Tra i tanti meriti più noti, i macchiaioli ci hanno fatto un grandissimo favore immortalando pezzi di vita maremmana ormai scomparsa non soltanto nei loro quadri ma anche in molte preziose fotografie che usavano come ispirazione per i loro lavori. Da notare i dettagli dei finimenti.
Visualizzazione post con etichetta Butteri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Butteri. Mostra tutti i post
giovedì 9 dicembre 2010
martedì 16 marzo 2010
mercoledì 28 novembre 2007
Butteri e Buffalo Bill

Ancora Butteri ma con una spolveratina "stars and stripes", sempre dal mio libello "Argento e vecchi filetti":
...Ma torniamo a noi: nel suo traversare la penisola, l’ormai vecchio Buffalo Bill incontrò la Maremma; per la precisione, la incontrò a Roma: s’organizzò una sfida tra i cavalcanti italiani e quelli a stelle e strisce. Pionieri da luci della ribalta contro i butteri cotti dal sole, quelli che avevano sterminato bufali e indiani contro chi era riuscito a non farsi sterminare dalla malaria. Butteri contro cow-boys, scafarde contro selle dell’ovest, cavallini ispidi, tosti e pronti contro cavallini ispidi, tosti e pronti.
I maremmani non erano stati ancora migliorati, i quarter non esistevano nemmeno.
Leggiamo cosa raccontano Riccardo Gatteschi e Nedo Ficulle di quella giornata:
“Siamo a Roma, nel 1901, in un grande parco non lontano dal Vaticano. Davanti a qualche migliaio di persone i mitici e amatissimi cow-boys americani portati in Europa dall’ancor più leggendario William Frederick Cody – ossia Buffalo Bill – devono battersi, per contratto, contro uno sparuto gruppo di sconosciuti butteri maremmani.
Si tratta di stabilire chi è in grado di domare un puledrino parecchio vivace. Cominciano gli americani ma, uno dopo l’altro, riescono a rimanere sulla groppa dell’animale solo qualche istante prima di venire scaraventati a terra fra le risate e gli sberleffi degli spettatori. E’ poi la volta dei butteri: il primo viene disarcionato presto, ma il secondo – e il suo nome è passato alla storia: Augusto Imperiali – si aggrappa alla criniera e non molla la presa fino a quando pare a lui. Dopo un’elegante galoppata salta giù facendo una piroetta e con una mano saluta anche il pubblico che lo acclama.”
E’ rimasta anche una fotografia, bellissima per l'immediatezza e per il realismo che riesce a trasmettere: Cody si avvicina (baffi, cappellone e tutto) ad un buttero per accennare una discussione, ma il nostro non ha nessuna intenzione di farsi intimidire dall'aspetto esotico del cow-boy e difende molto vivacemente il suo punto di vista spiegandogli animosamente anche coi gesti quel che pensava (e forse è meglio non indagare troppo su quel che gli voleva far ben capire). Fa’ perfino tenerezza il vecchio colonnello, vedendolo così perplesso mentre si prova a discutere con un buttero maremmano che difende le sue ragioni. Sicuramente dopo avrà ripensato alle sane, defatiganti scaramucce con i suoi selvaggi indiani con molta più nostalgia ed affetto.
Proprio per questi gesti e per queste espressioni così spontanei l'immagine non ha perso d’attualità, potrebbe essere stata scattata ieri: l'americano un pelo sopra le righe ma sempre classico per i canoni dell'Ovest, ed i butteri assolutamente identici, dalla bardella al cavallo, dalla grinta al berretto a quelli d’oggi. Particolare in ogni modo il mantello grigio del cavallo maremmano, oggi molto raro nei maremmani e considerato un po’ atipico e non desiderabile, secondo i canoni di razza.
Questi della disfida erano gli uomini della tenuta Caetani, e la foto è stata scattata nel 1901 a Roma.
es"
venerdì 23 novembre 2007
B come Butteri

BUTTERI – Guardiani di mandrie, montati a cavallo per svolgere con più facilità il lavoro nel territorio della maremma toscana e laziale. Sono gli unici veri sopravissuti dell’equitazione rinascimentale italiana: la sella e il modo di montare, il tipo di cavallo e di addestramento sono quanto di più simile e genuino ci sia rispetto al mondo di Pignatelli. Qualche lettore a questo punto sarà sicuramente svenuto: dopo essersi riavuto, sia cosi gentile da confrontare il giudice maremmano con il piliere di Pignatelli, la sella col pallino con la selle angloise piquèe, il modo di tenere il pungolo dei butteri con la maniera di tenere la frusta dei cavalieri accademici, il capezzone maremmano col capezzone a seghetta, il modo di abituare al lavoro il puledro maremmano col modo di abituare al lavoro un cavallo secondo gli insegnamenti di Rosselmini e compagnia. Dimenticate nei tomboli e nelle maremme, ci sono ancora le impronte di una equitazione colta, seppur ruvida, come quella dei cavallerizzi del XVII secolo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Post più popolari
-
A grande richiesta, ecco a voi lo Shire ! il più alto cavallo del mondo (al garrese può arrivare tranquillamente oltre il metro e novanta),...
-
E' curioso notare quali sono le parole-chiave preferite da chi capita a navigare qui: una delle più gettonate è "plastron", as...
-
E' uno degli argomenti classici di conversazione per i neo-equino-proprietari: è come ai primi tempi di un amore, si vorrebbe sapere tut...
-
Altri appunti sparsi dalla ricerca fatta per la mostra "Seguendo le tracce": il colonnello Varrà, Master della Società per la Cac...
-
Già alla fine del XVIII secolo la Sardegna forniva “ cavalli eccellenti, principalmente per la cavalleria leggiera. Testa piccola, groppa af...
-
A volte le cose si vedono meglio per contrasto: come luce e ombra, forza e delicatezza, una giornata bella e un pensiero triste. Come un...
-
La ginnastica fondamentale del cavallo, il lavoro che ben eseguito rende possibile al cavaliere di avere un cavallo bene in equilibrio, “ca...
-
E' morto Amedeo Guillet, una persona bella. Poco più di un anno fa compiva 100 anni e avevo scritto per lui un articolo su Cavallo Magaz...
-
Mi sto ristudiando i cavalli arabi, ripesco una recensione del mio Scaffaletto dei Classici perchè sono in piena crisi da ricordo commosso....
-
Copiato da Ippe, troppo carino! What breed of horse are you? Find out!
