domenica 30 novembre 2008

Eugenia Mola di Larissé...


...deve essere una persona deliziosa: ha visto il post che avevo messo qui pochi giorni fa a proposito del concorso di Saumur e mi ha regalato uno dei suoi cavallini. Li vedevo sempre in giro, tra le cose della gente di cavalli o anche sulle persone di cavalli trasformati in tatuaggi, ad illustrare libri e via galoppando ma adesso ce n'è uno anche qui, tutto per me: credo si chiami Tortadimele.
Grazie Eugenia :-)
p.s. Nel concorso sul sito di Cavadeos.com Eugenia al momento è seconda, subito dopo l'artista inglese....non vorremo mica farla perdere di mezza incollatura vero? santapaletta, coraggio: votate!

Un Club per sole donne...e cavalli!


L'anno scorso a Verona ho conosciuto una signora splendida, Magda Hromadkova di Praga: è stato proprio come incontrare di nuovo una vecchia amica anche se non ci eravamo mai viste, tanto che ci siamo divertite ad andare in giro per la fiera per il poco tempo libero che eravamo riuscite a ritagliarci come se fossimo due ragazzine dello stesso pony-club. Ci siamo abboffate di murgesi, spagnoli, arabi e li vedevamo allo stesso modo, e se c'era qualcosa di nuovo per una e l'altra lo raccontava ci si capiva subito al volo. Tra le altre cose mi aveva fatto conoscere una storia magnifica (quella di Lata Brandisova, che ho raccontato nel numero di marzo 2008 di Cavallo Magazine), quest'anno ci siamo riviste e mi ha invitata di nuovo a Pardubice - chissà se riuscirò ad andare, santapaletta? spero di sì. Non è possibile che mi invitino al Lata Brandisova's Ladies Club e io non riesca ad andare nemmeno una volta....oh rabbia, direbbe Winnie the Pooh!

Fango, smalta e paciugo


Di montare oggi non se ne parlava, troppo bagnato ovunque e anche nel paddock si va giù trenta centimetri, non ho potuto fare la solita passeggiatina col bestione sotto il frutteto perchè avrei sicuramente perso gli stivali. Ma a lui non garbava mica tanto: dopo la strigliata, il pedicure, una brucatina e la merenda a base di finocchi (altro che raccolta differenziata dell'umido, tutti gli scarti vegetali li porto al mio porcellone che non sottilizza per nulla e sbafa anche quello che la Vanì avrebbe sicuramente avanzato, come i finocchi appunto che alla morellona non piacevano per niente) gli mancava qualcosa, e allora ha provato a convincermi: s'è incamminato verso il frutteto, ogni tanto si girava col testone alto e soffiava forte dal naso come per dirmi "Vieni allora? dai che andiamo, su!" e poi si girava deciso e faceva altri sue passi verso l'avventuroso mondo là sotto le prugne, e poi ancora fermo e si gira e mi aspetta e "Guarda, guarda là in fondo cosa c'è, andiamo!". Proprio voleva portarmi là, sono arrivata sin dove c'era un minimo di terreno solido sotto la fanghiglia ma poi ho dovuto lasciar perdere, rimanevo scalza. Alla fine s'è convinto, è tornato indietro al cancello ma ancora non capiva come mai stasera niente passeggiatina. E' bello avere delle vecchie abitudini da condividere.

sabato 29 novembre 2008

Elezioni Fise, si cambia!

Andrea Paul Gross è il nuovo presidente Fise. C'è molto da fare ma deve essere entusiasmante poter fare tanto: buon lavoro!

venerdì 28 novembre 2008

La stessa barca.

Parcheggio dell'Ipercoop, rimetto a posto il carrello della spesa dopo aver scaricato le buste nel bagagliaio della Panda macinando mugugni tra me e me. Anche stavolta ho speso 98 Euro e vediamo se riesco ad arrivare alla settimana prossima senza rifare lo spesone, grazie al cielo non ci manca niente ma le prospettive sono nere ed è meglio essere prudenti: cassa integrazione fino a febbraio poi probabilmente il nulla o quasi, si rimane con lo stipendio del Vet ed è la prima volta in trent'anni di ambulatorio che i clienti gli chiedono di poter pagare il 15 del mese successivo. Appostato al deposito carrelli c'è un pezzo di marc'antonio di colore sui vent'anni: sarà alto due metri, fisico da mediomassimo e due spalle come un armadio, porta le dita della mano destra unite alla bocca e insistentemente chiede "Avere fame, mangiare, dammi qualcosa". Lo riconosco perchè è la terza volta che ci incrociamo, la prima gli ho lasciato l'Euro del carrello, la seconda un pacco di biscotti. Stavolta fa qualcosa che mi irrita, deve essere la sicurezza troppo arrogante che ha nel chiedermi qualcosa e gli dico che no, non ho niente, sono anche io senza lavoro e allora lui si blocca sui due piedi anche se stava venendo verso di me, alza le due mani all'altezza delle spalle e in perfetto italiano mi fa "Oh, sei senza lavoro? solo casalinga? mi dispiace, scusa non sapevo. Auguri!". Siamo sulla stessa barca.

mercoledì 26 novembre 2008

Ricordiamoci delle nostre vergogne: le leggi razziali del '38


Alle 10.30 di venerdì 28 novembre a Modena, nel "Tvajol ed Furmaiin", ci sarà una piccola cerimonia per ricordare una grande persona: Angelo Fortunato Formiggini. Nato nel 1878 da una famiglia dell'ottima borghesia modenese di origine ebrea, era una persona brillante, ironica e colta: editore raffinato, mente lucida, orizzonti ampi e occhio acuto non accettò l'indifferenza, l'ignavia, la vigliaccheria degli italiani e dei modenesi che non mossero un dito nè dissero una parola per opporsi alla vergogna delle leggi razziali volute da Mussolini e firmate da Vittorio Emanuele III. Per urlare la sua rabbia, per tirarsi fuori da una società che non riconosceva e non accettava più, per attirare l'attenzione sul problema e cercare di rompere la censura idiota del regime si gettò dalla Ghirlandina il 29 novembre del 1938. Non una parola dai "giornali" italiani, scrissero del suo gesto e delle nostre vergogne la stampa internazionale e i giornali antifascisti stampati all'estero.
E' una vergogna tacere di fronte ai crimini e alle ingiustizie, non bisogna dimenticarlo.

lunedì 24 novembre 2008

Musica in collegio


Sabato sera invece mi sono messa un vestitino carino, ho raccolto i capelli in uno chignon spagnoleggiante e sono andata al Collegio San Carlo qui a Modena per giocare a far la presentatrice di un Galà Lirico: fantastico! il tutto era organizzato da Lapam Federimpresa, si temeva un flop e invece un centinaio di persone sono dovute rimanere fuori dal teatro per ragioni di sicurezza, erano arrabbiatissimi ma non ci si poteva fare nulla perchè all'interno potevano rimanere solo poco più di 250 persone. Il teatro del S.Carlo è l'ultimo rimasto a Modena di epoca settecentesca, un gioiellino con un'ottima acustica che ha servito al meglio gli ottimi artisti in cartellone: Maria Chiara Pizzoli, Sara Piceni, Tiziano Barbafiera, Giorgio Zanoli e Claudia Rondelli al pianoforte per accompagnarli tutti. Veramente bravi, che bella serata! spero che presto se ne organizzi un'altra, sembra troppo bello per essere vero ma si è sentito che c'è voglia di queste cose, anche per chi non è un melomane abituale e questo è un buon segnale, del tutto inaspettato.

Domenica

Ieri pomeriggio tutto per Staffino, la mia mezza giornata di libertà settimanale me la passo tutta con lui: c'era un sole magnifico, un'aria bella sana (leggi: gelida ma asciutta!), ho cercato di toglierli di dosso il pataccume che si era spalmato addosso in questi giorni che purtroppo non era solo fango. Evabbè, le gioie della capannina al paddock si pagano....oggi volevo tornarci ma piove troppo, sto a casina ma in questo momento vorrei essere là a strigliarlo, così il pelo gli ridiventa tutto fluffoso e a me sembra che stia più caldo. Sono regredita allo stato adolescenziale con 'sto bestio, non c'è niente da fare: hai voglia ad avere quarant'anni e passa, quando si tratta di lui torno una Marta qualsiasi. Che sia amore?

mercoledì 19 novembre 2008

Il VelociPargolo!

Francesco oggi ha vinto la corsa campestre, primoooooo!!!
Grande Frè, è stato veramentre bravo -considerando poi che era la sua prima gara podistica, niente male davvero. Adesso se mi scappa so che non lo prendo più....nemmeno a piedi! forse mi rimane giusto giusto la possibilità d'acchiapparlo a cavallo, ma forse: quel manigoldo di Staffino se la intende parecchio con lui :-)

Grazie!

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domenica 16 novembre 2008

Ferrature da Palio


Vedo che qualcuno ha cercato informazioni sulle ferrature da palio, ma non credo abbia trovato nulla di utile: quindi inserisco una delle mail scambiate con Giovanni "il Mut", maniscalco della stalla del Bruco che ovviamente non dirà mai a nessuno come ferra i cavalli per il Palio (e ci mancherebbe, sarebbe come se la Ferrari raccontasse i fatti suoi in pubblico....) ma è una persona speciale, una di quelle che è bello incontrare e con la quale si riesce a parlare anche di ferrature....di quattrocento anni fa! in particolare qui gli trascrivevo una parte del libro di Cesare Fiaschi che riguardava proprio le ferrature per i palii...ovvio che le cose adesso si facciano del tutto diversamente, ma è interessante ugualmente vedere cosa escogitavano, per altre esigenze, quattro secoli fa.


"Carissimo Giovanni,è stato proprio un piacere sentirti stamattina! Ti mando la trascrizione di quel trattato sulla ferratura di cui ti parlavao, l'autore è Cesare Fiaschi, famoso cavallerizzo ferraresedel '500 che scrisse il primo moderno trattato sulla ferratura, che rimase insuperato fino alla fine del '700. "D'un modo di ferro et di chiodi anco che in vezza di ramponi, chiodi da ghiaccio et creste servono. cap. VI libro terzo.Vedendo io che quelli che si vagliano per i piedi d'inanzi di ramponi accuti, chiodi da ghiaccio et creste per fare che li cavalli non slissino, non si avedono del danno che causano, però dico che vorria in suo cambio si facesse una sorte di ferro che s'adopera per cavalli barbari, ginetti et turchi quando si fanno correre al palio, che s'ataccano così bene che et forse meglio di quello che non si farebbe con le predette cose. Et questo ferro è fatto di tal modo che nella parte di fuori ha un cerchiello intorno a guisa di seghetta, la quale s'attacca benissimo nè nuoce, nè a piedi nè ancora à nervi, e bisogna sia di ferro che non habbia del tenero, anzi del crudo et temperato, poi sia ben battuo perchè s'indurisca, chè non essendo duro tosto si frustarebbe il cerchiello. Ma innanzi che si ponga in opera il ferro et che si tempri, bisogna molto ben giustarlo co' piede et se l'huomo vuol e in su alibertà di fare le punte d'esso cerchiello più et meno acute con la lima secondo che gli paicerà et parerà star meglio, et faccia che la grossezza di dietro del ferro sia uguale alli denti del cerchiello, et, volendo, nel mezo d'esso habbia alquanto dell'imbordito farsi, ma che l'imbordiggione non superi nè anco sia uguale alle punte della seghetta o cerchiello, come si vuol chiamare, ma un pochetto più bassetta di quello; et accomodato poi che sia il tutto si temperi. paiamente si può usare in cambiodi seghetta quella sorte di chiodi che ho detto nel capitolo antecendete che usano i turchi, et sia di ferro di dietro come questo che habbiam detto della seghetta".

P.s. i chiodi turchi erano quelli che Fiaschi consigliava di utilizzare su terreni accidentati e pietrosi: erano detti bastardi, avevano la testa più grossa dei chiodi normali che faceva un po' l'azione dei ramponi da ghaiccio, senza però essere acuti e puntiti come questi. Se volete leggere il libro "in diretta lo potete trovare a questo indirizzo:


Questa è l'edizione del 1603, ma il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1556.

venerdì 14 novembre 2008

Relax


Oggi pomeriggio, dopo sei giorni di pioggia praticamente ininterrotta, hanno chiuso i rubinetti: ne ho approfittato subito e sono andata dal bestio. C'era talmente tanto fango che me lo è dovuto andare a prendere fuori dal paddock Gianca che io ovviamente ancora non ho fatto in tempo a prendermi un paio di stivali di gomma nuovi, ma il cotolettone alla fine è arrivato a mettersi ai due venti, specie di bufalo d'acqua che non è altro. Ovviamente si era rotolato di fresco e aveva sguazzato sino a dieci minuti prima in qualche pozzanghera particolarmente attraente, ché era ricoperto a metà di fango secco e metà di fango fresco, escluse le gambe che erano tutte appena pocciate....ma chi se ne importa, aveva la faccia così beata. Strigliato via il fango secco con la striglia a spirale (mai fu inventato qualcosa di più funzionale, il Nobel ci vorrebbe per l'autore!!), lasciato in loco quello umido, pulito gli zoccoli quel tanto che bastava per prendergli i piedi e dargli il catrame sotto -ah, quanto tempo era che non mi macchiavo le mani con quella poltiglia assolutamente impossibile da eliminare???? - un po' di chiacchiere con Giancarlo, un po' di sberleffi al bestio che era un tantino impermalito per esser stato trascurato una settimana (tra Verona e la pioggia, era da mercoledì che non lo vedevo), rimesso il padellone nel paddock. Adesso comincia a fare buio presto, quando lo rimetto là nel suo regno sotto il frutteto si vede poco, tutto indistino e scuro tra capannina e alberi sullo sfondo e Bedul, il suo compagnuzzo di paddock, che è nero come la notte. L'unica cosa che si vede molto bene anche mentre mi allontano dal suo recinto è la listona di Staffino, bianca e splendente e la vedo anche al buio perchè lui mi guarda sempre finchè sono in vista, e allora mi giro e c'è quella svirgola un po' storta ma così chiara, bella, pulita. Si potrebbe usare come segnale, come indicazione, come punto di riferimento. E chi la perde più la strada, quando hai una listona così che te la indica? sono qui, sono qui, mi vedi? eccomi cocco, sì che ti vedo.

Convegno sul benessere del Cavallo da Palio a Siena


Il 28 Novembre a Santa Maria della Scala il Comune di Siena organizza questo convegno sul benessere del cavallo da Palio: da non perdere, per chi ha la buona volontà di volersi rendere conto davvero come stanno le cose e non soltanto dare giudizi superficiali sull'onda di emozioni teleguidate. Da notare che questi congressi e questo indirizzo di lavoro si tengono da anni, a Siena.

Catrame vegetale

Che meraviglia: piove da giorni, e allora sono andata a prendere un bel barattolone di catrame vegetale per Staffino, che sennò gli marcisce il fettone a star fuori con tutto questo fango se non glielo spennello coll'impiastro nero che sa di boschi nordici carbonizzati, spaciuga tutto quel che è nei paraggi ma gli mantiene i piedoni a posto. Siamo tornati a vivere come si deve: con un cavallo di cui occuparsi, insomma.

lunedì 10 novembre 2008

Sopravissuta!

Ce l'ho fatta, sono ancora viva dopo aver passato quattro giorni quattro in Fiera a Verona, con albergo non troppo vicino e sala stampa off-limits (che molto prosaicamente vuole anche dire avere a disposizione le stesse toilettes dei centomila visitatori al giorno per dodici ore al giorno moltiplicate quattro, mentre almeno i visotors alla sera se ne tornano a casina loro). L'altro problema è che non si riesce a scrivere durante il giorno (troppa confusione ovunque) e alla sera, quando entri in camera alle undici e quarantacinque se va bene, non ho la forza di accendere il pc.
Vabbè, il lavoro l'ho fatto stamattina e per il resto è andata benissimo: mi sono sinceramente divertita, ho incontrato tanti vecchi amici e tanti amici nuovi, ho potuto fare quello che mi pice - raccontare i cavalli, sempre loro sante bestie - e ho imparato cose nuove.
Cosa vuoi di più dalla vita?

martedì 4 novembre 2008

Fieracavalli!

Da giovedì a domenica sono in FieraCavalli a Verona, mi trovate lì in mezzo agli Haflinger, a sbirciare gli attacchi, a ciacolare allo stand di Cavallo Magazine , tra gli stands a prendere qualche cosuccia per Staffino o il cavalierino e sopratutto in giro a vedere cavalli, cavalli e ancora cavalli. Non mi stancano mai, c'è poco da fare.

domenica 2 novembre 2008

Ancora Staffy


Ma quanti anni erano che non andavo in campagna dal cavallo due giorni di fila, sabato e domenica? che bellezza. Oggi il campo era già quasi a posto, nonostante siano venuti trenta centimetri d'acqua in 48 ore ha già drenato e si lavorava bene. Passo, trotto e un po' di galoppo, ma che bel galoppo ha il mio transatlantico? è un po' particolare se vogliamo, dentro un tempo del suo galoppo ci leggi praticamente una pagina di giornale perchè grande e grosso e cadenzato com'è ha un ritmo a dir poco solenne ma è così leggero, tutto bello rilevato, e sensibile e in equilibrio.....si sente che mi sono divertita? sto rimettendomi un po' in ordine, le gambe scendono di più e ritorno a mettermi insieme al bestione santo. La cosa buffa è il fatto che non posso mai distrarmi con lui quanto mi distraggo montando altri cavalli meno "familiari": gli altri continuano a fare il loro lavoro anche se io penso ai fatti miei, lui se io penso ad altro si distrae subito, si impappina, sbanda e pensa "Oddio adesso cosa devo fare?", è proprio immediata la cosa. Ho finito di montare che era quasi buio anche oggi, ma l'ho rimesso nel paddock che era asciutto e vaporoso come un piumino da cipria, ha lo stesso colore di un paiolo di rame lucido: così può rotolarsi con più gusto nella "smalta" il porcellone, era incrostato di fango persino dietro le orecchie il suino, fa la cotoletta carpiata nelle pozzanghere, lui. Meglio, vuol dire che sta bene e io a strigliarlo brucio due calorie in più che non mi fa certo male.

sabato 1 novembre 2008

Passo, passo, passo.

Oggi dall'AutobuSauro, anche se son due giorni che piove quasi ininterrottamente: s'era aperto un occhio di sole e ne ho approfittato subito. Mi ci è voluto un po' per toglierlo dal crostone di fango che s'era spalmato attorno (ah, le gioie di un cavallo al paddock!), raggiunto un livello minimo di decenza ho sellato e mi son fatta un pochetto di passo, era troppo bagnato per terra per fare altro senza rovinare il fondo quindi siamo stati attenti e cauti, una mezz'oretta di passo bello allungato e tante chiacchiere. Mi piace parlargli, e lui sbuffa ed è contento perchè lo prende come un complimento. L'ho riportato nel paddock che era già buio, ripulito a dovere e coi piedi spalmati di grasso. Due ore così e sto bene per una settimana.

16.000!

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