ha mai il minimo accenno di colica o costipazione, al contrario dei colleghi ricoverati in box nello stesso maneggio (che ricevono lostesso fieno, sia bene inteso, oltre una certa quantità di fioccati).
Sì, è vero, un cavallo in queste condizioni è impossibile da montare senza una due giorni di governo feroce - sembra una bufala laziale da palude più che un cavallo, lo ammetto.
Ma è allegro, gioca coi compagnuzzi, galoppa d'allegria a 19 anni e si mantiene evidentemente in allenamento perchè è pieno di muscoli nel petto e nelle groppa che manco nel nostro periodo lavorativo d'oro riuscivo a fargli mettere su: cosa vuoi di più dalla vita?

sabato 13 giugno 2009

True love!


Lo so che corro il rischio di essere ridicola, trent'anni che bazzico in mezzo ai cavalli ma ogni volta che sto con loro è come se fosse la prima volta e gli entusiasmi sono sempre quelli di una tredicenne (solo quelli che fisico e fiato sono in linea con l'età anagrafica, ahimè). In particolare il bestio, il mio gentiluomo, insomma Lui mi sdilinquisce: Staffino santo, che adesso è innamorato e io mi sento tanto suocera. Lei è una baia fine fine che hanno messo in paddock da un paio di settimane. E' stato un colpo di fulmine, passano le ore uno di fianco all'altro mordicchiandosi il garrese, lui tiene lontani gli altri tirando fuori dentoni e un berrettino da far paura, col corpaccione la separa fisicamente da un pony molto pimpante e probabilmente malcastrato che vorrebbe farla sua ma niente da fare. Il Nostro è meglio di un body-guard e non la molla un attimo - tranne quando lo vado a prendere fuori, che evidentemente mi concede un diritto di prelazione e non mostra di essere imbrancato. Sono troppo cari, e lei ha veramente l'aria della fidanzata non trovate?

Ma il massino della classe Staffino lo tira fuori quando deve proteggere non solo la baia ma anche me dalle attenzioni dei compagnuzzi, si volta imberrettato a mandarli via e nessuno può venire a prendere carote e carezze. Che però mi concede di fare alla sua Baia: insomma, siamo una famiglia!

martedì 23 dicembre 2008

sabato 25 ottobre 2008

Nancy


Di persone speciali in mezzo ai cavalli se ne conoscono tante, ma alcune sono specialmente speciali. Come i Sandri, che hanno una cavallina diversamente abile. Lei si chiama Nancy, fa gente-terapia e non ha ancora capito di essere un cavallo, visto che entra nella club-house con i cristiani e non ha assolutamente paura di nulla. Mi racconta la sua storia Rosa, moglie di Alessando e mamma di Martina e… Nancy, appunto: “E’ figlia di una nostra fattrice alla quale ero legatissima, Giusy. Bellissima, bravissima, un gioiello di cavalla ma che al primo parto ha subito presentato dei problemi. Il puledro si presentava in modo strano e lei ha subito delle lacerazioni, non ce l’ha fatta e io ero distrutta per il dolore, ho chiesto al veterinario che facesse almeno uscire il puledro, era l’unica cosa che mi rimaneva di lei. E il puledro era Nancy, che non riusciva ad uscire per via di una deformazione molto grave agli arti. Ma oramai era lì, e almeno lei doveva vivere così le ho fatto da mamma: l’ho nutrita col biberon, le abbiamo costruito un carrellino per spostarla e metterla al sole, l’abbiamo seguita continuamente. Prima dell’operazione non poteva alzarsi e dovevamo farle tutto, pulirla imboccarla girarla per evitare le piaghe da decubito: e lei ha sempre accettato tutto, senza paura e senza nervosismo, ci ha aiutato tantissimo. Poi abbiamo deciso di farla operare, e adesso guardala!” La guardo, e sono senza parole: occhi allegri, la criniera ancora boccolosa da puledra, Nancy sta galoppando dietro al cagnone di casa come niente fosse. Mi rendo conto della gravità del suo problema solo quando si ferma: l’angolo delle articolazioni è assurdo e non le permette la flessione del nodello. Al passo la sua andatura è traballante, incerta, inciampa di continuo, ma lei non sembra assolutamente farci caso: ha occhi belli limpidi, soddisfatti, parecchio birichini. E’ una delle cavalline più felici che abbia mai visto, si fa coccolare spudoratamente, è certissima di avere il suo posto proprio lì tra Rosa, Martina e Alessandro. Chiamo il veterinario che l’ha operata, il dott. Forapani di Padova, per sapere qualcosa di più su questa patologia: “E’ molto rara, una artro-grifosi con iperflessione degli arti anteriori. Ne vedo una ogni cinque o sei anni e di solito non così grave. Ma è stata la prima volta che un cliente mi ha detto veramente “Fai tutto quello che si può fare per lei”, e allora l’ho fatto.” I Sandri dopo l’operazione hanno portato Nancy a casa, aveva i gessi e ancora non poteva alzarsi: ma una volta tolti ha piano piano cominciato ad appoggiarsi, poi ha imparato a mettersi in piedi e si è inventata un suo modo di camminare. Sembra sempre lì lì per cadere ma poi si regala delle galoppate che fanno faville. I posteriori bene impegnati sotto compensano la debolezza degli anteriori, lei alza l’incollatura e se ne infischia allegramente dell’artrogrifosi e di tutto il resto. Quando si ha una famiglia così alle spalle, si possono sopportare anche un paio di anteriori riusciti male.

TrentinoCavalli 2008


In Trentino di enologia e botti se ne intendono, e sanno che il vino buono vuole solo quelle più piccole. Sarà per questo che praticamente ogni comune ha un suo “piccolo” appuntamento dedicato al cavallo, ogni mese c’è qualcosa da vedere e al centro delle attenzioni spesso e volentieri ci sono loro, gli Haflinger: oltre il Lagorai, la catena montuosa che abbraccia Borgo e la stringe vicino alla Brenta c’è Avelengo (Hafling). Solo cento chilometri in linea d’aria, qui siamo in Trentino e là in Alto Adige ma i cavalli sono gli stessi: Norici e Haflinger, gli unici capaci di alleggerire le fatiche dell’uomo nella dura vita che si faceva su queste montagne sino a pochi decenni fa. Trentino Cavalli è una di queste feste. E’ il primo week.end di maggio, la mostra di razze equine e le esibizioni equestri contendono lo spazio a stand eno-gastronomici diabolicamente tentatori: una festa semplice, a dimensione locale ma forse proprio per questo così ben fatta e tanto piacevole da vivere. Arabi, Quarter, Norici ed Haflinger hanno a disposizione una lunga fila di box che si perdono nel verde, nessuno dei cavalli è costretto a camminare su cemento o asfalto (lo spazio espositivo è stato rubato ad un prato) e se il tiro a quattro di Norici che si fa ammirare in giro deve aspettare il suo guidatore (capita abbastanza spesso, il chiosco della birra sembra essere fascinosissimo), mentre lui alza il gomito loro abbassano il muso e si brucano tranquillamente le margherite attorno, questa sì che è par condicio. Un altro vantaggio delle piccole manifestazioni è la disponibilità alle chiacchiere degli allevatori: l’atmosfera è rilassata, c’è il tempo per tutti e ci si possono permettere dei lussi che altrove non sono nemmeno pensabili. Conosci poco gli Haflinger? perfetto, te ne tirano fuori dai box quattro tra i più tipici e ti spiegano per filo e per segno come devono essere fatti, per cosa li stanno selezionando e con quali metodi. Sotto il sole il loro mantello ha riflessi dorati, se ne stanno tranquilli a farsi rimirare senza nessun capriccio, sembrano solo deliziosamente belli e invece la loro dote migliore è un’altra: tanta testa e disponibilità. I diktat morfologici che si sono imposti gli allevatori hanno una ragione pratica: teste pesanti e incollature corte danno andature scomode, quindi si stanno migliorando questi parametri. Più alti al garrese e meno larghi di petto dei loro nonni, gli Haflinger di oggi hanno anche appiombi molto più corretti. Ottenuto questo risultato, ora gli allevatori si stanno concentrando sull’armonia generale e sulle andature, mantenendo al contempo la tipicità di razza. “Un Haflinger si deve far dire “Che bel cavallino!” quando lo guardi, e che sia comodo da trattare” ci dicono gli allevatori. Curano maniacalmente la struttura morfologica che gli darà la possibilità di fare bene il cavallo, ma hanno un debole per il suo aspetto estetico: il mantello preferito è il sauro dorato con crini bianchissimi, senza pomellature né ingrigimenti o crini rossi; sottigliezze formali, manie quasi che però hanno portato sino ad oggi le testoline gentili da arabo che fanno questi cavalli così accattivanti, assieme ai colori eleganti e ricercati. La lezione per oggi è finita, i nostri amici rimettono i cavalli nei box o li preparano per lo spettacolo: e stavolta le cose sono fatte in grande, c’è lo stesso “Haflinger Folie” che a novembre spopola in Fieracavalli, a Verona. Haflinger che giocano a pallone, altri che danzano sulle arie di alta scuola, alcuni si scatenano con grappoli di ragazzini in sella e altri ancora danno il meglio delle loro pimpanti andature attaccati da soli, in pariglia o addirittura alle quadrighe che spazzano nuvole di sabbia in un galoppo ventre a terra che tira fuori un “Ooooh!” strabiliato agli spettatori. Ma questi biondi hanno un’altra cosa in comune, oltre al colore del sole: occhi sereni, un’espressione impegnata e diligente, un’aria da gran brave persone che vogliono far bene il loro dovere. Perché gli allevatori di Haflinger avranno anche il pallino dell’estetica, ma non hanno mai dimenticato una cosa: che il loro cavallo deve essere un buon compagno di lavoro.

giovedì 16 ottobre 2008

Staffino e i compagnuzzi di paddock

Ieri sera sono andata dal mi' cavallo - ancora mi devo liberare di qualche impegno, perchè non riesco ad andare da lui a muoverlo quanto dovrei/vorrei: credo che la lavanderia di fronte casa godrà di un importante incremento del lavoro, e facciamoli girare 'sti soldi. Ieri sera sono passata da lui che era già quasi buio, m'ha riconosciuta da lontano ed è venuto davanti all'uscita del paddock mollando lì il fieno (che è tutto dire), e son cose che fanno piacere visto che grosso modo è la quarta volta che mi vede dopo 4 anni di distacco totale. S'è sbafato la pera che gli ho portato e ha fatto molta attenzione a tenermi ben separata da Bedul, si metteva di mezzo col suo corpaccione e proprio me lo oscurava, devono aver litigato perchè Staffino ha un bel morso sulla spalla, povero il mio topone imbranato che non sa stare in branco. Imparerà, imparerà: intanto sta insegnando a fare le crocette alla ragazzina che lo monta, il nostro Drago Sfumigante. Adesso che è qui vicino mi manca tanto, molto più di prima che era via.

lunedì 6 ottobre 2008

Finesettimanatuttoattaccato!



Grandioso fine settimana, sabato dal bestione in campagna (un po' di lavoretto alla corda per guardarmelo e tanto tempo "perso" a stare semplicemente con lui, quanti anni erano che non lo facevo?), sono un pochino preoccupata per due setole che ha agli anteriori ma per il resto sta veramente bene. E domenica l'ho passata in servizio con Biro, gara di attacchi d'eleganza e tradizione e mi sono beata di tanto splendore, letteralmente, dalla privilegiatissima posizione di segretaria del giudice francese......una libidine, magari non per il giudice (avete presente il francese di una quarantunenne che lo ha studiacchiato alla scuola media e poi abbandonato al suo destino tra le ragnatele dei propri neuroni asfittici?) ma io mi sono veramente lustrata gli occhi...poi vi racconterò, sappiate solamente che c'erano anche i bottoni della Venaria Reale!

domenica 28 settembre 2008

Ri-Staffy


Ecco, finalmente sono riuscita ad andare da Staffy in campagna, ho chiesto a Frè di accompagnarmi ("Wuff, noooo daiiii....") ed è stato bellissimo perchè...si sono ri-piaciuti! il bestione serafico, Frè intraprendente (lo ha voluto incapezzare e tirare fuori lui, e fare tutto; piedi, strigliarlo, riportarlo in addock e sopratutto giocarci). Non mi aspettavo che Staffino tornasse, non lo avrei nemmeno chiesto: ma oggi è stata una giornata bellissima, lui bravissimo come sempre, e io e il pargolo felici. Io sopratutto, perchè ho avuto l'impressione che Frè abbia sentito un po' del perchè mi piacciono tanto i cavalli. Non l'ho nemmeno provato a lavorare, solo amicizia da terra e lavoretto di governo, lui faceva da modello e Frè l'apprendista palafreniere ed è stato proprio divertente vedere il pargolo che imparava a destreggiarsi con tutte quelle gambe e quei piedi e quei chilometri quadrati di bestione da strigliare. Che bella domenica pomeriggio, ragazzi.

venerdì 26 settembre 2008

E' tornato!

E' tornato, Staffino è tornato: hanno aperto la porticina davanti del trailer e lui subito ha messo fuori il testone inalberato sul collo là in alto, mi sono infilata dentro mentre lui incurante guardava fuori, dove siamo eh, dove siamo? per niente preoccupato ma bello carico, della serie le novità vanno affrontate di petto. L'ho fatto scendere, retromarcia e subito ha cacciato fuori un bel nitrito possente, di quelli che sa fare lui quando vuol far sapere che sì, lui c'è e trema tutto perchè è un vero bestione (il trasportatore durante il viaggio "è un dinosauro, non un cavallo!"), erbetta da brucare e poi dentro al box sulla segatura morbida che ne aveva bisogno, e fieno a volontà. Secondo me ha riconosciuto il posto, quando va in quelli nuovi soffia e annusa come un aspirapolvere. Mi sembrava più alto di prima, che gli hanno dato da mangiare a Livorno? è enorme, con un petto da culturista e sta benissimo, è bello tirato a spigolo e perfetto, a parte la coda sfregata sul trailer e tutta spelacchaita, scemo d'un bestione. Sono stata un po' con lui nel box, mi ha annusata e s'è preso le sue mele, s'è lasciato portare a giro e spupazzare ma sta ancora sulle sue, non si appoggia e non si sfrega. Ma è proprio sempre lui, il mio bestione. Sembra passata mezza giornata da quando se ne è andato via, non di più.
Grazie Michele, lo hai tenuto come un Principe: e quando potrai riprendertelo di nuovo, è sempre a tua disposizione.

lunedì 19 maggio 2008

Cure fai-da-te...


Dalla rivista Ippologia, intossicazione da aglio ("Non fanno male, sono solo erbe!!!!"). Chiaro ed interessante.

venerdì 21 marzo 2008

Shire

A grande richiesta, ecco a voi lo Shire! il più alto cavallo del mondo (al garrese può arrivare tranquillamente oltre il metro e novanta), un cavallo da tiro con l'eleganza di un gentiluomo e la dolcezza di un bambino - sono enormi, ma hanno un carattere assolutamente adorabile. Originari dell'Inghilterra erano attaccati prevalentemente su strada, in particolar modo per i carri della birra: meno potenti di razze più specializzate per il tiro agricolo (vedi Suffolk Punch o il nostro Tiro Pesante Rapido) sono però molto più veloci, oltre che indiscutibilmente belli. Tipicissimi i fioccosi e spesso balzani "spazzoloni" che hanno sulla porzione inferiore degli arti.

martedì 18 marzo 2008

Il Campione dei nerissimi


Il 17 novembre scorso (vabbè, sono un po' in ritardo!) al Circolo Ippico Hobby Horse di Bombonina (Cuneo) si è svolto un appuntamento importante per gli allevatori italiani dei Cavalli di Mérens: i cinque migliori maschi di tre anni sono stati sottoposti all’esame dei giudici inviati dall’Associazione Francese per ottenere l’approvazione come riproduttori. Molto interessante la modalità della selezione dove le prime prove da superare per gli aspiranti padri sono quelle pratico-sportive: dal lavoro alla longia alle tre andature ad una ripresa elementare di lavoro in piano, da una prova di attacchi sino al cross su u percorso di 1000 metri con 8 ostacoli naturali di 80 cm. La prima cosa che i Mérens devono dimostrare è la disponibilità a lavorare per e con l’uomo – e poco importa se oramai raramente viene loro chiesto di portare il basto, la buona volontà è importantissima anche per un cavallo che vuole diventare un buon soggetto da turismo equestre. Fermi restando però i principi base della selezione, voluti fortemente dall’Associazione Allevatori Cavalli di Mérens e dall’Associazione Provinciale Allevatori di Cuneo: il mantenimento dell’allevamento in purezza senza l’apporto di sangue esterno; la salvaguardia della tipicità della razza che deve garantire la produzione di soggetti con struttura di tipo mesomorfo e con arti forti e robusti; la conservazione attraverso l’allevamento semi-brado in alpeggio della rusticità, frugalità , docilità e sicurezza nelle andature che costituiscono i punti di forza del Mérens. Quattro soggetti non hanno superato le prove attitudinali mentre Oronai de Val Mairo, di proprietà dei fratelli Sandro ed Ivano Belliardo ha superato brillantemente la prima fase della selezione mostrando un buon addestramento e bei movimenti, ottenendo anche un ottimo giudizio nella prova di morfologia: Oronai è il primo stallone nato in Italia ad essere approvato come riproduttore da qualche anno a questa parte e si toglie anche la non piccola soddisfazione di essere richiesto in prestito dai francesi per le sue prime stagioni di monta. Per il prossimo anno gli allevatori di Cuneo insisteranno su un buon lavoro di addestramento dei loro soggetti, requisito fondamentale per ottenere la tanto agognata approvazione: perché come diceva Pogliaga “il lavoro non nobilita solo l’uomo, ma anche il cavallo!”

Per informazioni:
• Associazione allevatori cavalli di Mérens, Sampeyre (CN), Borgata Rore 30, recapiti telefonici: 010.8396593 - 0171.99184 - 0175.979927, e-mail: assomerens@studiolegalemorra.it;
• APA – Cuneo, Via Torre Roa 13, fraz. Madonna dell’Olmo, Cuneo, tel. 0171.410800, sito internet www.apa.cn.it.

giovedì 6 marzo 2008

Senza parole?


Buongiorno, io sono di quelli che nitriscono e i parlanti mi chiamano Vasco. Sono un Tiro Pesante Rapido e lavoro coi ragazzi. Sì, i puledri dei parlanti, quelli lì che galoppano sempre pancia a terra facendo un sacco di confusione ma non scalciano, e a guardarli non ci si annoia mai. Ogni tanto li portiamo in giro a qualche Fiera, è sempre interessante: ce ne sono tanti altri come loro che stanno tutti stretti sulle gradinate, una fila dopo l’altra su verso l’alto, tutte intorno al nostro posto riservato che di solito è un quadrato molto ampio, recintato e con un buon fondo di sabbia, comodissimo da trottarci se ne abbiamo voglia. E son bene addestrati, sapete? quando lavoriamo coi nostri si zittiscono e non fanno rumore e alla fine battono le mani a tempo, tutti insieme, sono veramente bravissimi! Loro si chiamano uomini, ma ogni tanto usano anche parole diverse e potrei confondermi. Che noia queste parole, è così semplice non usarle: a dargli un nome mica cambiano le cose, son sempre quelle. Noi non le usiamo, vediamo quel che succede così com’è e ci basta, è importante quello che fai mica le parole col quale lo descrivi. Coi suoni esprimiamo le emozioni perchè quelle non si vedono ed è bello farle uscire ma per il resto è sufficiente fare, che bisogno c’è di raccontare? Ma parlavamo di uomini, il mio lo chiamano Silvia e stiamo sempre insieme. Parla poco, forse è per questo che mi piace tanto: mi fa muovere come piace a me, trotto e galoppo e inventa sempre qualche gioco nuovo per farmi sgranchire; mi prepara del lavoro da fare e questo mi fa sentire forte, se non potessi mai tirare un bell’attacco e non riuscissi a farlo come si deve mi sembrerebbe di essere morto. E’ puntuale per il fieno e la biada, si ricorda di farmi a tocchetti mele e carote e mi dà di quelle grattatine con la striglia che non vi di-hi-hi-hi-hi-cooooo…..wrufff, un Paradiso, veramente. Quando siamo via non mi lascia mai troppo in mezzo alla confusione, prepara ogni volta un box per me con tanta segatura morbida e asciutta dove posso riposarmi e stare tranquillo quando ne ho voglia. Sì, perché lei sembra che sappia quando sto bene fuori a vedere la gente e quando invece ho bisogno di stare in pace e anche se vi sembrerà sciocco ecco, io a volte ho davvero l’impressione che mi capisca: senza bisogno di parole.

venerdì 28 dicembre 2007

I Paso di Guido


In giro per Internet si conoscono tante persone, e alcune di queste riescono ad essere amici anche se non ci si è mai incontrati.
Guido è una di questi: giornalista, appassionato di araldica e di storia e di tante altre cose, nato con la camicia di una famiglia fascinosa cucita addosso (è la seconda persona che conosco in vita mia con antenati turcomanni e ho notato che è un ingrediente favoloso, ne derivano persone speciali!) ma non è stato a riposare sugli allori e ha lavorato sodo per aggiungerci del suo.
In più ha una pazienza infinita e si legge tutte le mie tiritere più o meno angosciate su quello che vorrei, non vorrei , ma non riesco etc. etc. etc.
E come se non bastasse quando se ne va in giro e vede dei cavalli mi manda le fotografie: non è magnifico?
Questa è una fotografia che ha scattato a Urubamba, in una hacienda hanno offerto questo piccolo spettacolo con i cavalli peruviani de Paso: la loro andatura così particolare è una specie di marcia in cui gli arti battono uno alla volta sul terreno ma secondo una sequenza che deriva dall'ambio, quindi è un'andatura per laterali più o meno accelerata che sposta il cavallo continuamente in avanti e mai verso l'alto, evitando così ogni tipo di sobbalzo al cavaliere. Risulta un'andatura estremamente comoda e riposante per chi usa questi cavalli, che infatti derivano dagli ambiatori ginetti arrivati qui con Colombo.
Qui per saperne di più sul caballo de paso peruviano

martedì 27 novembre 2007

Caccia alla volpe - parte seconda


Ovviamente da noi alla Vespasiano Gonzaga si pratica il paper hunt: la campagna emiliana così intensamente coltivata non si presta certo alle galoppate che una brughiera rende possibili - e a me personalmente non divertirebbe per niente l'idea di essere lì ad inseguire una bestia che sta per essere sbranata, farei più il tifo per la volpe che per i cani.
Quindi niente cani nè volpe, tutti sostituiti da cavalieri che ne fanno le veci - la volpa scappa e lascia tracce (pezzetti di carta), e tutti gli altri all'inseguimento, dietro il Master ovviamente. Comunque le regole che valgono per a Caccia alla volpe coi cani valgono anche per il paper humt e sopratutto sono utilissime anche per il cavaliere di campagna, quindi eccovele! come vedete, niente di più che un sano buon senso ed una normalissima buona educazione, ma non fa mai male ripassare.

Norme di comportamento in caccia

1. Essere puntuali al meet. I cani partiranno comunque all’ora prevista.
2. Appena arrivati sul luogo del meet avvicinare il Master, togliersi il cap (se cavaliere) o inclinare graziosamente il capo (se amazzone) e salutare con un cortese “Buon giorno, Master”. Altrettanto per l’Hunts man ed i Whipper-in. Non é necessario in questo momento fare conversazione con altri appartenenti allo Staff, visto che stanno lavorando per preparare la giornata di caccia.
3. Se non siete un membro della Società, pagare il cap immediatamente al segretario del Field prima dell’inizio del meet e senza aspettare di essere sollecitato. Chiunque porti un ospite deve presentarlo al Master ed al Segretario prima del meet.
4. Cavalcare dietro al Master e seguire sempre le sue indicazioni. Mai al suo lato, e nemmeno troppo vicino al posteriore del suo cavallo.
5. L’abito di caccia è riservato ai Soci anziani e particolarmente esperti, chi lo veste ha diritto ad un rispetto particolare.
6. I Soci più giovani devono sempre dare la precedenza ai più anziani.
7. I cani, il Master, l’Huntsman e i Whipper-in hanno sempre la precedenza. Nel caso fosse necessario per lasciar loro il passo, eseguire una volta col proprio cavallo e mettersi dietro di loro per proseguire la caccia.
8. Non mettersi mai tra l’Huntsman ed i suoi cani.
9. Non parlare né interferire mai coi cani, a meno che non si sia invitati a farlo dall’Huntsman o dal Master.
10. Quando i cani lavorano, stare tranquilli e fermi per non distrarli.
11. Quando i cani sono vicini al vostro cavallo, rivolgere sempre la testa di questo verso di loro in modo da evitare che possano essere raggiunti da un calcio – uno dei crimini peggiori da parte di un componente del field.
12. Se vedete una volpe, attirare l’attenzione dell’Huntsman o di un Whipper-in il più velocemente e silenziosamente possibile ed indicatelo tenendo il vostro cappello in aria, puntandolo nella direzione della volpe in fuga. Nel caso siate lontani e fuori vista dall’Huntsman, gridate il vostro “Holloa” per avvertirlo. Mai però se i cani stanno già seguendo la pista.
13. Mai seguire troppo da vicino un altro cavallo, pena il rischio di ricevere un calcio. Non bisognerebbe mai portare in caccia un cavallo che calcia facilmente, nel caso non possiate fare altro mettete un fiocco rosso alla sua coda, rimanete dietro gli altri cavalieri od amazzoni, e ricordate che il fiocchetto rosso non vi assolve dalla responsabilità delle eventuali conseguenze.
14. Se il vostro cavallo rifiuta un salto, allontanatevene immediatamente e riprovate soltanto dopo che tutto il field sia passato.
15. Riferite subito di ogni eventuale danno procurato al Field Master, il prima possibile.
16. Accertatevi che ogni cancello venga richiuso, dopo che siete passati oltre.
17. Rispettate sempre i terreni dove passate, ed il loro proprietario. Siete suoi ospiti. Evitare qualsiasi danno a terreni e colture, non attraversare le proprietà private in giorni in cui il Filed non è stato invitato a farlo.
18. Mai fumare quando i cani stanno cercando la pista o sono nelle vicinanze. Quando hanno finito e potete fumare una sigaretta, assicuratevi che il mozzicone finisca nelle vostre tasche e non sul terreno.
19. Siate pronti ad offrire aiuto al prossimo.
20. Ricordatevi che la caccia ha una sua andatura e se voi la intralciate potete provocare incidenti. Se il vostro cavallo da problemi, mettetevi in coda al field. Un po’ di comune buon senso permetterà alla giornata di caccia di svolgersi in modo tranquillo e piacevole.
21. Non lasciare mai il field senza il permesso del Master.
22. Alla fine della caccia, ringraziate il Master per la bella giornata trascorsa.

lunedì 19 novembre 2007

I cavalli di nessuno


Dopo l'episodio del cavallino molisano ho fatto un po' di domande in giro e mi hanno aiutata quei mostri sacri della mailing list "Pianeta Cavalli".
Ecco cosa mi ha risposto la gentilissima Daria Scarciglia, avvocato, alla mia stupidissima domanda "Ma se capitasse un'altra volta di trovare un cavallo di nessuno bisognoso di cure, che si dovrebbe fare?":
"Provo a rispondere per quanto riguarda l'aspetto legale.
Occorre per prima cosa che lo stato di salute del cavallo sia refertato da un veterinario, che può essere un privato o del servizio pubblico.
Quindi occorre sporgere denuncia presso i Carabinieri e qui le ipotesi di reato sono diverse:
- introduzione e abbandono nel fondo altrui (636, 639 bis c.p.)
- maltrattamento (544 ter e quater, 727 c.p.)
- omessa custodia e malgoverno (672 c.p.)
- danneggiamento (544 bis, 638 c.p.).
La denuncia sarà evidentemente contro ignoti, ma ciò non toglie che le indagini sono dovute e che tutti gli atti verranno poi trasmessi alla Procura della Repubblica che deciderà, nel termine di 6 mesi, prorogabile una sola volta di altri 6 mesi, se procedere (nel caso in cui i responsabili vengano individuati) o se archiviare.
Colui che ha trovato il cavallo ne diventa custode giudiziario e dovrà agire diligentemente affinché l'animale sia curato, nutrito e sorvegliato, e avrà il diritto di decidere se tenerlo presso di sé o se affidarlo ad altri, restandone, tuttavia, responsabile quanto al suo benessere.
Nell'ipotesi in cui il responsabile dell'abbandono e dei maltrattamenti venga individuato e rinviato a giudizio, il custode dell'animale potrà costituirsi parte civile, o azionare il separato giudizio in sede civile per il risarcimento del danno.
In ogni caso, se a conclusione delle indagini non dovesse essere individuato il proprietario dell'animale, il custode, decorsi 20 giorni, ne diventa proprietario ai sensi dell'art. 925 c.c., con la conseguente piena espansione di tutti i diritti e doveri che derivano dalla proprietà di un animale.

domenica 18 novembre 2007

Bazzy Boy's Blog

Grandioso sito di un cavallo da corsa australiano, del suo papà e della sua mamma!!!
Divertente ma non solo, un vero spasso "le cose che mi fanno paura!

martedì 13 novembre 2007

Gran Premio di Coppa del Mondo di Verona

Sono in Sala Stampa a Verona che butto giù l'ultima riga dei miei appunti, domenica quasi sera stanca e solitaria mentre tutti sono a veder gli zompi - che pace! Giovanni Manca di "Cavallo e natura", gentilissimo come sempre, mi aveva chiesto se volevo vederla ma ho barattato volentieri con una visitina agli allevatori sardi: non li conosco di persona ma adoro vedere questi cavalli e questa gente che è tra i pochissimi a stare in sella non come se recitasse una parte. Finito lo show jumping arriva Ubi trafelato, ha bisogno di qualcuno che faccia la conferenza stampa col vincitore "Puoi andare tu?" Certo che posso, mando al volo la mail con il lavoro (già) fatto a Liana e mi metto buona buona su una poltroncina defilata, Giovanni mi vede e mi chiama di fianco a lui subito dietro Manili, Liana e la Caterina Vagnozzi. Bene, mal che vada posso chiedere chiarimenti a gente qualificata!
Arriva Zoer, il vincitore: sembrerebbe un ragioniere timido se non fosse che è così tranquillamente sicuro di se stesso. Sotto le domand eben mirate di Liana e Caterina Zoer racconta che Okidoki è arrivato qui pieno di energia (quasi troppa, dice lui) dopo tre settimane di vacanza, ultimo impegno era stato Mannheim, e anche qui lo ha risparmiato facendogli fare soltanto la gara bassa di venerdì.
Il leader della classifica generale commenta il percorso e precisa che era molto buono ma difficile per i cavalli stanchi.
Arnaldo Bologni che montava un cavallo nuovo e giovane ha ottenuto un bel risultato qualificandosi per il barrage, racconta tutta la sua fiducia in questo cavallo intelligente, con poca esperienza ma molto coraggio e termina dicendo che non approfitterà del suo talento rischiando di rovinarlo "quando si ha un solo cavallo bisogna prenderla con calma".
Quarto intervistato Cesare Croce, il Presidente della Fise: come se niente fosse butta lì quella che evidentemente crede una notizia da applausi, "l'anno prossimo i concorsi internazionali in Italia saranno sessanta, contro gli otto che si sono tenuti quest'anno".
Ma dico io: non abbiamo cavalli perchè li roviniamo tutti e il 75% dei puledri non arriva ai concorsi per i sette anni visto che li scassano prima, il vincitore della tappa Fei dice che ha vinto perchè aveva il cavallo riposato, il capolista chiarisce le difficoltà per i cavalli stanchi, Bologni che è uno dei nostri cavalieri migliori lamenta scarsità di cavalli e predica l'attenzione che occorre per risparmiare quei pochi....e il Presidente della Fise è contento di far spremere ancora di più queste povere bestie per non lasciar vincere a qualcun altro i premi per i piazzamenti nelle nuove decine di futuri CSI a quattro stelle? ma a che stava pensando il dottor Croce mentre parlavano i cavalieri?

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