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mercoledì 24 agosto 2011

La risposta di Mauro Aurigi alla Brambilla





Da "Il Cittadino", con un piccolo prologo: sono assolutamente orgogliosa, adesso più che mai, di poter contare Mauro Aurigi tra le persone che conosco da anni e dalle quali ho provato ad imparare qualcosa. Buona lettura!



Risposta aperta alla “Lettera aperta ai toscani” del ministro del Turismo (http://www.ilcittadinoonline.it/news/140458/Brambilla___Il_mondo_non_ruota_intorno_a_Siena_.html)


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Egregia Ministra,
il 9 agosto scorso Lei ha cominciato così il Suo ennesimo intervento contro il Palio dei Senesi: "La strumentale ossessione con la quale certi amministratori ed esponenti politici locali riempiono le pagine della stampa toscana, cercando di inscenare una inesistente polemica con il Ministro del Turismo, denota una disperata ricerca di visibilità per se stessi e per i propri palii, oltre che una povertà di argomentazioni.”
Non avrebbe potuto essere più sincera e precisa a proposito dei vizi e difetti della casta politica (chi meglio di Lei, d’altra parte?), ma, ohibò, da che pulpito! Proprio Lei che, in “disperata ricerca di visibilità” e per “povertà di argomentazioni” non ha trovato di meglio che inalberare su tutte le tv pubbliche e private (altro che “stampa toscana”!) il Suo straordinario e generoso paio di gambe.
Abbia pazienza, ma pur essendomi ripromesso di non scendere al Suo livello, non ho saputo resistere alla tentazione di commentare questo stupefacente incipit della Sua lettera. Torno così subito a questioni più pertinenti.
Comincio da questo Suo apodittico, geniale monito rivolto ai Senesi: “… il mondo non ruota intorno a Siena …”. Le darò un dispiacere, ma Le confermo che per noi Senesi il mondo gira prima di tutto e assolutamente intorno a Siena. Le dirò di più: in quanto Toscani siamo anche del tutto certi che il mondo giri intorno alla Toscana, e in quanto Italiani siamo altrettanto certi che il mondo giri intorno all’Italia, e in quanto Europei pensiamo che il mondo giri intorno all’Europa e in quanto Occidentali siamo arciconvinti che tutto il mondo giri intorno all’Occidente. Non so quanta contezza Lei abbia della storia di Siena, della Toscana, dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente, ma accetti questa piccola lezione (ho l’età per impartigliela). Veda, per buona parte del secolo scorso circa metà degli Italiani ha creduto che il mondo girasse intorno agli USA e l’altra metà che girasse invece intorno all’URSS: guardi in quali condizioni siamo ridotti. E guardi in quali floride condizioni invece si sono ritrovati Svizzeri, Svedesi, Finlandesi o Neozelandesi, popoli che hanno sempre pensato che tutto il mondo girasse intorno a loro. Anche i Senesi, pensando almeno da un millennio che tutto il mondo girasse intorno a loro, non se la passano poi male (sempre al vertice delle classifiche nazionali per qualità della vita), soprattutto tenuto conto della marginalità storica e geografica di questo territorio che per giunta confina direttamente col Meridione. E ciò – se lo appunti sig.ra Ministra – senza dover ringraziare nessuno, né un papa, un principe, un re, un imperatore, un politicante o un capitano d’industria. Forse unici al mondo, tutto quello che abbiamo (ed è tanto, un giorno se avrò tempo glielo spiegherò) ce lo siamo fatti da soli nel corso di un millennio. Anche se, ad onor del vero, la casta politica locale si sta dando da fare per minare alla base quella nostra floridezza, proprio come la casta politica nazionale, da Lei oggi così bene rappresentata, ha minato quella del Paese. Se vi foste fatti ammaestrare dalla storia e (dall’attualità), ossia se foste stati convinti che il mondo girava intorno all’Italia e non intorno a Putin, Gheddafi e Lukašenko, oggi vivremmo in un paese diverso e migliore (così come – mi consenta l’impertinenza – Siena è una città diversa e migliore).
A questo ultimo riguardo voglio commentare un’altra delle tante perle contenute nella Sua lettera.
Lei asserisce, per giustificare la Sua critica al Palio, che “il mio incarico istituzionale (ministra del Turismo: nda) mi impone di presentare al mondo la migliore immagine del paese”. Mai asserzione è stata più ottusa: Lei sta sparando direttamente nella stiva. Veda ministra, per quanto Lei si potrà dare da fare, per quanto tempo Lei potrà rimanere, magari anche tutta la vita, seduta su quella poltrona per presentare al mondo la migliore immagine del paese, Lei non potrà mai ottenere neanche una minima parte del successo turistico che hanno ottenuto i Senesi (da soli, ripeto, e contro tutti, anche contro di Lei). Glielo dice uno che, come tutti i Senesi, vorrebbe che i giorni del Palio i turisti, tutti, se ne andassero a Firenze o a Venezia. Perché, veda, per noi il Palio è cominciato mille anni fa o giù di lì e non lo abbiamo mai corso per i turisti (visto il successo, si immagini il risultato se invece lo avessimo inventato a quello scopo).
Ora una preghiera: dia attuazione alla Sua minaccia di rifiutarci il riconoscimento "Patrimonio d'Italia per la tradizione". Il Palio, quanto a tradizione e cultura, è un fatto d’eccellenza, e l’eccellenza non tollera riconoscimenti dozzinali dall’alto (una ventina all’anno, Lei dice che vengono assegnati) che lo accostino al Palio della Ruzzola o alla Sagra della soppressata. Lei è solo interessata a baracconi turistici tipo Disneyland. Noi no. E poi il Palio, cosa che Lei non potrà mai capire, non ha padroni né padrini. Non li ha mai avuti e non li vuole. E’ nato dal popolo e vive del popolo (immagino che per Lei, che è nata da Berlusconi e vive di lui, ciò suoni come una bestemmia). E non ci interessano riconoscimenti del Principe anche perché sappiamo per lunga e consolidata esperienza che il Vostro interessamento in cose che non Vi riguardano porta iella.
Poi un giorno, se avrò tempo, Le spiegherò perché noi amiamo i cavalli e Lei no.
Cordialmente Suo, nonostante tutto.

Mauro Aurigi

giovedì 10 marzo 2011

Rinoceronti, imprese e cavalli barbari.


Faccio come gli scoiattoli con le ghiande: nei momenti di super-lavoro accumulo tutto quello che non riesco a leggere, e lo accantono per le giornate tranquille.
Oggi era una di queste: ho preso in mano il "Ragionamento de Mons. Paolo Giovio sopra i motti, et desegni d'arme, et d'amore, che communemente chiamano imprese" (Venezia 1561, appresso Giordano Ziletti all'Insegna della Stella) e mi son lasciata prendere dalla loquacità di Monsignor Giovio, chiacchierone generoso e accattivante. Anche un po' tronfio dei suoi successi a dire la verità, non perde un'occasione per far sapere il successo che incontrano le sue trovate araldiche e una di queste è particolarmente interessante, ve la voglio raccontare.
Il Duca Alessandro dei Medici, fresco sposo della giovanissima Margherita d'Austria, vuole guadagnarsi la stima del suocero imperatore e del resto del mondo con le sue imprese guerresche e il coraggio da dimostrare sul campo; chiede a Monsignor Giovio di trovargli un'impresa che illustrasse i suoi sentimenti "per la fazione imepriale sarebbe animosamente entrato in ogni difficile impresa, deliberando di vincere -o di morire".
Giovio prende lo spunto da un famoso fatto di cronaca dei tempi (il naufragio del vascello che portava a Papa Leone X un regalo del re Manuel di Portogallo, un rarissimo esemplare di rinoceronte indiano), dalle virtù attribuite a questo esotico animale (coraggioso e temerario e ad oltranza, l'unico a poter sperare di battere un elefante nello scontro diretto) e forse anche dall'origine altrettanto esotica del Duca (figlio naturale di Lorenzo II de' Medici e di una serva mulatta) per accontentare la richiesta del Duca: "fecesi dunque la forma del detto rinoceronte in bellissimi ricami, che servivano ancor di coperta per cavalli barbari, i quali corrono a Roma e altrove il premio del Palio, con un motto di sopra in lingua spagnola, NON VUELVO SIN VINCER: io non ritorno indietro senza vittoria".
Sbaglio di tanto, a immaginare che un ricordo di questi cavalli barbari di Roma sia forse rimasto a Siena, nella Contrada della Selva? tenete presente nel '500 i cavalli barberi giravano per mezza Italia a disputarsi i vari Palii, difendendo i colori (e le imprese!) dei loro proprietari che spesso erano principi e potenti.


giovedì 25 marzo 2010

13 agosto 1465

Una biccherna del 1460


Da un famiglio dei barbareschi del marchese di Ferrara al suo Excellentissimo Signore, Borso d'Este


"Illustrissimo mio Signore, questa  per dire a  la Vostra Excelentia come al corso de Siena se sono rincontrati questi cavagli, cioè duoi del marchese de Mantova, duoi del signor de M., uno del signore de Piombino, uno del cardinale de colonna, uno del conte carlo da Montone, et uno de Alexandro de M. et quelo dela Vostra Signoria fu secondo et se no fusse stato che lo Memellino ebbe uno grandissimo avantaggio alle mosse, il nostro seria stato primo".

sabato 16 agosto 2008

Assunta, il Palio e altre cose.


Quest'anno siamo a Modena, niente Siena, niente amici in contrada, niente Palio: a volte capita, figurarsi, per noi è già un bel regalo poterci capitare ogni tanto quindi meglio fare l'abitudine a questi digiuni. Ma abbiamo avuto almeno i due giorni per la festa titolare e ce li teniamo stretti: abbiamo accompagnato la nostra comparsa a rendere omaggio ai defunti - i tamburi rullavano, il paggio portava i fiori, gli alfieri giravano le bandiere e appena loro han finito tutti i contradaioli si fanno il segno della croce, proprio come avessero appena terminato una preghiera. E' stato bello perchè per la prima volta siamo veramente tornati, ritroviamo tanti amici ed è bello sentirsi chiamare per nome e riconoscere da persone che abbiamo visto solo qui, per pochi giorni. Ora loro sono lì nel Bruco, noi siamo lontani. Ma torneremo presto, e loro saranno sempre lì.
Intanto in Piazza sfila il corteo: le chiarine cantano la marcia del Palio, solo un mese fa proprio loro che adesso sono monturati sul Carroccio l'avevano suonata in via del Comune per farmela registrare col cellulare, che almeno mi portassi via un ricordo da Siena. Ma anche Siena si porta qualche cosa di emiliano nel cuore, anche se in tanti non se lo ricordano: avete presente l'affresco che raffrigura Guidoriccio da Fogliano, comandante delle milizie senesi attorno al 1320? era un capitano di ventura reggiano, emiliano come noi: un po' di Siena qua, un po' di Emilia là. Bruco, Bruco, Bruco. Uno dei cavalli dei Carabinieri s'è fatto male durante la carica prima del corteo: auguri cavallo carabiniere.

mercoledì 9 luglio 2008

Festa titolare


Festa titolare, gira il Bruco e c'è l'usanza squisita e gentile dei paggetti che offrono il sonetto composto per l'occasione a Protettori ed Amici...ve lo passo.

La NOBILE CONTRADA DEL BRUCO
in occasione della Festa Titolare
per la Visitazione di MARIA SANTISSIMA
offre ai Suoi Protettori ed Amici
il seguente
SONETTO

Anche quest'anno, dolce Madonnina,
la Contrada del Bruco ti fa festa,
alfieri e tamburini stamattina
Siena hanno invaso, quando appena è desta.

Bello è sentire il rullo dei tamburi
che cadenzano il passo dell'alfiere,
bello è vedere nei vicoli oscuri
il giallo e verde delle lor bandiere.

E quando dietro il duomo cala il giorno
e col vespero avanza già la sera,
va la comparsa, facendosi ammirare,
passando per le strade del ritorno,

col corteo di tanta gente fiera,
siccome fiume che ritorna al mare.
Romano
dalle Stanze del Bruco, luglio 2008

giovedì 8 maggio 2008

Ridimensionato progetto per Ampugnano!


Una buona notizia: hanno modificato il mostruoso progetto di ampliamento dell'areoporto di Ampugnano, che serve l'area di Siena.
In una città che lotta per mantenere il suo status di "posto dove vivere" nonostante l'afflusso massiccio di turisti (e contemporaneamente grazie all'afflusso massiccio di turisti)volevano far lievitare la capacità dell'areoporto di riferimento da 100.000 a 500.000 presenze...un suicidio, praticamente.
Per fortuna sembra che il comitato sia riuscito a far valere le ragioni della città.
Evviva!!!

domenica 17 febbraio 2008

Brento e Jacopo


Agosto 2007, Palio dell'Assunta a Siena
Ci sono cavalli da cui ci si aspetta più che dagli altri perché son fatti di promesse: hanno stile, hanno forza, carattere, talento e mezzi per un “mestiere” particolare. E a volte proprio questi cavalli mancano di una cosa soltanto – di un po’ di fortuna, quella particolare e intangibile combinazione di eventi casuali che sembrano fare la differenza tra il successo e l’insuccesso. Anche lui è uno di questi cavalli, sei anni di onesto lavoro e di grandi speranze ma niente, sempre sfuggiva un po’ più avanti quel benedetto momento giusto, sempre succedeva qualcosa che gli impediva si svolgersi al meglio – e gli uomini ci han messo del loro, tanto che addirittura fan capitare l’assurdità di non volerlo perché troppo forte…e lui non riusciva ancora mai a dimostrarlo, quanto fosse grande e quanto potesse dare. Poi una partenza troppo burrascosa, un incidente superficiale ma che sembra pregiudicare tutta l’annata, per fortuna l’assistenza è immediata, possono dare tutto quello che c’è a un cavallo che si fa male. Ma lui è forte, lui recupera sé stesso, lui ci crede. E ci credono anche i suoi proprietari, e ci crede anche un padre che gli è appena morto il figliolo: per caso il cavallo ha lo stesso numero che era capitato al suo ragazzo ad una selezione che poi aveva vinto. Questo padre telefona a uno di quelli che potevano decidere o no di far correre il cavallo tribolato “prendilo, ti dico prendilo, non lasciarlo fuori”. Si vota, il cavallo viene preso. E poi capita che quel cavallo debba correre proprio per quel padre, e per tutta la gente che si porta addosso i colori di quel padre e di quel suo figlio che non c’è più. Corre come se fosse tutto nuovo, corre da grande come sapeva di essere e come tutti aspettavano che fosse. Corre con sulla schiena un fantino che si porta dietro la fotografia del ragazzo che non c’è più, un fantino tutto nuovo e senza esperienza e forse nessuno sapeva avesse tanto da dare – ma che trova la testa per dosare tutte le capacità del cavallo, per trovare il momento giusto e l’unica maniera di riuscire a vincere: lo richiama una frazione d'attimo per sospenderlo e si lascia sfilare il gruppo che si allarga in curva e lui taglia e li infilza tutti e via cesella una traiettoria tutta d’oro e adesso il cavallo può finalmente dare tutto quello che aveva lì da anni e tutto è perfetto, riesce a prenderlo il momento giusto per allungarsi al suo galoppo e vince, vince davanti a tutti: davanti alla sfortuna, davanti alla gioia e davanti alla tristezza, davanti il bianco e l’arancio che invadono la piazza di gioia, vince e basta e finalmente è lui, un grande cavallo che diventa finalmente sé stesso. Perché lui è Brento, un barbero del Palio di Siena. Perché Jacopo era con lui, a regalargli anche la sua fortuna. E perché questa non è una corsa come tutte le altre, è un’altra cosa.

giovedì 24 gennaio 2008

Invito da un'amica!


COMUNE DI RAGOGNA
BIBLIOTECA COMUNALE “L.Petris”

Presentazione del volume
di Janilla Bruckmann

75 SECONDI DI PASSIONE

75 secondi di passione: sogni, magia, mito, leggenda, tradizione... la vita di una città in una vicenda unica al mondo...l'appartenenza a un popolo che trasforma una corsa di cavalli nel momento culminante di un modo di vivere... un'esperienza socio-antropologica che non ha uguali e che fa di Siena e del suo Palio un’ esperienza unica.

Nell’occasione l’Autrice mette in vendita il romanzo e l’intero ricavato andrà al progetto per la ricerca e la prevenzione della neurofibromatosi

SABATO 26 GENNAIO 2008
Sala Conferenze del Centro Culturale
di San Giacomo di Ragogna ore 18.00

domenica 2 dicembre 2007

L'anno contradaiolo...


...è iniziato ieri! per festeggiare, qualche foto del nostro Bru'one nello Slideshow.
L'anno scorso per noi è stato bellissimo: hanno battezzato Frè!

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