venerdì 28 novembre 2008

La stessa barca.

Parcheggio dell'Ipercoop, rimetto a posto il carrello della spesa dopo aver scaricato le buste nel bagagliaio della Panda macinando mugugni tra me e me. Anche stavolta ho speso 98 Euro e vediamo se riesco ad arrivare alla settimana prossima senza rifare lo spesone, grazie al cielo non ci manca niente ma le prospettive sono nere ed è meglio essere prudenti: cassa integrazione fino a febbraio poi probabilmente il nulla o quasi, si rimane con lo stipendio del Vet ed è la prima volta in trent'anni di ambulatorio che i clienti gli chiedono di poter pagare il 15 del mese successivo. Appostato al deposito carrelli c'è un pezzo di marc'antonio di colore sui vent'anni: sarà alto due metri, fisico da mediomassimo e due spalle come un armadio, porta le dita della mano destra unite alla bocca e insistentemente chiede "Avere fame, mangiare, dammi qualcosa". Lo riconosco perchè è la terza volta che ci incrociamo, la prima gli ho lasciato l'Euro del carrello, la seconda un pacco di biscotti. Stavolta fa qualcosa che mi irrita, deve essere la sicurezza troppo arrogante che ha nel chiedermi qualcosa e gli dico che no, non ho niente, sono anche io senza lavoro e allora lui si blocca sui due piedi anche se stava venendo verso di me, alza le due mani all'altezza delle spalle e in perfetto italiano mi fa "Oh, sei senza lavoro? solo casalinga? mi dispiace, scusa non sapevo. Auguri!". Siamo sulla stessa barca.

Nessun commento:

Post più popolari

Powered By Blogger