Visualizzazione post con etichetta Voloire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Voloire. Mostra tutti i post

giovedì 3 aprile 2008

le Voloire


Storico Reggimento di artiglieria ippo-trainata dell’Esercito Italiano. Le artiglierie erano, fino alla metà del XVIII secolo, trainate dai buoi: lenti e possenti, potevano spostare i pesanti cannoni nelle campagne teatro di guerre e battaglie. Federico di Prussia, gran comandante ma Principe di uno stato piccolo e non ricchissimo, aveva meno cannoni di quelli che sarebbero serviti al suo desiderio di vittoria: risolse il problema rendendoli più veloci, staccando cioè i buoi e facendo trainare le artiglierie dai cavalli. In un colpo solo inventò l’artiglieria ippo-trainata, e rese necessario un nuovo tipo di cavallo, quella da tiro pesante rapido: una rivoluzione tattica e strategica per quello che riguardava la guerra, ed una nuova necessità da soddisfare per gli allevatori del tempo. Ancora una volta si sarebbe poi costruito, tramite selezioni ed incroci dalle razze già esistenti, un nuovo tipo di cavallo che doveva svolgere un nuovo tipo di lavoro. Gli uomini hanno fatto i cavalli, si può dire, a loro immagine e somiglianza. Cavalli eleganti per usi raffinati, cavalli robusti per lavori pesanti, cavalli piccolini per piccoli attacchi e per i bambini, cavalli velocissimi per le gare brevi, cavalli resistentissimi per i deserti terribili. I cavalli sono sempre stati vicino all’uomo, sono nati (almeno quelli non selvatici) per mano dell’uomo, e sono fatti per lavorare con lui. E tutto è bello e giusto, finchè l’uomo che li fa lavorare (in qualsiasi modo: maneggio, tiro, circo, spettacolo, sport) somiglia ancora ai cavalli che ha vicino. Cioè fino a quando è sensibile, capace di capire il suo compagno, disposto ad ascoltarlo. Quando l’uomo che sta vicino ad un cavallo non gli somiglia più, e si comporta come un uomo da “macchina”, che ha fretta, che pretende solo l’esecuzione meccanica di un ordine, e non è più capace di affrontare gli imprevisti insiti in ogni essere vivente, e vorrebbe possedere tutto quello che gli serve sotto forma di manuale di istruzioni come se avesse a che fare non con un animale ma con un qualunque apparecchio elettrico o meccanico, allora non è più un uomo degno o capace di stare vicino ad un animale come il cavallo. Che è così sensibile, così complesso, così affascinante e così splendido proprio perché è un essere vivente, sempre nuovo e sempre diverso e non una qualsiasi, banale, noiosissima e ripetitiva macchina.

Post più popolari

Powered By Blogger