lunedì 30 giugno 2008
domenica 29 giugno 2008
Estremo Oriente è in stalla
Per inciso, ci hano assengato con l'estrazipone Estremo Oriente....e lo era andato a prendere "il cinese", Yang!!!!!!...gratt...gratt. gratt.....
sabato 28 giugno 2008
Impronte digitali ai bambini Rom?
venerdì 27 giugno 2008
Il Maestro delle Principesse

Equitation des dames, di P.A. Aubert - Parigi 1842
giovedì 26 giugno 2008
Lane caprine

mercoledì 18 giugno 2008
Il sergente nella terra
Dandoci dentro se le cose erano difficili e senza perdere di vista le cose piccole, semplici e normali che sono sempre dentro le situazioni più enormi, spaventose e terrificanti.
Adesso è sotto una croce di legno e un po' di terra vicino all'Ortigara, da lì ha raggiunto gli alpini rimasti in Russia sotto la neve.
L'ho detto a Francesco e gli sono venuti i lucciconi agli occhi "Non potrò più scrivergli adesso".
Fa lo stesso Frè, possiamo ancora leggerlo.
Fiorella e le sue scarpe nuove

domenica 15 giugno 2008
Fiorella e il Trec.
Direttamente da http://www.raglio.com/ le avventure di Fiorella!!!!
sabato 14 giugno 2008
Glossario equestre: lavoro in piano

Occhi, orecchie e cuore
mercoledì 11 giugno 2008
Da Maria su AsinoDays

Quante cose meravigliose sono successe ad Asinodays!Ho visto una marea di bambini con gli occhi spalancati per la sola felicità di poter montare in sella ad un asino. Ho visto tanti adulti ritornare bambini per il solo fatto di essere in mezzo agli asini. Ho visto nascere una bellissima asina meticcia, che abbiamo chiamato "Day" e ho visto la sua mamma partorire con una serenità e una tranquillità incredibile nonostante molte persone stessero lì vicino stupite di poter assistere a quello che rimane sempre un miracolo della natura.Ho visto un bambino diversamente abile accennare un sorriso perché aveva sentito la morbidezza del naso di un asino.Ho visto Fiorella, una splendida asina ragusana, avvicinarsi da sola a mio fratello che sta sulla sedia a rotelle: gli ha annusato le mani, i piedi, le gambe, gli sbuffava sul viso e gli appoggiava il muso sul collo quasi volesse parlargli. Ho visto il suo proprietario piangere per questo, perché Fiorella aveva capito tutto senza bisogno di chiedere nulla a nessuno. Ho visto tanta gente di nazioni diverse riuscire a comunicare non attraverso l'inglese ma con la lingua della stessa passione che li aveva portati lì. Ho visto tanti ragazzi che ad Asinodays sono venuti come volontari lavorare come matti tutto il giorno pur di comunicare l'amore per gli asini a più persone possibile....ed io, che ora sono a casa, non faccio altro che sentire...la mancanza di quegli asini che ora sono anche un poco miei!
Cantacucciolo

Era un po' di tempo che non vedevate il mio Cantacucciolo?
Eccolo (primo da sinistra) coi suoi compagni di squadra: grande Nuoto Club Ghirlandina!
sabato 7 giugno 2008
Do you remember Sissoffoca?...
Sara e Stefano

Ancora su AsinoDays in generale, e i suoi detrattori in particolare
p.s. anche qui altra discussione in tema, molto sensata. Parlare, vedere, ragionare? una cosa meravigliosa!
p.p.s Intervento su NewsFood del dott. Eugenio Milonis di Allevasini, sostenuto da Coldiretti Nazionale e dall’ AIA (Associazione Nazionale Allevatori).
AsinoDays, special!!!
Mi colpiscono alcune cose: la quantità di ragazzi di un genere che mi piace molto che vedo attorno agli asini (volontari, bambini, accompagnatori, insegnanti di primo pelo, asino-fans tout court), la quantità di asini decrepiti che vedo nei recinti (subito ne sono quasi infastidita, non sono abituata a vedere bestie così vecchie e poi capisco: perché di solito spariscono dalla circolazione e qui invece non le hanno uccise, anche se sono improduttive), e la totale assenza di ogni tipo di agonismo, gara, classifica o premiazione. Gli asini sono così, non si mettono in competizione con nessuno e la gente che sta bene con gli asini è il tipo di gente che fa bene al cuore, due pacche sulle spalle un’abbraccione e cosa dobbiamo fare d’altro se non goderci loro, gli asini, con tutta la loro pazienza, dolcezza, infinita saggezza e comprensione? I cavalli sono come bambini, ti si affidano – gli asini sono come un nonno o una nonna, accoglienti, gentili, sembra che abbiano già visto tutto e ti danno sicurezza, viene voglia di farsi prendere in braccio. A dire la verità la Fiorella non mi ha preso in braccio, mi ha proprio fatto montare in sella: asina ragusana di strepitosa bellezza, se non fosse che il Vignalone e la Maria morirebbero di crepacuore mi viene voglia di prendere su e sparire all’orizzonte con questa asina imponente che cammina elegante sui suoi zoccoli a spillo. Ha un passo bellissimo, più corto di quello di un cavallo ma preciso, solido, sicuro, mi sembra di poter andare da qualsiasi parte montata lassù. Una cosa bella dell’aver sotto la sella qualcuno con le orecchie così lunghe è che hai un casino di spazio in più per le carezze, e la ragazza gradisce. Poi giro a piedi per l’allevamento, il signor Caselli Giuseppe (classe 1928) mi racconta vita morte e miracoli degli asini di qui, li conosce tutti uno per uno. A Montebaducco ci sono razze di asini che non avevo nemmeno mai sentito nominare, Giuseppe è una vita che lavora con loro e gli chiedo come mai ci siano così tanti asini molto in disarmo:”Sono le asine vecchie, quelle che non fanno più latte. Stano qui finchè campano, spazio ce n'è per tutti, loro hanno già dato quello che potevano e si sono meritate la pensione. Non sa perchè il padrone di qui ha tutti questi asini? quando ha cominciato era un ragazzo di montagna, lavorava duro e aveva un'asina che gli portava il grano che coltivavano giù al mulino da sola, e per lui era un bell'aiuto perchè non doveva perdere tempo ad accompagnarla, era come una persona in più in famiglia. Lui la mandava giù al mulino carica, il mugnaio scaricava e lei tornava su, sempre da sola. E allora aveva detto che quando avrebbe potuto avrebbe fatto qualcosa per la sua asina, proprio in suo onore. L’asino era l’animale della montagna, tutti ne avevano uno: bastava un po’ di fieno e lui era a posto, poteva stare anche a casa dei poveretti. Guardi, guardi come è tutto ben vestito quel piccolo: è perché la sua mamma produce bene, così lui ha tutto quello che gli serve e mette su un bel pelo. Una volta un’asina faceva due litri di latte al giorno, adesso invece ne fa quattro: qui non lavorano, mangiano orzo e fieno buono, un giorno si e uno no ne rubiamo un po’ al puledro quando comincia a mangiucchiare il fieno, verso i quindici venti giorni. Vede? Vivono tutti in branco, un maschio e le sue femmine con anche i puledri finchè non diventano fertili, a quattro anni circa. Dopo lo stallone sente che hanno gli ormoni pronti e non li vuole più, li manda via. Le femmine diventano fertili prima ma non le facciamo coprire sino a quattro anni, quando sono ben costruite. Se non sono ben costruite loro come potrebbero costruire bene un puledro?Guardi, guardi i puledrini: assomigliano sempre al padre, perché l’asino è geloso e i figli li vuole tutti come lui. Questo è Pompeo, uno stallone di Martina; è scarico, ha montato un bel po’ di femmine e allora adesso è qui in riposo. Sente che non risponde quando gli altri stalloni chiamano? sa di non essere pronto, finchè non si è ben riposato e messo in forze è come se fosse in vacanza, fuori servizio (Pompeo sarà anche scarico ma è bello da morire, ha il pelo lucido e corto, non è grasso ma nemmeno magro, pieno di muscoli ed elegante, sembra un cavallo visto da sopra dove siamo noi). Con questi asini di Martina si facevano i muli più forti, anche 250 chili di legna portano; ma di carattere sono poco espansivi, quelli fatti con l’Amiata sono più amichevoli, più gentili. Una volta i nostri mulattieri avevano sia i muli che i bardotti: il mulo è più forte, ma i bardotto è più prudente così quando si doveva andare nel bosco si metteva davanti a tirare un mulo, ma per i sentieri in montagna, pericolosi e difficili si metteva a tirare la fila il bardotto: è più equilibrato e riflessivo, sceglie sempre e soltanto il passaggio più sicuro e prudente. I ragazzi di oggi avrebbero bisogno di imparare un po’ dai bardotti, si credono tanto intelligenti poi vanno a rompersi la testa e a morire con una motocicletta. Noi eravamo diversi, ci facevano sempre stare zitti ed eravamo più taciturni; ma stavamo attenti”. Giuseppe mi racconta gli asini, io cerco di ricordarmi tutto: quei bellissimi asini grigi pomellati che non avevo mai visto prima sono Argentati di Pisa, eleganti e leggeri, di gamba lunga. L’argentato ligure è molto simile ma più basso e minuto e più chiaro di pelo, tutti e due hanno qualcosa di elegantemente spagnolo nell’aspetto, mi sembra potessero essere proprio i padri perfetti per le chinee papali. Poi c’è il Rosso Ferrarese, stallone principe è Rossano (Brazzi, lo ha chiamato così Giuseppe), uno dei preferiti di Giuseppe, un gran signore mi dice con le sue mogli. E Birillo, un amiatino tostissimo che si fa un punto d’onore nel mettersi di guardia alle sue signore standosene sempre a proteggerle dal lato del recinto che dà verso quello di Rossano, che è grande tre volte lui e se lo mangerebbe in un boccone: ma lui è tosto, e sta lì e non molla e ha una grinta che basterebbe per uno Shire, e alle sue femmine ci bada lui che basta e avanza perdio. E poi Dante, sardagnolo morello di 28 anni pienotto e arzillo come un ragazzino e poi gli asini bianchi dalla Grecia, e quelli pezzati rossi dei paesi slavi, con Costantino sire della mandria, gli argentati del deserto che vengono dal Marocco, e l’amiatina rosata con la puledra incantevole come lei, sembrano delle asine fate tanto son belle ed eleganti con quel mantello così speciale. Cosa mi sarei persa se non fossi venuta qui? Tante cose belle, tante gente bella. Gente che ha lavorato con gli animali per una vita e ancora non riesce a staccarsi dai suoi compagni di fatiche, ragazzi che hanno una vita piena di interessi sani e l’asino ci sta a meraviglia in mezzo a questa gente. Cooperative ambientali, accompagnatori di montagna e iniziative sociali di aiuto a chi ne ha bisogno – porta qualcuno in montagna con un asino, e vedrai cosa ci salta fuori camminando con calma e accompagnati da qualcuno di così saggio. Mi piacciono gli asini, hanno degli ottimi amici.
giovedì 5 giugno 2008
Quanto cresce l'unghia ai cavalli?

martedì 3 giugno 2008
I.C.E.

Mi son beccata 'na strigliata!

Che non è bello: tant'è che io per prima non mangio nè asini nè cavalli, sia chiaro.
Allora perchè quelli di AsinoDays sono miei amici?
Perchè li ho conosciuti, e ho visto che l'unico del gruppo a macellare e mangiare asini è questa azienda: produce latte di asina, le asine fanno latte solo se hanno il puledro, i puledri maschi non faranno mai latte quindi dove li mettono? alcuni trovano padrone, altri no.
Quelli "no" diventanto carne, a Montebaducco.
Solo quelli.
E lo dicono.
Come qualsiasi normale agricoltore/allevatore, il signor Montebaducco (al momento non ricordo nome&cognome, sorry) ha animali in più che non sa dove mettere. Come tutti gli agricoltori/allevatori li macella: quello è il lavoro che dà da mangiare alla sua famiglia, un'azienda non si può permettere di essere improduttiva.
Succede la stessa cosa a vacche, vitelli, maiali, galline, tacchini, conigli ed agnelli.
Fa parte della lunga storia tra uomini e animali, è un rapporto fatto così: io ti allevo e ti curo, ma certe volte mi tocca ammazzarti.
Non per rancore o per divertimento: per necessità.
Però intanto ti tengo vicino, se non te in persona almeno la tua razza ha la vita assicurata e insieme possiamo sopravvivere.
Perchè la stragrande maggioranza di razze animali (cavalli e asini in primis, pascolatori in unmondo di coltivazioni intensive) non esisterebbero più se non fossero stati utili all'uomo - perchè quelli che non servono (vedi panda e lupi e orsi marsicani) noi uomini facciamo davvero molto in fretta a farli sparire dal nostro orizzonte.
Il signor Montebaducco ha un difetto: non è ipocrita, e dice quello che fa.
Altri che si vendono come "buoni" lo fanno ma non lo dicono: chi preferite? io quello che non si nasconde dietro l'ipocrisia.
Sottolineo una cosa importante: a Montebaducco macellano i puledri non sistemati, non gli asini che vengono utilizzati e lavorano o hanno lavorato con l'uomo.
E sottolineo un'altra cosa: tutti gli altri del gruppo sono possessori di asini d'affezione o da lavoro, che non correranno mai il rischio di finire a bistecche.
Per quello che può servire, io li ho conosciuti di persona e ho passato un po' di tempo con loro apposta per capire meglio una cosa che sentivo complicata e sono arrivata ad una conclusione:
quelli di AsinoDays mi piacciono, sono brave persone e amano veramente gli asini - tanto che ci lavorano e ne hanno a decine e li usano e i loro sono asini veri e rispettati, non naufraghi tristi di qualche zoo cittadino.
E' sbagliato? io personalmente credo di no, ma parlare tra persone che hanno punti di vista differenti è sempre un arricchimento.
Sempre, GRANDE (und grossen!) Anonimo Strigliatore ;-)
p.s. una precisazione sugli inglesi che è vero, non mangiano carne di cavallo: la usano solo ed esclusivamente come cibo per gatti.
Perchè quello che ci rimproverano non è di macellare od uccidere i cavalli, è di mangiarli.
AsinoDays!

lunedì 2 giugno 2008
domenica 1 giugno 2008
Skype!

Frizio e la Modena Nuoto!
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