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giovedì 9 dicembre 2010

Butteri: come li dipingeva un macchiaiolo.

Tra i tanti meriti più noti, i macchiaioli ci hanno fatto un grandissimo favore immortalando pezzi di vita maremmana ormai scomparsa non soltanto nei loro quadri  ma anche in molte preziose fotografie che usavano come ispirazione per i loro lavori. Da notare i dettagli dei finimenti.

mercoledì 28 novembre 2007

Butteri e Buffalo Bill


Ancora Butteri ma con una spolveratina "stars and stripes", sempre dal mio libello "Argento e vecchi filetti":

...Ma torniamo a noi: nel suo traversare la penisola, l’ormai vecchio Buffalo Bill incontrò la Maremma; per la precisione, la incontrò a Roma: s’organizzò una sfida tra i cavalcanti italiani e quelli a stelle e strisce. Pionieri da luci della ribalta contro i butteri cotti dal sole, quelli che avevano sterminato bufali e indiani contro chi era riuscito a non farsi sterminare dalla malaria. Butteri contro cow-boys, scafarde contro selle dell’ovest, cavallini ispidi, tosti e pronti contro cavallini ispidi, tosti e pronti.
I maremmani non erano stati ancora migliorati, i quarter non esistevano nemmeno.

Leggiamo cosa raccontano Riccardo Gatteschi e Nedo Ficulle di quella giornata:

“Siamo a Roma, nel 1901, in un grande parco non lontano dal Vaticano. Davanti a qualche migliaio di persone i mitici e amatissimi cow-boys americani portati in Europa dall’ancor più leggendario William Frederick Cody – ossia Buffalo Bill – devono battersi, per contratto, contro uno sparuto gruppo di sconosciuti butteri maremmani.
Si tratta di stabilire chi è in grado di domare un puledrino parecchio vivace. Cominciano gli americani ma, uno dopo l’altro, riescono a rimanere sulla groppa dell’animale solo qualche istante prima di venire scaraventati a terra fra le risate e gli sberleffi degli spettatori. E’ poi la volta dei butteri: il primo viene disarcionato presto, ma il secondo – e il suo nome è passato alla storia: Augusto Imperiali – si aggrappa alla criniera e non molla la presa fino a quando pare a lui. Dopo un’elegante galoppata salta giù facendo una piroetta e con una mano saluta anche il pubblico che lo acclama
.”
E’ rimasta anche una fotografia, bellissima per l'immediatezza e per il realismo che riesce a trasmettere: Cody si avvicina (baffi, cappellone e tutto) ad un buttero per accennare una discussione, ma il nostro non ha nessuna intenzione di farsi intimidire dall'aspetto esotico del cow-boy e difende molto vivacemente il suo punto di vista spiegandogli animosamente anche coi gesti quel che pensava (e forse è meglio non indagare troppo su quel che gli voleva far ben capire). Fa’ perfino tenerezza il vecchio colonnello, vedendolo così perplesso mentre si prova a discutere con un buttero maremmano che difende le sue ragioni. Sicuramente dopo avrà ripensato alle sane, defatiganti scaramucce con i suoi selvaggi indiani con molta più nostalgia ed affetto.
Proprio per questi gesti e per queste espressioni così spontanei l'immagine non ha perso d’attualità, potrebbe essere stata scattata ieri: l'americano un pelo sopra le righe ma sempre classico per i canoni dell'Ovest, ed i butteri assolutamente identici, dalla bardella al cavallo, dalla grinta al berretto a quelli d’oggi. Particolare in ogni modo il mantello grigio del cavallo maremmano, oggi molto raro nei maremmani e considerato un po’ atipico e non desiderabile, secondo i canoni di razza.
Questi della disfida erano gli uomini della tenuta Caetani, e la foto è stata scattata nel 1901 a Roma.


es"

venerdì 23 novembre 2007

B come Butteri


BUTTERI – Guardiani di mandrie, montati a cavallo per svolgere con più facilità il lavoro nel territorio della maremma toscana e laziale. Sono gli unici veri sopravissuti dell’equitazione rinascimentale italiana: la sella e il modo di montare, il tipo di cavallo e di addestramento sono quanto di più simile e genuino ci sia rispetto al mondo di Pignatelli. Qualche lettore a questo punto sarà sicuramente svenuto: dopo essersi riavuto, sia cosi gentile da confrontare il giudice maremmano con il piliere di Pignatelli, la sella col pallino con la selle angloise piquèe, il modo di tenere il pungolo dei butteri con la maniera di tenere la frusta dei cavalieri accademici, il capezzone maremmano col capezzone a seghetta, il modo di abituare al lavoro il puledro maremmano col modo di abituare al lavoro un cavallo secondo gli insegnamenti di Rosselmini e compagnia. Dimenticate nei tomboli e nelle maremme, ci sono ancora le impronte di una equitazione colta, seppur ruvida, come quella dei cavallerizzi del XVII secolo.

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