domenica 29 giugno 2008

Estremo Oriente è in stalla


Oggi la tratta, a Siena hanno assegnato i cavalli per il Palio di Provenzano e in stalla abbiamo Estremo Oriente: un bellissimo cavallino, nero come il pepe, e ce lo monterà il Tittia. Lo so che non siamo nati a Siena, lo so che i contradaioli veri sono altri, quelli che son nati e venuti su lì...ma ci sentiamo così lontani oggi, dopo che per due anni eravamo lì con voi a vivere e veder vivere 'sti momenti...un abbraccio a tutti i brucaioli da parte mia e di Frè, che è esiliato qui a causa di una gara di nuoto che si farà proprio il 2 di luglio....secondo me si nasconderà il fazzoletto dentro al costume, si sape mai!
Per inciso, ci hano assengato con l'estrazipone Estremo Oriente....e lo era andato a prendere "il cinese", Yang!!!!!!...gratt...gratt. gratt.....

sabato 28 giugno 2008

Impronte digitali ai bambini Rom?



Io dico che ci porto anche il mio, di figlio, a registrare le impronte digitali.
Siamo tutti Rom, se mi permettete la citazione indiretta.

venerdì 27 giugno 2008

Il Maestro delle Principesse


Nella Francia di metà ottocento, passati il terrore della Rivoluzione e le tempeste di Napoleone, si ritrovavano lentamente le abitudini aristocratiche del secolo precedente: tra le altre, il gusto per l’Arte dell’Equitazione. Ai sopravissuti dell’Anciéne Régime non pareva vero di poter riparlare senza timore degli anni della gioventù e della corte di Maria Antonietta, e per un vecchio ecuyér come Aubert, cresciuto al Maneggio Reale delle Dame fu un piacere insperato poter scrivere nel 1842 un libro dedicato alle gentili amazzoni, per parlare della sua esperienza ma anche ricordare i tempi andati che lo videro giovane, in una corte splendida come quella francese. In questo libro sull’equitazione femminile Aubert ne spiega le caratteristiche peculiari e le particolarità tecniche, e ci fa sentire il profumo un po’ antico di un mondo fatto anche, sorprendentemente, di signore veramente esperte dell’Arte, in grado di condurre il lavoro di una ripresa di saltatori e di assumersi la responsabilità di condurre Haras e Scuole Accademiche, come madame de Brionne. Un lungo viaggio tra due epoche completamente differenti divise da appena mezzo secolo. Il tutto, calandoci nella realtà molto particolare del mondo equestre al femminile, condizionato nel 1840 dal tipo di sella utilizzata, preferita in quanto permetteva sì alla dama di mantenere un’eleganza delicata di abbigliamento e accessori ma che non permetteva un assetto così solido come quello delle amazzoni del secolo precedente, molto più sicure in sella e molto più libere di montare veramente – ma vestite e calzate come uomini e che spesso montavano à califourchon. In questa assurda non-evoluzione, il Nostro si conforta facendo notare la dovuta importanza dell’addestramento particolare del cavallo destinato ad una signora, addestramento lungo e paziente che permetteva alle Dame Reali di galoppare per i boschi nelle cacce e che cinquant’anni dopo veniva democraticamente messo a disposizione di quante signore dell’alta borghesia se lo potessero permettere. Signore più moderne delle dame col tricorno ma più legate, costrette e limitate nelle loro possibilità da una serie di accessori (dalla sella, al busto ed agli abiti) che parevano inventati apposta per renderle così insicure da non poter essere autonome né indipendenti a cavallo, tutte ravvolte in delicatezze estetiche e formali legate alla moda quando un buon paio di stivali robusti e una sella che permettesse un assetto più sicuro avrebbero permesso loro di montare tanto bene quanto le colte dame del settecento – incipriate sì, ma con i calzoni di pelle di daino sotto i merletti delle gonne.
Equitation des dames, di P.A. Aubert - Parigi 1842

Grazie...10.000!


giovedì 26 giugno 2008

Lane caprine




Oggi pomeriggio mi chiama un amico e fa una domanda di quelle filosofico-equestri che mi intrigano, tanti sono annoiati di queste cose e invece a me piacciono così tanto...perchè usare una parola invece che un'altra, e cosa descrive quella parola di preciso e cosa vuol dire per me, cosa vuol dire davvero e come si dice in inglese e perchè in inglese è diverso e come mai non si riesce a tradurre letteralmente...insomma una buona scusa per parlare di cavalli, per pensarli un altro po', per accorgersi di qualcosa che era sfuggito e precisarlo nella testolina.



Per tenerseli vicini in definitiva, anche quando non sono nei paraggi.

mercoledì 18 giugno 2008

Il sergente nella terra


Ieri l'altro è morto Mario Rigoni Stern, uno che sapeva scrivere esattamente come aveva saputo vivere: senza troppa confusione, mettendoci dell'impegno e cercando di insegnare agli altri quello che aveva imparato sulla sua pelle.
Dandoci dentro se le cose erano difficili e senza perdere di vista le cose piccole, semplici e normali che sono sempre dentro le situazioni più enormi, spaventose e terrificanti.
Adesso è sotto una croce di legno e un po' di terra vicino all'Ortigara, da lì ha raggiunto gli alpini rimasti in Russia sotto la neve.
L'ho detto a Francesco e gli sono venuti i lucciconi agli occhi "Non potrò più scrivergli adesso".
Fa lo stesso Frè, possiamo ancora leggerlo.

Fiorella e le sue scarpe nuove


Il mitico Stefano Vignali (Vignalone per gli amici) dell'asineria "Raglia con noi" mi ha spedito un'altra avventura di Flò, ragusana inviata speciale. E' tutta vostra!!!
p.s. e indovinate chi l'ha ferrata? ma i nostri amici maniscalchi del Centro Veterinario Militare di Grosseto, ovviamente! da notare che Fiorella è stata assolutamente impassibile durante tutta la ferratura anche se era la prima volta che "le faevano i piedi" per di più a caldo. dovevate vederla quando hanno appoggiato il ferro sull'unghia, ha visto il fumo e ha pensato "Oh!?" e allora ha guardato il Vignalone un attimo (ve lo giuro, ha proprio girato l'occhione per inquadrarlo e vedere cosa faceva) ha visto che era tranquillo lì ad accarezzarle il testone e allora si è rimessa a dormicchiare in piedi un'altra volta. Vedere insieme quei due è uno spettacolo, veramente. Ma adesso tocca a Fiorella :-)

Ciiaooo a-micci,come state? Oddiiiioooo che bello, che bello….che bello! Come cooosa ??? Ma Asino Days, nooo !?!! Che emoziiioooOoone….sapete mi hanno messo i ferri , sisisi..quelli di ferro nei pie…hem, zoccoli “a caldo” ha detto il capo. Oh, ma quante ne sa il mii-hii-oooh capo ? Adesso quando cammino facci-hiii-Oooo rumore come coi tacchi così si voltan tutti a guardare e lui mi fa l’occhietto e mi dice : "Dai Fiò che sei bella " ...che cariiinooo, mi vuole un beene! Ah ma è così geloooso...Sì …sì….mi son proprii-oo divertita iii-hoo portato a spasso tanti bimbetti e anche tante belle signorine. Il capo ci tiene eh, così fa bella figura e poi le aiuta a salire in sella, ci spiega cosa devono faaaare, lui dice che sono sue fans …boooh, iii-oooh vedo che le carezze le fanno a me e mi danno anche i bacini. Che ridere quando è venuto il temporale, tutti sotto il gabibbo....ah no, il gazebo a bere del vino e fare i brindisi , mangiare pane e salame (loro, a me solo il pane). E poi c’erano anche le mie amiiicheeee, tutt'e quattro , così la sera stavamo in compagnia a fare dei pettegolezzi , come dice il capo. C’era anche lui, il Vasco , che mi prende sempre in giro e per farmi imbestialire mi diceva : "Ohh Fiò domani piove , và a finire che ti fan la ruggine i ferri nuovi"…che aaasiiinoooo!!! Però son stata braaava perché il capo miii-haaa detto : "Ci torniamo questaltr'anno, sei contenta…testona ?"

domenica 15 giugno 2008

Fiorella e il Trec.



Direttamente da http://www.raglio.com/ le avventure di Fiorella!!!!




A-micci che emozioneeeee!!! Ambasciatrice di Asino Days ad una gara di campionato italiano di Trec. (organizzazione Fitetrec-Ante). Da solaaaa …in mezzo a tanti cavalli e tanti cavalieri giovanissimi. Si, si c’ero solo iii-oooh con le orecchie lunghe e quando siamo arrivati il capo mi ha detto : "Oh..!!! poche storie che qui ci guardano tutti !!"– Soppa era più agitato lui di mè !!! Bheee… siiii …le solite cose, un sacco di foto e poi gli ..humm…autografi,i bambini che mi piacciono tanto e poi quei bei cavalli che andavano su e giù in mezzo a quei birilli colorati. Aaahhh davvero molto bravi, il capo si è incantato a guardare!!! Allora gli sono andata dietro l’orecchio e sfruuuuu…glii-iooo-hooo detto : "Capo quello lo so fare anch’iii-hoooo !!! Se solo avessi un cavaliere …hummmm …più leggero!!!" Lui mi ha guardato dritto negli occhi : "Io te lo faccio fare,ma se fai una asinata me la paghi " e si è allontanato. Quando è tornato mi ha presentato un suo amico istruttore federale Fise che ha gli asini nel cuore e mi ha detto piano : "Vai e fagli vedere chi sei , fallo per tutti gli asini e un po’ anche per me"- Oddiiiooo… mi tremavano le zampe !!!!!…Hanno sospeso la gara e poi al microfono ho sentito il miii-ooo nome…-"Fiorellasinella alla partenza!". Beh insomma, molto merito va a Carmine che mi ha guidato dolcemente, ma non so come dirvelo ....ho fatto il percorso netto e senza “asinate”, come le chiama il capo, che non mi ha detto niente ma si vedeva bene quel che pensava , l’ho capito dai suoi occhi all’arrivo dove mi aspettava…..ciii-a-oooh!

sabato 14 giugno 2008

Glossario equestre: lavoro in piano


La ginnastica fondamentale del cavallo, il lavoro che ben eseguito rende possibile al cavaliere di avere un cavallo bene in equilibrio, “calmo, in avanti e diritto” come diceva L’Hotte. Viene chiamato “in piano” perché non prevede il salto degli ostacoli, che (teoricamente) si potrebbero affrontare solo una volta che cavallo e cavaliere abbiano raggiunto un buon livello di preparazione in piano. In pratica, in troppi saltano perché è molto più divertente andare in concorso che stare a casa in maneggio a faticare per mesi e mesi. Il risultato è che in poco tempo, saltando male e facendo saltare peggio il cavallo lo si danneggia e disgusta con la conseguenza di doverlo poi sostituire, per la grande gioia di istruttori portati al commercio che hanno così modo di vendere e lucrare. Si dovrebbe probabilmente fare più pubblicità al fatto che cavalieri del calibro di Filippo Moyerson , a casa coi loro cavalli di punta saltano pochissimo se non quasi niente, concentrando la preparazione proprio sul lavoro in piano. Mady Michelli Brenci, proprietaria di Don Bito Van de Helle all’epoca montato proprio da Filippo Moyerson, vedendolo lavorare il cavallo sempre in questo modo gli chiese se non ritenesse necessario metterlo sui salti anche a casa; il cavaliere le rispose “Ma non ti pare che salti già abbastanza quando siamo in concorso?”. Don Bito è stato riportato alle competizioni, perché a quasi vent’anni suonati stava male senza essere montato, ed era cosi integro e sano da ricominciare ad ottenere risultati ottimi sotto la sella di Lucia Vizzini. Questa filosofia di lavoro permette a Moyerson, e a chi la pensa come lui, di avere cavalli con una carriera agonistica decisamente lunga grazie alla buona salute e forma fisica non essendo sfruttati oltre il limite, e addirittura recuperarne al lavoro e all’agonismo di quelli considerati perduti (come il grigio Dugano). In equitazione l’anima del commercio non è tanto la pubblicità, ma il pessimo “lavoro” che tanti fanno col proprio cavallo.

Occhi, orecchie e cuore


Michele mi ha mandato una foto presa a Verona nel 2006, indovinate chi è la meraviglia che si sta portando a spasso Leo, un nostro amico non vedente che tra l'altro monta veramente bene (chiedere al suo istruttore, il maggiore Agnesio de La Rocchetta, per maggiori dettagli)?

Ma era lei, Fiorella, la fantastica ragusana di Maria e Stefano Vignali!!! che è lì dietro l'incollatura di Fiorella a ciacolare, tant par cambiér!!!

mercoledì 11 giugno 2008

Da Maria su AsinoDays


Il Blog fa i capricci, ma vi metto qui il post che Maria voleva inserire a proposito di AsinoDays.

Grazie, carissima!

Quante cose meravigliose sono successe ad Asinodays!Ho visto una marea di bambini con gli occhi spalancati per la sola felicità di poter montare in sella ad un asino. Ho visto tanti adulti ritornare bambini per il solo fatto di essere in mezzo agli asini. Ho visto nascere una bellissima asina meticcia, che abbiamo chiamato "Day" e ho visto la sua mamma partorire con una serenità e una tranquillità incredibile nonostante molte persone stessero lì vicino stupite di poter assistere a quello che rimane sempre un miracolo della natura.Ho visto un bambino diversamente abile accennare un sorriso perché aveva sentito la morbidezza del naso di un asino.Ho visto Fiorella, una splendida asina ragusana, avvicinarsi da sola a mio fratello che sta sulla sedia a rotelle: gli ha annusato le mani, i piedi, le gambe, gli sbuffava sul viso e gli appoggiava il muso sul collo quasi volesse parlargli. Ho visto il suo proprietario piangere per questo, perché Fiorella aveva capito tutto senza bisogno di chiedere nulla a nessuno. Ho visto tanta gente di nazioni diverse riuscire a comunicare non attraverso l'inglese ma con la lingua della stessa passione che li aveva portati lì. Ho visto tanti ragazzi che ad Asinodays sono venuti come volontari lavorare come matti tutto il giorno pur di comunicare l'amore per gli asini a più persone possibile....ed io, che ora sono a casa, non faccio altro che sentire...la mancanza di quegli asini che ora sono anche un poco miei!

Nimmistica

Ghignghignghign ...... :-)

Cantacucciolo



Era un po' di tempo che non vedevate il mio Cantacucciolo?

Eccolo (primo da sinistra) coi suoi compagni di squadra: grande Nuoto Club Ghirlandina!

sabato 7 giugno 2008

Do you remember Sissoffoca?...


Che meraviglia, mi pare di ritornar giovincella quando andavamo a grufolare al consiglio comunale di Formigine e facevamo un giornalino che si chiamava Sissoffoca..Antonio mi ha chiesto un grafik-porcellino, proprio come una volta - vi piace?

Sara e Stefano


Ieri, tra tutti gli altri, ho anche conosciuto Sara e Stefano: lui è un po' come il mio vet una ventina d'anni fa (gran barbone nero che serve a nascondere un bel po' di cuore tenero), lei puoi scambiarla facilmente per una ragazzina delle medie invece è laureata, piena di idee e collabora nelle scuole con un programma di avvicinamento animali/bambini. Insieme hanno inventato l'Ostello dei Balocchi e portano a spasso Dalì e Sheba, due cagnoli veramente adorabili. Ditemi un po' se quelli degli asini non sono bella gente, santapaletta!

Ancora su AsinoDays in generale, e i suoi detrattori in particolare

Per chi avesse voglia di approfondire è molto interessante questa discussione. Personalmente appoggio totalmente quanto detto da Marina Citterio e Edi Righi, esemplari per lucidità e chiarezza.
p.s. anche qui altra discussione in tema, molto sensata. Parlare, vedere, ragionare? una cosa meravigliosa!
p.p.s Intervento su NewsFood del dott. Eugenio Milonis di Allevasini, sostenuto da Coldiretti Nazionale e dall’ AIA (Associazione Nazionale Allevatori).

AsinoDays, special!!!


Ieri mi sono presa una giornata di vacanza pura, mi sono regalata un po’ di tempo, insomma ho preso su la Pasqualina (metanosa pandina) e sono andata a Quattrocastella per AsinoDays. Uno spettacolo: tutta una collina invasa da asini, asini e ancora asini. Già di suo a Montebaducco ce ne sono 570 (producono latte d’asina, mica noccioline) ma questo fine settimana se ne aggiungono decine e decine provenienti da tutta Italia e da buona parte dell’Europa, una specie di Onu delle orecchie lunghe.
Mi colpiscono alcune cose: la quantità di ragazzi di un genere che mi piace molto che vedo attorno agli asini (volontari, bambini, accompagnatori, insegnanti di primo pelo, asino-fans tout court), la quantità di asini decrepiti che vedo nei recinti (subito ne sono quasi infastidita, non sono abituata a vedere bestie così vecchie e poi capisco: perché di solito spariscono dalla circolazione e qui invece non le hanno uccise, anche se sono improduttive), e la totale assenza di ogni tipo di agonismo, gara, classifica o premiazione. Gli asini sono così, non si mettono in competizione con nessuno e la gente che sta bene con gli asini è il tipo di gente che fa bene al cuore, due pacche sulle spalle un’abbraccione e cosa dobbiamo fare d’altro se non goderci loro, gli asini, con tutta la loro pazienza, dolcezza, infinita saggezza e comprensione? I cavalli sono come bambini, ti si affidano – gli asini sono come un nonno o una nonna, accoglienti, gentili, sembra che abbiano già visto tutto e ti danno sicurezza, viene voglia di farsi prendere in braccio. A dire la verità la Fiorella non mi ha preso in braccio, mi ha proprio fatto montare in sella: asina ragusana di strepitosa bellezza, se non fosse che il Vignalone e la Maria morirebbero di crepacuore mi viene voglia di prendere su e sparire all’orizzonte con questa asina imponente che cammina elegante sui suoi zoccoli a spillo. Ha un passo bellissimo, più corto di quello di un cavallo ma preciso, solido, sicuro, mi sembra di poter andare da qualsiasi parte montata lassù. Una cosa bella dell’aver sotto la sella qualcuno con le orecchie così lunghe è che hai un casino di spazio in più per le carezze, e la ragazza gradisce. Poi giro a piedi per l’allevamento, il signor Caselli Giuseppe (classe 1928) mi racconta vita morte e miracoli degli asini di qui, li conosce tutti uno per uno. A Montebaducco ci sono razze di asini che non avevo nemmeno mai sentito nominare, Giuseppe è una vita che lavora con loro e gli chiedo come mai ci siano così tanti asini molto in disarmo:”Sono le asine vecchie, quelle che non fanno più latte. Stano qui finchè campano, spazio ce n'è per tutti, loro hanno già dato quello che potevano e si sono meritate la pensione. Non sa perchè il padrone di qui ha tutti questi asini? quando ha cominciato era un ragazzo di montagna, lavorava duro e aveva un'asina che gli portava il grano che coltivavano giù al mulino da sola, e per lui era un bell'aiuto perchè non doveva perdere tempo ad accompagnarla, era come una persona in più in famiglia. Lui la mandava giù al mulino carica, il mugnaio scaricava e lei tornava su, sempre da sola. E allora aveva detto che quando avrebbe potuto avrebbe fatto qualcosa per la sua asina, proprio in suo onore. L’asino era l’animale della montagna, tutti ne avevano uno: bastava un po’ di fieno e lui era a posto, poteva stare anche a casa dei poveretti. Guardi, guardi come è tutto ben vestito quel piccolo: è perché la sua mamma produce bene, così lui ha tutto quello che gli serve e mette su un bel pelo. Una volta un’asina faceva due litri di latte al giorno, adesso invece ne fa quattro: qui non lavorano, mangiano orzo e fieno buono, un giorno si e uno no ne rubiamo un po’ al puledro quando comincia a mangiucchiare il fieno, verso i quindici venti giorni. Vede? Vivono tutti in branco, un maschio e le sue femmine con anche i puledri finchè non diventano fertili, a quattro anni circa. Dopo lo stallone sente che hanno gli ormoni pronti e non li vuole più, li manda via. Le femmine diventano fertili prima ma non le facciamo coprire sino a quattro anni, quando sono ben costruite. Se non sono ben costruite loro come potrebbero costruire bene un puledro?Guardi, guardi i puledrini: assomigliano sempre al padre, perché l’asino è geloso e i figli li vuole tutti come lui. Questo è Pompeo, uno stallone di Martina; è scarico, ha montato un bel po’ di femmine e allora adesso è qui in riposo. Sente che non risponde quando gli altri stalloni chiamano? sa di non essere pronto, finchè non si è ben riposato e messo in forze è come se fosse in vacanza, fuori servizio (Pompeo sarà anche scarico ma è bello da morire, ha il pelo lucido e corto, non è grasso ma nemmeno magro, pieno di muscoli ed elegante, sembra un cavallo visto da sopra dove siamo noi). Con questi asini di Martina si facevano i muli più forti, anche 250 chili di legna portano; ma di carattere sono poco espansivi, quelli fatti con l’Amiata sono più amichevoli, più gentili. Una volta i nostri mulattieri avevano sia i muli che i bardotti: il mulo è più forte, ma i bardotto è più prudente così quando si doveva andare nel bosco si metteva davanti a tirare un mulo, ma per i sentieri in montagna, pericolosi e difficili si metteva a tirare la fila il bardotto: è più equilibrato e riflessivo, sceglie sempre e soltanto il passaggio più sicuro e prudente. I ragazzi di oggi avrebbero bisogno di imparare un po’ dai bardotti, si credono tanto intelligenti poi vanno a rompersi la testa e a morire con una motocicletta. Noi eravamo diversi, ci facevano sempre stare zitti ed eravamo più taciturni; ma stavamo attenti”. Giuseppe mi racconta gli asini, io cerco di ricordarmi tutto: quei bellissimi asini grigi pomellati che non avevo mai visto prima sono Argentati di Pisa, eleganti e leggeri, di gamba lunga. L’argentato ligure è molto simile ma più basso e minuto e più chiaro di pelo, tutti e due hanno qualcosa di elegantemente spagnolo nell’aspetto, mi sembra potessero essere proprio i padri perfetti per le chinee papali. Poi c’è il Rosso Ferrarese, stallone principe è Rossano (Brazzi, lo ha chiamato così Giuseppe), uno dei preferiti di Giuseppe, un gran signore mi dice con le sue mogli. E Birillo, un amiatino tostissimo che si fa un punto d’onore nel mettersi di guardia alle sue signore standosene sempre a proteggerle dal lato del recinto che dà verso quello di Rossano, che è grande tre volte lui e se lo mangerebbe in un boccone: ma lui è tosto, e sta lì e non molla e ha una grinta che basterebbe per uno Shire, e alle sue femmine ci bada lui che basta e avanza perdio. E poi Dante, sardagnolo morello di 28 anni pienotto e arzillo come un ragazzino e poi gli asini bianchi dalla Grecia, e quelli pezzati rossi dei paesi slavi, con Costantino sire della mandria, gli argentati del deserto che vengono dal Marocco, e l’amiatina rosata con la puledra incantevole come lei, sembrano delle asine fate tanto son belle ed eleganti con quel mantello così speciale. Cosa mi sarei persa se non fossi venuta qui? Tante cose belle, tante gente bella. Gente che ha lavorato con gli animali per una vita e ancora non riesce a staccarsi dai suoi compagni di fatiche, ragazzi che hanno una vita piena di interessi sani e l’asino ci sta a meraviglia in mezzo a questa gente. Cooperative ambientali, accompagnatori di montagna e iniziative sociali di aiuto a chi ne ha bisogno – porta qualcuno in montagna con un asino, e vedrai cosa ci salta fuori camminando con calma e accompagnati da qualcuno di così saggio. Mi piacciono gli asini, hanno degli ottimi amici.

giovedì 5 giugno 2008

Quanto cresce l'unghia ai cavalli?


Ovviamente è un dato variabile da cavallo a cavallo, esattamente come per noi la crescita di capelli e unghie: ma all'incirca si può prevedere una crescita di 3-4 dita ogni quaranta, cinquanta giorni. Se il cavallo è scalzo si consuma almeno parzialmente da solo l'unghia, se è ferrato occorre sempre chiamare il maniscalco al massimo ogni mese e mezzo per togliere il ferro e pareggiare l'unghia: altrimenti la crescita di quest'ultima manda fuori appiombo il cavallo, facendogli correre grossi rischi di stiramenti e guai agli arti. Da considerare che anche il cavallo scalzo richiede comunque un regolare pareggio.

41!


martedì 3 giugno 2008

I.C.E.




Sta per "In Case of Emergency" ed è una buona idea inserirlo nella rubrica del telefonino collegandolo al numero di chi volete sia chiamato in caso non possiate dare istruzioni ad eventuali soccorritori...... poi, tocchiamo ghiaccio!!!!

Mi son beccata 'na strigliata!




Eh sì, stavolta mi sono presa un bel liscia e busso da un amico per via della pubblicità che ho fatto ad Asino Days: perchè all'azienda Agricola Montebaducco, che ospiterà parte del raduno ed è uno (uno solo, lo sottolineo) dei tanti aderenti a questa iniziativa hanno un ristorante dove nel menù c'è lo stufato d'asino.
Che non è bello: tant'è che io per prima non mangio nè asini nè cavalli, sia chiaro.
Allora perchè quelli di AsinoDays sono miei amici?
Perchè li ho conosciuti, e ho visto che l'unico del gruppo a macellare e mangiare asini è questa azienda: produce latte di asina, le asine fanno latte solo se hanno il puledro, i puledri maschi non faranno mai latte quindi dove li mettono? alcuni trovano padrone, altri no.
Quelli "no" diventanto carne, a Montebaducco.
Solo quelli.
E lo dicono.
Come qualsiasi normale agricoltore/allevatore, il signor Montebaducco (al momento non ricordo nome&cognome, sorry) ha animali in più che non sa dove mettere. Come tutti gli agricoltori/allevatori li macella: quello è il lavoro che dà da mangiare alla sua famiglia, un'azienda non si può permettere di essere improduttiva.
Succede la stessa cosa a vacche, vitelli, maiali, galline, tacchini, conigli ed agnelli.
Fa parte della lunga storia tra uomini e animali, è un rapporto fatto così: io ti allevo e ti curo, ma certe volte mi tocca ammazzarti.
Non per rancore o per divertimento: per necessità.
Però intanto ti tengo vicino, se non te in persona almeno la tua razza ha la vita assicurata e insieme possiamo sopravvivere.
Perchè la stragrande maggioranza di razze animali (cavalli e asini in primis, pascolatori in unmondo di coltivazioni intensive) non esisterebbero più se non fossero stati utili all'uomo - perchè quelli che non servono (vedi panda e lupi e orsi marsicani) noi uomini facciamo davvero molto in fretta a farli sparire dal nostro orizzonte.
Il signor Montebaducco ha un difetto: non è ipocrita, e dice quello che fa.
Altri che si vendono come "buoni" lo fanno ma non lo dicono: chi preferite? io quello che non si nasconde dietro l'ipocrisia.

Non mi fido di chi lo fa ma non lo dice e si spaccia per buono sapendo bene di non esserlo.
Sottolineo una cosa importante: a Montebaducco macellano i puledri non sistemati, non gli asini che vengono utilizzati e lavorano o hanno lavorato con l'uomo.
E sottolineo un'altra cosa: tutti gli altri del gruppo sono possessori di asini d'affezione o da lavoro, che non correranno mai il rischio di finire a bistecche.

Se volete conoscerli davvero e non solo per sentito dire, provate a cominciare da qui.
Per quello che può servire, io li ho conosciuti di persona e ho passato un po' di tempo con loro apposta per capire meglio una cosa che sentivo complicata e sono arrivata ad una conclusione:
quelli di AsinoDays mi piacciono, sono brave persone e amano veramente gli asini - tanto che ci lavorano e ne hanno a decine e li usano e i loro sono asini veri e rispettati, non naufraghi tristi di qualche zoo cittadino.
E' sbagliato? io personalmente credo di no, ma parlare tra persone che hanno punti di vista differenti è sempre un arricchimento.
Sempre, GRANDE (und grossen!) Anonimo Strigliatore ;-)
p.s. una precisazione sugli inglesi che è vero, non mangiano carne di cavallo: la usano solo ed esclusivamente come cibo per gatti.
Perchè quello che ci rimproverano non è di macellare od uccidere i cavalli, è di mangiarli.

AsinoDays!


Da venerdì 6 giugno sino a domenica 8 a Montebaducco (Reggio Emilia) il più grande raduno di asini del mondo! da tutta Italia e da buona parte dell'Europa asini, asini, asini e tutti i loro amici.

Se avete voglia di conoscerli meglio, se volete cominciare a capire cosa hanno di differente (non di più, non di meno, solo differente) dai cavalli non potete mancare: sarà bellissimo!


domenica 1 giugno 2008

Skype!


Mi sono evoluta, adesso anche io ho un account Skype.
Nel caso abbiate voglia di fare due chiacchiere, sono
crisse67
Date comunque un'occhiata al mio account, ho messo su un video di Lorenzo che è davvero spettacolare...chi è Lorenzo? beh ve lo racconto nel prossimo post...tra un pochetto Frè deve essere ad una gara di nuoto e io ho da fare il mio dovere di idromamma :-)

Frizio e la Modena Nuoto!


Il mondo è piccolo per noooooi...troppo-ppicc-li-noooooooooo....
Frizio di Gugol Ghirlandeina ha disegnato la bellissima locandina del Trofeo di Nuoto Città di Modena che oggi e domani agiterà le acque della nostra mitica piscina Dogali.
Il perchè di tanto entusiasmo? ma ovviamente perchè il mio pargolo nuota per la società organizzatrice e domani sarà uno degli esordienti A che faranno lo staffettone con i super-atleti ospiti della manifestazione: non avete idea di quanto si divertano, per loro è una cosa bellissima stare in acqua con gente come la Filippi, Marin e via dicendo!!!!

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