giovedì 31 dicembre 2009
sabato 26 dicembre 2009
venerdì 25 dicembre 2009
giovedì 24 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
Rifornimento metano e vecchi amici.
da Ossoinbocca, il sito di Barbara Stefanelli: due asini che giocano.
Venerdì passo davanti al distributore di metano con ancora una settantina di chilometri d'autonomia, ci penso su un attimo e poi decido di fermarmi e fare il pieno, così per il fine settimana sono a posto. Entro, parcheggio vicino alla colonnina e scendo mentre aspetto che la Pasqualina venga rifornita a dovere. Come al solito mi guardo attorno, mi diverte guardare le persone e non ci si annoia mai dove ne passano tante; ma una ragazza nella macchina a fianco della mia non è mica una persona qualsiasi, è la Barbara Stefanelli! non mi ha ancora vista e rimango lì ad aspettare che si accorga di me sorridendo sotto i baffi, mentre come tanti flash mi ritornano in mente le giornate che abbiamo passato insieme tanto tempo fa, sono passati almeno diciassette anni ma sembra ieri.
Siamo state insieme in montagna col CAI, a cavallo con la Vaniglia e Lampo e io mi ero quasi troncata un pollice, anche una giornata in Fieracavalli a Verona (quanti murgesi!), abbiamo scritto e fatto vignette per il Cimone. Che bello rivederla tosta come una montanara, piena di interessi e di sorrisi esattamente come la ricordavo. E con in più tanti passi messi in fila in posti che so cosa ti danno e ti fanno sentire e sono così felice sia riuscita a seguire il suo sentiero, e mi piace vedere dove l'ha portata: cani, montagna, pastori e tante storie da raccontare.
Questo è il suo blog, e non è bello vedere come in fondo siamo rimaste simili, pur con le nostre diversità? che bello ritrovare una persona dopo che l'avevi persa di vista ed accorgerti che tutto quello che aveva dentro è cresciuto bene, è una cosa che mi riempie di felicità.
Siamo state insieme in montagna col CAI, a cavallo con la Vaniglia e Lampo e io mi ero quasi troncata un pollice, anche una giornata in Fieracavalli a Verona (quanti murgesi!), abbiamo scritto e fatto vignette per il Cimone. Che bello rivederla tosta come una montanara, piena di interessi e di sorrisi esattamente come la ricordavo. E con in più tanti passi messi in fila in posti che so cosa ti danno e ti fanno sentire e sono così felice sia riuscita a seguire il suo sentiero, e mi piace vedere dove l'ha portata: cani, montagna, pastori e tante storie da raccontare.
Questo è il suo blog, e non è bello vedere come in fondo siamo rimaste simili, pur con le nostre diversità? che bello ritrovare una persona dopo che l'avevi persa di vista ed accorgerti che tutto quello che aveva dentro è cresciuto bene, è una cosa che mi riempie di felicità.
lunedì 7 dicembre 2009
NYC!
Dal 18 dicembre saremo a NYC, yeppa! faremo tappa anche all'Intrepid, poi Ellis Island Brooklyn Moma Met etc. etc. etc....se avete consigli, questo è il momento di tirarli fuori!
domenica 22 novembre 2009
Haflinger in posa a Verona 2009
Andrea ha mandato una foto per il nostro mini "concorso" (ahimè no, non si vincono puledri biondi!) che vi inserisco qui: voi direte che è mossa, ma beccare fermi questi otto scatenati non era mica facile. Si tratta dei ragazzi della cavalcata di Oswald von Walkenstein, veramente strepitosi da vedere in azione: da Fiè Klaus e Peter Zoeggler, David e Christian Unterholzner.
giovedì 12 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! concorso fotografico.
Se siete stati in Fieracavalli a Verona e avete fotografato un Haflinger che vi ha colpito al cuore mandateci l'immagine: in cambio vi racconteremo vita, morte e miracoli del biondo (o della bionda!) protagonista. Per stuzzicarvi metto una foto di quella fantastica portatrice...Sana di Haflinger che è Sara Baroni: indovinate chi è quella tipa in serpa alla maratona di Andrea Perino che ha un sorriso che va da un orecchio all'altro? Fedra d'Olimpo e Alice von Sauro's sono le elegantissime bionde attaccate, il resto dell'equipaggio è formato da Andrea Perino alle redini lunghe, Mauro groom ufficiale e come groom di lusso il consigliere Anacrhai Flavio Tassone, anima di Haflinger Folie. Da notare che Alice è la mamma di Fedra, insieme le due ragazze formano una pariglia davvero affiatata che ha regalato ad Andrea un ottimo 10° posto ai Campionati Europei Haflinger di Merano: non male per un team che ha appena cominciato a gareggiare e si è già lasciato alle spalle degli habitué dei mondiali di attacchi, no?
mercoledì 11 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! Tombola.
La fattrice Haflinger più blasonata di Fieracavalli, di cui vi avevamo parlato qui: Tombola, 17 anni, accompagnata dal proprietario signor Pasquale Ramera di Cologne, Brescia e premiata per la sua lunga e notevole carriera dal presidente dell'Anacrhai, Konrad Gruemberger.
Non è favolosa?
martedì 10 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009!
Carissimi, grazie agli aggiornamenti "AnSacrhai" questo blog ha avuto un successo di visite senza precedenti, è dal primo giorno di fiera che registra più di 200 contatti al giorno (nel grafico le statistiche Geovisite).
Grazie a tutti, e specialmente all'ANACRHAI che mi ha incaricata di raccontarvi gli Haflinger: quindi se vi è piaciuto il servizio ditelo anche a loro!
lunedì 9 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.18
L'Anachrai premia non soltanto i migliori cavalli, ma anche gli allevatori più rappresentativi del movimento Haflinger: quest'anno sugli scudi il mitico Timoleone Soldi da Nuvolera (Brescia) e l'inossidabile signor Hans Schenk di Lajen (Bolzano) che in occasione della cena di sabato in fiera sono stati premiati dall'Associazione e festeggiati da tutti gli amici e colleghi presenti. Ancora tanti, tanti anni pieni di successi e bellissimi cavalli a queste due splendide persone.
domenica 8 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.17
Prosegue secondo tradizione l'ultimo giorno di Fieracavalli: questa mattina cerimonia di premiazione dei migliori soggetti e l'attesissima proclamazione del Best in Show.
Ieri terminata l'ultima categoria in programma il giudice della manifestazione, signor Giovanni Rigozzi, ha consegnato una busta sigillata agli organizzatori: conteneva il nome del soggetto che a suo insindacabile giudizio rappresenta al meglio l'ideale Haflinger. Il titolo di Best in Show può essere attribuito sia ad un maschio che a una femmina di qualsiasi età, anche se di solito si preferisce assegnarlo ad un soggetto adulto che abbia confermato nel tempo le proprie qualità.
Quest'anno gli onori di migliore soggetto Haflinger presente a Fieracavalli vanno alla fattrice di 5 anni Iris, da Amsterdam e Zilma, allevata e presentata dalla signora Aloisia Schenk: vincitrice ieri di una categoria terribilmente competitiva, Iris declina in modo impeccabile le caratteristiche più ricercate dall'indirizzo di selezione moderno: ottimo mantello, espressione tipica, andature molto buone ed una impronta decisamente, inconfondibilmente Haflinger.
Il giusto premio per un allevamento storico come quello del signor Hans Schenk, da sempre così importante nel panorama nazionale e da cui tutti aspettiamo ancora molti soggetti vincenti come questa magnifica cavalla.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.16
Grande successo per la riunione allevatori di ieri pomeriggio: molto "caldo" l'inizio dei lavori, con un dibattito vivace sugli argomenti tecnici al centro dell'attenzione in questi giorni (la tosatura dei soggetti presentati in morfologia, che non deve assolutamente essere recente in modo da permettere ai giudici ci valutare correttamente la qualità del mantello nel soggetto in esame). Ma una volta terminato lo scambio di idee in merito tutti hanno lasciato da parte i problemi e si sono concentrati sulla lezione del dottor Sgambati (coordinatore di Libro genealogico) che, in collaborazione col giudice Fise Roland Morat, ha spiegato agli allevatori presenti cosa guarda il giudice quando valuta le andature dei loro soggetti.
Come ricordato dalla dottoressa Antonia Samoré il carattere in questione ha una bassa ereditabilità, essendo influenzato da svariati fattori (ferratura, appiombi, condizioni fisiche, etc. etc.) e quindi richiede una estrema attenzione e cura per essere fissato nella razza. Non solo allevatori ma anche molte persone del pubblico tra i partecipanti alla seconda fase pratica nel ring B: non capita tutti i giorni di avere a disposizione dei giudici professionisti pronti a rispondere ad ogni domanda e chiarire i dubbi su una materia così delicata. Quindi ottima iniziativa dell'ANACRHAI che, ancora una volta, dimostra sul campo di saper trovare nuove soluzioni per far crescere i propri allevatori.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.15
Una volta nella vita si dovrebbe provare l'emozione di sedersi a cassetta di una maratona attaccata ad una pariglia di Haflinger e partecipare alla sfilata che partendo da Fieracavalli arriva sino al centro storico di Verona: a me ieri è capitato, ed è stato bellissimo.
La pariglia era quella formata da Alice von Sauro's e Fedra d'Olimpo, rispettivamente madre e figlia. Allevate, addestrate e guidate dal loro proprietario, Andrea Perino, che con queste due bionde si è classificato decimo al Campionato di Merano del mese scorso: una bella soddisfazione per lui che ha cominciato da poco a gareggiare nella specialità delle redini lunghe e che a Merano si è lasciato alle spalle guidatori già abituati alle competizioni mondiali.
Ma provate ad immaginarvi la scena: lì davanti Fedra e Alice, ancora piene di energia per l'allenamento che hanno fatto in preparazione di Merano. Danzano sotto i finimenti, le groppe che si piegano in modo persino civettuolo ad ogni tempo di questo trotto che terrano per tre ore, senza mai stancarsi di metterci l'anima. Dietro di noi Petra (che monta all'inglese) e Martina (perfetto stile western) sui loro stalloni Haflinger che coniugano la potenza delle masse muscolari alla gentilezza di disegno delle teste e alla grazia di quelle criniere bionde; quando passiamo vedo la gente che guarda i nostri cavalli e sorride, sembra che riescano a tirar fuori da tutti un pensiero bello, che non sappiano fare altro che dare piacere anche così, soltanto facendosi ammirare.
Ma la sfilata non è solo vanità e piacere, è anche una prova difficile per cavalli, guidatori e cavalieri. La stanchezza di questi giorni in fiera, la tensione del traffico, la difficoltà del percorso che nel centro storico passa su cubetti di porfido e lastre di pietra scivolosissime. Ma alla fine rimangono solo un po' di stanchezza e tanta, tanta soddisfazione: perchè questi Haflinger affascinano tutti, e quando li conosci un po' di più ti accorgi che sono anche meglio di quello che sembrano a prima vista. Perchè non sono soltanto biondi, accattivanti e fascinosi: sono cavalli che hanno voglia di lavorare e anche i mezzi per farlo davvero.
Grazie per questa passeggiata, carissimi Haflinger: è stato un onore.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.14
Ultimo giorno di Fieracavalli, primo appuntamento della giornata e partiamo alla grande: è qui con noi il presidente della Anacrhai, signor Konrad Gruenberger.
- Come è andata la 72° mostra nazionale del cavallo Haflinger e come si sono presentati i vostri soggetti quest'anno? soddisfatto dei risultati?
Siamo arrivati quai al top dei risultati ottenibili, ho visto una qualità notevole nei soggetti presentati che potrebbero già fare da modello per un manuale di morfologia della razza.
-Come è cambiata negli anni questa mostra?
La cosa positiva che ho notato è che sempre più allevatori sono interessati a presentare i loro soggetti alla Fieracavalli. Il motivo probabilmente è che specialmente i cavalli giovani vengono allevati in modo omogeneo, vale a dire anche quelli che trascorrono l'estate su alle malghe oltre i duemila metri di altitudine, preparandoli alcune settimane prima della fiera hanno lo stesso aspetto curato dei soggetti provenienti dalla pianura o dai maneggi.
-Quindi il merito è degli allevatori che sono cresciuti coi loro cavalli, adeguandosi ai metodi moderni di lavoro. Come aiutate li aiutate in questo senso?
E' un lavoro continuo di anni, queste cose non si possono fare in un corso serale. L'allevatore nel tempo ha capito come deve lavorare per ottenere dei risultati positivi. Le rassegne e le mostre sono i momenti più importanti in cui l'allevatore stesso vede la differenza di qualità tra i cavalli allevati in un modo o nell'altro. Ormai in tutte le regioni d'Italia si trovano fattrici e stalloni di qualità, indipendentemente dalla vocazione storica dell'allevamento locale e i risultati positivi che possono ottenere si sono visti in occasione della mostra nazionale. Grazie all'impegno dell'allevatore, che non è solo un impegno di tempo ma anche finanziario, siamo arrivati alla situazione qualitativa che abbiamo visto qui in mostra, con dei soggetti che oggi potremmo presentare ovunque nel mondo senza invidiare nulla a nessuno.
Grazie al signor Gruenberger, ora cominciano gli impegni dei biondi Haflinger per questa ultima giornata di Fieracavalli. A più tardi!
sabato 7 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.12bis
Perdonate il black out di notizie, ma la giornata di oggi è stata così piena di appuntamenti da non permettere un aggiornamento istantaneo: chi scrive per voi ha accompagnato la delegazione Haflinger nella (trionfale!) sfilata per il centro di Verona e immediatamente dopo l'arrivo è cominciata la riunione degli allevatori, veramente intensa.
Vi racconterò domani nei dettagli della sfilata che ha visto i quattro Haflinger partecipanti (una pariglia e due soggetti montati) ammiratissimi dal pubblico e del successo della lezione magistrale del dottor Sgambati (coadiuvato dal signor Morat) sulle andature, al volo i risultati di oggi:
Vi racconterò domani nei dettagli della sfilata che ha visto i quattro Haflinger partecipanti (una pariglia e due soggetti montati) ammiratissimi dal pubblico e del successo della lezione magistrale del dottor Sgambati (coadiuvato dal signor Morat) sulle andature, al volo i risultati di oggi:
per la categoria fattrici da 3 a 5 anni Iris è la campionessa, Malina riserva e Mendy la terza.
Per le fattrici da 5 a 10 anni Ginestra di Vorno campionessa, Debby riserva e Deep Secret di Vorno alla piazza d'onore.
Vincitore per i gruppi omotipici femminili Nils 610053799.
Ora comincia Haflinger Folie, a domani!
Per le fattrici da 5 a 10 anni Ginestra di Vorno campionessa, Debby riserva e Deep Secret di Vorno alla piazza d'onore.
Vincitore per i gruppi omotipici femminili Nils 610053799.
Ora comincia Haflinger Folie, a domani!
venerdì 6 novembre 2009
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.12
Archiviata anche la seconda categoria di oggi che vedeva in campo le puledre fino a 30 mesi.
Quattordici cavalle tra cui i giudici hanno eletto reginetta Nebraska - F, da Navarro e Vittoria, dei fratelli Geronimi di Sondrio: molto alta al garrese, bella incollatura e ottima spalla, questa cavalla risulta moderna morfologicamente ma anche estremamente tipica per quanto attiene ai caratteri di razza. La sua riserva è Nena, da Antinor e A-Rosa, di Stefan Zoegler: molto corretta e armonica, con una testolina deliziosa Nena ha meritato un bel 7,5 per tutte e tre le andature alle quali e mostra un equilibrio che la renderà sicuramente una protagonista nelle discipline sportive. Terza classificata Narnja, da Wind ed Elli, che nonostante il suo mantello molto chiaro è riuscita ad occupare la piazza d'onore in virtù degli ottimi appiombi e della classe che ha presentato nella presentazione in triangolo.
Se dovessimo scommettere un soldino sul futuro: Narnja sotto una sella western farà molto bene, Nena ha l'atteggiamento ideale per un bel lavoro in piano.
Quattordici cavalle tra cui i giudici hanno eletto reginetta Nebraska - F, da Navarro e Vittoria, dei fratelli Geronimi di Sondrio: molto alta al garrese, bella incollatura e ottima spalla, questa cavalla risulta moderna morfologicamente ma anche estremamente tipica per quanto attiene ai caratteri di razza. La sua riserva è Nena, da Antinor e A-Rosa, di Stefan Zoegler: molto corretta e armonica, con una testolina deliziosa Nena ha meritato un bel 7,5 per tutte e tre le andature alle quali e mostra un equilibrio che la renderà sicuramente una protagonista nelle discipline sportive. Terza classificata Narnja, da Wind ed Elli, che nonostante il suo mantello molto chiaro è riuscita ad occupare la piazza d'onore in virtù degli ottimi appiombi e della classe che ha presentato nella presentazione in triangolo.
Se dovessimo scommettere un soldino sul futuro: Narnja sotto una sella western farà molto bene, Nena ha l'atteggiamento ideale per un bel lavoro in piano.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.11
Grande attesa per la categoria puledre fino a 18 mesi: 25 le iscritte per una qualità generale molto alta che hanno dato vita ad una categoria combattutissima. Vince grazie ad un modello eccezionalmente raffinato ed elgante Olly (con la y), da Navarro e Dora, allevatore Carmen Abondio proprietario Gianluigi Rodelli. Seconda Olli (con la i)di Bruno Filippin, da Armaguedon e Elli - una leggerezza favolosa, una gioia vederla trottare nell'arena scossa. Terza Ottavia di Settimio (sic!) Alessandrini, figlia di Alpenbue-I e Urschl: dei cambiamenti di direzione sul posteriore così leggeri, fulminei e facili che da strappare gli applausi del pubblico a scena aperta.
Ma anche l'ultima classificata, Ornella, merita una menzione d'onore: non sarà stata una miss da passerella come le altre, ma vi assicuro che aveva la faccia del cavallo cui affideresti senza paura il figlio più piccolo.
Non servono mica solo i super-campioni, no?
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.10
Domani, sabato 7 novembre, dalle ore 14,00 alle 17,00 lezione sulle andature per gli allevatori di Haflinger tenuta dal dottor Andrea Sgambati (coordinatore del Corpo Ispettori di Libro Genealogico) e dal signor Roland Morat, istruttore Fise, giudice di dressage e attacchi e presidente del Comitato Provinciale Fise trentino.
La prima parte della lezione, teorica, si terrà nelle sale multifunzionali del padiglione nr.9 mentre la parte pratica sarà svolta nel ring B dello stesso padiglione.
Una buona occasione per tutti, consiglio di sfruttare l'occasione anche se non siete allevatori: basterà mettersi in tribuna e ascoltare gli ottimi docenti in campo.
Gli Haflinger si presteranno gentilmente come modelli dal vivo!
La prima parte della lezione, teorica, si terrà nelle sale multifunzionali del padiglione nr.9 mentre la parte pratica sarà svolta nel ring B dello stesso padiglione.
Una buona occasione per tutti, consiglio di sfruttare l'occasione anche se non siete allevatori: basterà mettersi in tribuna e ascoltare gli ottimi docenti in campo.
Gli Haflinger si presteranno gentilmente come modelli dal vivo!
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.09
Un haflinger di cinquant'anni fa

Ma che vuol dire Haflinger Folie, forse gli allevatori sono impazziti? ma no, è solo un gioco di parole sul nome del capostipite della razza che si chiamava per l'appunto Folie, dal cognome del suo proprietario.
Folie era uno plendido puledro nato nel 1874 da una cavalla della Val Venosta coperta dallo stallone orientale El Bedavi XXII. Riuscì a catalizzare in sé e trasmettere ai propri figli le migliori qualità dei suoi genitori: la finezza, la resistenza e il sangue del padre con la rustica docilità della madre che gli passò anche il suo mantello, sauro con tanto di riga mulina. Il Governo austriaco si rese subito conto dell’importanza del soggetto e lo fece funzionare come stallone per le fattrici locali migliorando la qualità della popolazione equina locale. La razza visse un momento difficile subito dopo la prima guerra mondiale, quando a causa delle vicende belliche il Sud-Tirolo passò dall’Austria all’Italia: il deposito stalloni rimase in territorio austriaco mentre il gruppo principale di fattrici si ritrovò di colpo nel Regno dei Savoia. Da una parte e dall’altra del confine, però, ci fu chi pensò a cose più importanti delle beghe politiche: da noi il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, tramite il deposito Stalloni di Ferrara che ne aveva la competenza territoriale, diede vita nel 1931 al Libro delle Origini della Razza Avelignese in Italia. Un libro chiuso, che permise la gestione più razionale degli accoppiamenti grazie al piano di monte prestabilito dagli ottimi funzionari che se ne occuparono. In Austria l’ing. Otto Schweisgut gettava le basi dell’Haflinger moderno, con polso di ferro e idee chiarissime: ob torto collo ci fu uno scambio di soggetti indispensabile a tutte e due le realtà allevatoriali, e gli Haflinger superarono anche quella fase critica. In Italia, dopo la seconda guerra mondiale, l’Haflinger perse il suo status di cavallo di interesse strategico e protetto quindi dal Ministero della Guerra per diventare un semplice cavallo agricolo: e dagli anni cinquanta in poi gli allevatori di cavalli agricoli ricevevano sovvenzioni solamente per trasformarli in bistecche.
Facile intuire quale fu il destino di molti cavalli non solo Haflinger: ma la caparbietà e l’attaccamento alle proprie tradizioni della gente del Sud-Tirolo ha permesso sempre di poter contare su un notevolissimo nucleo di soggetti e di non disperdere il patrimonio genetico della razza. Una strategia degli accoppiamenti accuratissima e l’adozione del modello Blup-Animal Model per la valutazione degli indici genetici ha permesso ai nostri biondi montanari di crescere in tutti i sensi, e oggi sono la razza numericamente più importante nel nostro paese. Tutti biondi, belli e bravi, e tutti discendenti di quella cavalla della Val Venosta e di uno stallone orientale che veniva dall’Ungheria, El Bedavi.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.08
I nostri cavalli non hanno bisogno di tante presentazioni, siamo sicuri che saprete riconoscerli ovunque - criniera bionda, due occhi irresistibili e il carattere di chi ha una gran voglia di lavorare con noi. Quello che forse conoscete di meno è il lungo lavoro di selezione degli allevatori che ha portato l’Haflinger ad avere tutte le doti necessarie per accompagnarci in ogni disciplina equestre.
Haflinger Folie, lo spettacolo che portiamo in giro per l'Italia, è il nostro modo per farvi scoprire tutte le potenzialità dei nostri cavalli, i protagonisti assoluti che vedrete presentati, guidati e montati dai loro stessi allevatori o proprietari. Perché l’Haflinger è un cavallo per tutti ed è capace di portarti ovunque, anche dentro un sogno come quello di passare da spettatore a protagonista proprio qui, in Fieracavalli.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.07
Sul Corriere di Verona di oggi tanto spazio dedicato ai biondi più affascinanti della fiera: in prima pagina la cavalcata di Oswald von Wolkenstein, e all'interno una bella fotografia di Chantal e Alessandra. Quando si dice che l'Haflinger fa colpo....
giovedì 5 novembre 2009
Fieracavalli Verona 2009 - Mascalcia
Passa l'Addetto Stampa del Centro Militare Veterinario di Grosseto e ne approfitto subito: ricordate che domani, venerdì 6 novembre, comincia il 24° Concorso Internazionale di Mascalcia .
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.06
Sino ad ora abbiamo parlato dei cavalli ma è bello anche sapere qualcosa di più sulle persone che stanno "facendo" gli Haflinger. E visto che siamo cavalieri diamo la precedenza alle signore, o meglio alla signorina Chantal Camoni: laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie alla Cattolica di Piacenza vive a Brescia dove ha il suo centro di addestramento. Chantal ha cominciato a stare in mezzo ai cavalli da piccolissima e si vede, in casa sua i cavalli ci sono da sempre e lei ha cominciato a montare in modo molto classico, all'inglese. Al primo anno di Università la passione equestre doveva aver preso il sopravvento su quella per gli studi, tanto che il padre le ha venduto il cavallo che usava in salto ostacoli....tempo sei mesi la tosta Chantal dimostra sul campo (o forse, sul libretto delgi esami!) di meritarsi ancora i cavalli e quindi ricomicnia a montare ma stavolta all'americana, grazie ad una cavalla mezzo argentina e mezzo quarter. Quattro anni fa un'amica che faceva reining con la sua Haflinger le dice "Ma perchè non provi con questi?" e Chantal prova: si trova subito bene con la sella americana e arriva in poco tempo a preprarsi da sola una Haflinger, Elsa, che sarà capace di piazzarsi 2° in una gara di reining ufficiale in mezzo a quaranta-quarter horses-quaranta.
Un bel biglietto da visita Elsa, che continua a far divertire un paio di ragazzine che si vedono spesso alle nostre manifestazioni...ma questa è un'altra storia: intanto vi abbiamo presentato Chantal, che al Campionato Europeo di Merano assieme alla sua Carusa Colomba ha vinto il titolo per la monta Western, All Around.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.05
Anche la seconda categoria della giornata ha visto decidere le sorti degli iscritti: per la categoria stalloni fino a 5 anni vince Alpenbue, allevato da Peter Zoeggler e di proproetà della Federazione Provinciale Allevatori di Bolzano, nato nel 2004 da A-Darvin e Blondine.
Suoi punti di forza un ottimo sviluppo (alto sulle gambe, bella incollatura) e ottime andature: il giudice per l'attitudine, signor Toldo, spiega che questo soggetto "ha un passo molto corretto, copre molto e il trotto è energico, fa lavorare bene i muscoli della schiena che rilevano tutto l'anteriore del cavallo. Al galoppo i tre tempi sono molto chiari, distinti, e così il tempo di sospensione in aria. Dimostra equilibrio e leggerezza naturali, qualità che fanno sperare in un suo buon futuro nel lavoro montato".
Secondo classificato Nostradamus-L di Francesco Malvasi, allevato da Goegele Josef: la sua incollatura portata naturalmente bassa e distesa in avanti lo fa immaginare molto adatto alla monta western.
Speriamo di vedere presto questi soggetti in lavoro per vedere confermate le buone aaspettative che hanno saputo suscitare.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.04
Pima categoria in programma quella dei puledri nati nel 2008: è stata vinta da Maxwell-O, da Maestro e Dolly, di Timoleone Soldi. Secondo classificato A-Obelix di Nai da A-Darvin e Sabrina 447367092, al terzo posto W-Owens.
Tre puledri eliminati per la tosatura ritenuta troppo recente dal giudice unico della categoria, signor Rigozzi, hanno fatto scalpore.
Tre puledri eliminati per la tosatura ritenuta troppo recente dal giudice unico della categoria, signor Rigozzi, hanno fatto scalpore.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.03
Continuano anche a Verona i festeggiamenti per i campioni laureati a Merano il mese scorso: Nachtstern (qui a fianco col suo proprietario e allevatore, Josef Hoeller), primo classificato nella categoria stalloni di 30 mesi, e il campione di riserva Maxl-B assieme a Carusa Colomba (Campionessa Europea monta western, all around) e Wintesturm (vincitore nella categoria attacchi) si sono guadagnati i box più eleganti, con tanto di bandiere e tende di raso - ovviamente rosso, che col biondo sta sempre bene.
Ma subito dopo questi giovani splendori c'è il mini paddock di Tombola, una delle fattrici più blasonate della razza: 17 anni, 8 puledri, 9 volte a Verona per classificarsi 5 anni come campionessa di riserva e uno al 3° posto.
Se ne sta lì a prendersi le carezze di tutti quelli che passano, ha una testolina piccola e curiosa ancora da puledra: sarà lei a farvi gli onori di casa quando arriverete qui dagli Haflinger.
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.02
Tutti gli Haflinger-appuntamenti di Fieracavalli 2009
alla 111° Fieracavalli
Padiglione nr.9
Giovedì 5 novembre
ore 11,00 Carosello Italiano, condotto da Giorgio Caponetti, ring A
ore 12,30 prove genereali di HAFLINGER FOLIE! ring A
ore 14,00 72° Mostra Nazionale Cavallo Haflinger: cat.1 valutazione puledri 18 mesi, valutazioni Campionato nazionale Stalloni, ring B.
ore 14,30 Carosello delle regioni, condotto da Giorgio Caponetti, ring A.
Venerdì 6 novembre
ore 11,00 Carosello Italiano, ring A
ore 12,00-13,00 Haflinger Folie!, ring A
ore 14,00 - 18,00 r72° Mostra Nazionale Cavallo Haflinger:
valutazioni sez.II - cat. 1 puledre 18 mesi
valutazioni sez. II - cat. 2 puledre 30 mesi, ring B
ore 15,00-17,30 - Carosello delle regioni, ring A
Sabato 7 novembre
ore 09,00-13,00 72° Mostra Nazionale Cavallo Haflinger:
-valutazioni sez.II cat.3,4 e 5
-valutazione gruppi omotipici
-presentazione Campioni e Campioni di Riserva
-presentazione soggetti in vendita, ring b
ore 11,00-12,00 Carosello Italiano, ring A
ore 14,00-17,00 Lezione sulle andature a cura ANACRHAI
ore 14,30-17,00 Carosello delle regioni, ring A
ore 17,00-18,00 Haflinger Folie, ring A
Domenica 8 novembre
ore 09,00 - 11,30 72° Mostra naziona Cavallo Haflinger
-Presentazione Campioni e Campioni di riserva
-Scelta del "Best in Show"
-presentazione soggetti in vendita
ore 11,00-12,00 Carosello Italiano, ring A
ore 12,30-14,00 Premiazioni 72° Mostra nazionale del Libro Genealogico e Haflinger Folie, ring A
ore 15,00-17,30 Carosello delle Regioni, ring A
ore 15,30-17,00 - Presentazione soggetti in vendita, ring B
Gli Haflinger a Fieracavalli 2009! nr.01
Quest'anno gli appassionati di Haflinger potranno seguire tutte le avventure dei loro biondi preferiti anche da casa: vi manterremo aggiornati su classifiche, spettacoli, personaggi a due e quattro gambe che da oggi a domenica saranno qui, a Verona, a rappresentare una delle associazioni allevatori più vive e propositive del panorama italiano.
Rimanete collegati, e vi sembrerà quasi di essere con noi!
mercoledì 28 ottobre 2009
E' (quasi) Fieracavalli!
Siete pronti? sta per tornare Fieracavalli e non si può mancare.
Io starò coi biondi, e voi?
Io starò coi biondi, e voi?
mercoledì 21 ottobre 2009
The Museum of the Horse...che sarà!

Donna grandiosa questa Mrs. Baldock , spero che riesca presto a trovare la sede per il Museo del Cavallo. Il progetto lo hanno già, vi metto il link al sito.
Da notare che lo splendido signore in gessato scuro che potete vedere in alcune fotografie della sezione News è Mr. Colin Henderson, Head Coachman di Sua Maestà Elisabetta II nonchè giudice l'anno scorso al concorso di attacchi d'eleganza alla Lodovica di Oreno Vimercate, dove ho avuto il piacere di vederlo al lavoro.
Buona fortuna, Caro!
domenica 18 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
sabato 26 settembre 2009
venerdì 25 settembre 2009
Cugini diversi: asini, muli e bardotti.
Qui Charlotte (col berretto) e Giulietta.
Non solo asini:
I Muli - Molti e, cosa veramente notevole, tutti presentati in lavoro: a sella o col basto hanno fatto vedere dal vero quali sono le qualità che per secoli hanno reso indispensabile questo ibrido che nasce dall’accoppiamento tra un asino (lo stallone) ed una cavalla (fattrice). Notevoli i soggetti montati all’americana e addestrati da Luca Calvetto, un appassionato di barrel racing che ha molti allievi muli: la maneggevolezza di Chiquita, una statuaria baia di 7 anni, ci ha lasciati a bocca aperta mentre l’ammiravamo nel ring. Chiediamo a Luca se è molto diverso addestrare un mulo rispetto ad un cavallo: «La differenza più marcata è dovuta alla loro costituzione: la struttura della loro incollatura condiziona la cessione e di conseguenza è più difficile fare la bocca. Ma la cosa principale è capire il loro carattere: non accettano nessun tipo di violenza, con loro ci vogliono solo tanta pazienza e calma. Sono come dei giovani zucconi di montagna, ragazzotti un po’ rustici ma pieni di ottimi principi ed è per questo che se la prendono se ti comporti male con loro. Non ti assecondano mai, devi dimostrarti alla loro altezza per farti capire».
I Bardotti – La vera chicca di Carmagnola a nostro parere sono loro, i bardotti: nascono dall’incrocio di fattrice asinina x cavallo stallone e sono ancora più rari dei muli. Più delicati e fini di questi ultimi, morfologicamente somigliano di più ad un cavallo. Hanno un nitrito particolare, non spezzato in sillabe come quello dei cavalli ma tenuto a lungo come fossero soprani in vena di stupire. Due bardotti sauri, Lussorio e Teodora, ci hanno affascinati: sono fratello e sorella nati in Sardegna da una storia d’amore molto particolare. Ce la racconta Giusppe Bosco, maniscalco e loro attuale proprietario: «Il loro padre, Bolero, è un Anglo-Arabo figlio di uno stallone egiziano. Doveva coprire le fattrici da mezzo-sangue in un allevamento di Nuoro ma era troppo sofisticato, non le voleva. Così dopo vari tentativi lo hanno lasciato libero in un paddock con una vecchia somarella sarda per tenergli compagnia. Un bel giorno il proprietario si accorge che nel paddock sono in tre: Bolero, la somarella e…un puledrino arabo con le orecchie molto, molto lunghe». Era Lussorio, nato nel 2001 al quale è seguita Teodora nel 2005. Sono piccoli, un metro e trentacinque circa al garrese ma elegantissimi e pieni di stile; Lussorio attaccato è uno spettacolo di precisione, davvero un complimento dal vivo per il suo guidatore. Belli sono belli, ma il carattere com’è? «Sono bestie strane» ci spiega Giuseppe «ti mettono sempre in discussione e giocano sul pesante, anche fra di loro. Ma recepiscono molto bene quello che gli insegni e non se lo dimenticano».
Asini per l’Abruzzo – Uno dei protagonisti di Carmagnola è stato Massimo Montanari dell’Asineria di Gombola, Reggio Emilia. Avevamo parlato di somari in generale e del suo libro in particolare (Filastrocche col pennello, collana Asino chi legge per i tipi di Almayer) che ha appena vinto il Premio nazionale di letteratura per ragazzi Città di Bella. E poi degli amici asinari compresi quelli abruzzesi di Ciucolandia, in Abruzzo come si fa in una giornata tranquilla, di quelle dove viene da pensare solo alle cose belle. Invece la sera stessa c’è stato il terremoto a L’Aquila: 298 morti, 1600 feriti, una città distrutta. Gli asini si sono subito dati da fare alla loro maniera: è stata organizzata una spedizione in Abruzzo che ha portato libri nelle tendopoli più decentrate, e ha garantito l’acquisto dei libri di testo necessari alle maestre e ai ragazzi di Camarda. Per saperne cosa è stato fatto visitate il sito http://www.asinodays.org/
A me piacciono tanto i cavalli, lo avrete capito. Ma è difficile essere veramente innamorati di qualcuno senza interessarsi al resto della sua famiglia ed è per questo che la domenica delle Palme con Gino Perin siamo stati a Carmagnola, in quel di Torino, dove la locale «Associazione Asini e Muli» ha organizzato una giornata tutta dedicata a loro: i cugini con le orecchie lunghe.
Il giorno sembra scelto apposta visto che, quasi duemila anni fa, Qualcuno entrò a Gerusalemme proprio montando un asinello: non un destriero focoso dall’incollatura superba ma un umile, paziente e mite puledro di asina. Una scelta di immagine ben precisa diremmo oggi, legata alle caratteristiche di questi equini così geneticamente vicini ai nostri compagni di scuderia ma tanto lontani come attitudini e filosofia di vita. Anche le persone che si interessano ai nostri due cugini sono diverse: i cavalli - veloci, reattivi ed atletici - sono al centro di un mondo a forte indirizzo agonistico mentre gli asini più lenti, riflessivi ed essenziali raccolgono attorno a sé persone che hanno voglia di guardarsi attorno e non pensare troppo ad evetuali obiettivi da raggiungere. Certo la vocazione alla modestia degli asini è stata un po’ troppo presa in parola a Carmagnola: la manifestazione non ha avuto il più piccolo aiuto da parte degli enti locali e il gruppo di amici che si è dato da fare per organizzarla ha investito tempo, lavoro e risorse di tasca propria. Facile immaginarsi le difficoltà cui sono dovuti andare incontro, eppure Gianni Bori & c. sono riusciti a far scomparire il desolante cemento grigio di questo mercato bestiame sotto gli zoccoli piccoli e cauti di un centinaio di asini, muli e bardotti. Da queste parti erano il mezzo di lavoro abituale di chi doveva arrampicarsi su per le strade che vanno verso le Alpi e in effetti ne sbucano ancora tanti dai cortili delle cascine, come se fossero rimasti lì in casa e nel cuore di chi ha faticato con loro. Carri, carretti da cartuné (i trasportatori conto-terzi piemontesi del secolo scorso), basti, calessini: anche oggi che è festa qui tutto parla di lavoro fatto insieme. E’ un po’ strano per noi cavallari fare conoscenza la prima volta con un compassatissimo Equus Asinus: nei loro occhi sembra di trovare i ricordi di giorni molto lontani e si ha l’impressione di avere a che fare con un tipetto serio e sostenuto, che dà poca confidenza. Poi ci si accorge di quanto sia delicato e attento, prudente, tutto diverso insomma dall’ingenuo ed entusiasta Equus Caballus medio. Questi di solito si affida completamente alle nostre mani ed è un po’ come un figlio di cui si ha la responsabilità; l’asino invece dà la netta impressione di essere un nonno che si fa carico anche di te e sa decidere in autonomia la cosa migliore da fare; come dicevano i vecchi (grazie signor Borghi): «Il cavallo va dove vuoi tu, l’asino va dove sa che è meglio passare».
Un compagno diverso quindi, non migliore o peggiore del cavallo ma semplicemente differente: il suo passo è lento (4 km. all’ora su terreno pianeggiante, non più di 2,5 in dislivello), ma è un ambio così confortevole che riesce a tranquillizzare anche i più timorosi dilettanti della sella. I suoi movimenti non sono mai azzardati, la sua unica difesa è fermarsi e valutare la situazione. Difesa che lo espone spesso alla violenza dell’ignoranza e che comunque dosa con molta saggezza, basta guardare uno degli asinelli che ci sono qui: magari ha recalcitrato sotto la guida di una mano un po’ troppo rude ma poi si lascia portare a spasso senza problemi da una bambinetta di cinque anni, neanche fosse un giocattolino con le ruote. Del resto gli asini hanno una lunga esperienza come monta per i bambini, fino all’inizio del secolo scorso erano loro la prima cavalcatura dei pargoletti di buona famiglia: il carattere pacato li rendeva molto più adatti ai piccolissimi di qualunque pony. E ancora oggi la loro fermezza di opinioni in materia di aiuti è un’occasione didattica da non sottovalutare: non adattandosi mai ad interpretare con troppa facilità le indicazioni imprecise sono ottimi allenatori per cavalieri in erba.
Ma ora al diavolo nozioni e teoria, che qui attorno è pieno di asini in carne, ossa e zoccoletti lucidi e noi ne approfittiamo per una full-immersion tra le orecchie lunghe. Sembra di essere tornati indietro di trent’anni, l’atmosfera è un po’ quella di un mercato bestiame anni settanta e ricorda le prime edizioni di quelli che sono poi diventati appuntamenti di tutto rispetto come Travagliato, Reggio Emilia, Città di Castello: molto entusiasmo e nessuna concessione all’apparenza, ma un patrimonio di passione che potrà dare buoni frutti con un minimo di applicazione in più. Intanto gli asini, educati come sono, non danno segno di notare nulla che non vada nella location e badano a fare il loro dovere: le fattrici allattano i loro puledrini, i maschi ragliano con tutta l’anima per dire che loro ci sono e ci tengono ad essere notati.
Vi è mai capitato di sentire un asino stallone che lancia il suo raglio di sfida? smuove tutti i sentimenti e, decibel a parte, è una interpretazione che non può lasciare indifferenti. Ed è questa la loro costante, gli asini ti toccano: piano piano, senza fare sfoggio di nessuna superiorità riescono a mettersi in comunicazione con te e a farti guardare dentro quegli occhi così profondi che ti senti quasi in imbarazzo e ti vergogni di tutte le volte che hai badato più alle apparenze che alla sostanza.
Nonostante la confusione di persone che vanno e vengono basta mettersi lì vicino a uno di loro e si capisce perché vengano usati in alcuni allevamenti di cavalli da corsa come compagni di pascolo dei puledri, e stiano prendendo sempre più piede nella terapia alle persone con disturbi psichici e motori di varia natura : perché loro calmano e trasmettono serenità, sembra tutto più facile quando hai vicino qualcuno che non si spaventa per una sciocchezza e punta curioso le sue lunghe orecchie verso qualsiasi cosa nuova.
E anche la gente desgli asini è speciale, niente competizioni o gare ma soltanto tanta voglia di stare insieme.
Come qui a Carmagnola, una festa tra amici dove l’unica preoccupazione degli organizzatori è ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a dare una mano: da Giampiero Ferraro che ha spianato la terra della pista con la sua ruspa a Giuseppe e Massimo e Charlotte venuti da Reggio Emilia per portare i loro asini, dai pastori di Asti Fulvio e Bendetto che hanno mandato qui la loro bellissima mandria sino agli amici nuovi, venuti apposta per conoscere meglio dei vecchi compagni di vita che si corre il rischio di dimenticare. Poi uno scopre che dagli asini c’è sempre da imparare, e non li lascia più.
Non solo asini:
I Muli - Molti e, cosa veramente notevole, tutti presentati in lavoro: a sella o col basto hanno fatto vedere dal vero quali sono le qualità che per secoli hanno reso indispensabile questo ibrido che nasce dall’accoppiamento tra un asino (lo stallone) ed una cavalla (fattrice). Notevoli i soggetti montati all’americana e addestrati da Luca Calvetto, un appassionato di barrel racing che ha molti allievi muli: la maneggevolezza di Chiquita, una statuaria baia di 7 anni, ci ha lasciati a bocca aperta mentre l’ammiravamo nel ring. Chiediamo a Luca se è molto diverso addestrare un mulo rispetto ad un cavallo: «La differenza più marcata è dovuta alla loro costituzione: la struttura della loro incollatura condiziona la cessione e di conseguenza è più difficile fare la bocca. Ma la cosa principale è capire il loro carattere: non accettano nessun tipo di violenza, con loro ci vogliono solo tanta pazienza e calma. Sono come dei giovani zucconi di montagna, ragazzotti un po’ rustici ma pieni di ottimi principi ed è per questo che se la prendono se ti comporti male con loro. Non ti assecondano mai, devi dimostrarti alla loro altezza per farti capire».
I Bardotti – La vera chicca di Carmagnola a nostro parere sono loro, i bardotti: nascono dall’incrocio di fattrice asinina x cavallo stallone e sono ancora più rari dei muli. Più delicati e fini di questi ultimi, morfologicamente somigliano di più ad un cavallo. Hanno un nitrito particolare, non spezzato in sillabe come quello dei cavalli ma tenuto a lungo come fossero soprani in vena di stupire. Due bardotti sauri, Lussorio e Teodora, ci hanno affascinati: sono fratello e sorella nati in Sardegna da una storia d’amore molto particolare. Ce la racconta Giusppe Bosco, maniscalco e loro attuale proprietario: «Il loro padre, Bolero, è un Anglo-Arabo figlio di uno stallone egiziano. Doveva coprire le fattrici da mezzo-sangue in un allevamento di Nuoro ma era troppo sofisticato, non le voleva. Così dopo vari tentativi lo hanno lasciato libero in un paddock con una vecchia somarella sarda per tenergli compagnia. Un bel giorno il proprietario si accorge che nel paddock sono in tre: Bolero, la somarella e…un puledrino arabo con le orecchie molto, molto lunghe». Era Lussorio, nato nel 2001 al quale è seguita Teodora nel 2005. Sono piccoli, un metro e trentacinque circa al garrese ma elegantissimi e pieni di stile; Lussorio attaccato è uno spettacolo di precisione, davvero un complimento dal vivo per il suo guidatore. Belli sono belli, ma il carattere com’è? «Sono bestie strane» ci spiega Giuseppe «ti mettono sempre in discussione e giocano sul pesante, anche fra di loro. Ma recepiscono molto bene quello che gli insegni e non se lo dimenticano».
Asini per l’Abruzzo – Uno dei protagonisti di Carmagnola è stato Massimo Montanari dell’Asineria di Gombola, Reggio Emilia. Avevamo parlato di somari in generale e del suo libro in particolare (Filastrocche col pennello, collana Asino chi legge per i tipi di Almayer) che ha appena vinto il Premio nazionale di letteratura per ragazzi Città di Bella. E poi degli amici asinari compresi quelli abruzzesi di Ciucolandia, in Abruzzo come si fa in una giornata tranquilla, di quelle dove viene da pensare solo alle cose belle. Invece la sera stessa c’è stato il terremoto a L’Aquila: 298 morti, 1600 feriti, una città distrutta. Gli asini si sono subito dati da fare alla loro maniera: è stata organizzata una spedizione in Abruzzo che ha portato libri nelle tendopoli più decentrate, e ha garantito l’acquisto dei libri di testo necessari alle maestre e ai ragazzi di Camarda. Per saperne cosa è stato fatto visitate il sito http://www.asinodays.org/
giovedì 17 settembre 2009
Festa dei Mérens a Sampeyre!
Vi è piaciuto quello che vi ho raccontato sui principi neri dei Pirenei? allora domani cercate di essere a Sampeyre, in Val Varaita, per la
XXVI GIORNATA DEI CAVALLI DI MERENS
A SAMPEYRE DAL 18 AL 20 SETTEMBRE
programma:
giovedì 17:visita agli alpeggi, ritrovo h 14 presso il comune
venerdì 18:transumanza dalla Valle Maira, discesa dagli alpeggi, arrivo e sistemazione dei soggetti in mostra
sabato 19:mattino: concorso di selezione dei soggetti di uno, due, tre anni maschi e femminepomeriggio:selezione delle fattrici, juonior e senior con e senza puledrosera:sfilata per la via principale e spettacolo in piazza con dimostrazioni
domenica 20:mattino: concorso soggetti da utilizzo, presentazione degli stallonipomeriggio:presentazione e premiazione migliori soggetti selezionatidimostrazione di utilizzobattesimo del cavallo per i più piccoli
Per info: comune, tel 0175/977.148
XXVI GIORNATA DEI CAVALLI DI MERENS
A SAMPEYRE DAL 18 AL 20 SETTEMBRE
programma:
giovedì 17:visita agli alpeggi, ritrovo h 14 presso il comune
venerdì 18:transumanza dalla Valle Maira, discesa dagli alpeggi, arrivo e sistemazione dei soggetti in mostra
sabato 19:mattino: concorso di selezione dei soggetti di uno, due, tre anni maschi e femminepomeriggio:selezione delle fattrici, juonior e senior con e senza puledrosera:sfilata per la via principale e spettacolo in piazza con dimostrazioni
domenica 20:mattino: concorso soggetti da utilizzo, presentazione degli stallonipomeriggio:presentazione e premiazione migliori soggetti selezionatidimostrazione di utilizzobattesimo del cavallo per i più piccoli
Per info: comune, tel 0175/977.148
mercoledì 16 settembre 2009
mercoledì 9 settembre 2009
I nerissimi dei Pirenei
“Il Piemonte è sempre stata una regione di consumo più che di produzione ne’ riguardi del cavallo”, diceva il Moreschi nel suo libro “Industria stalloniera” del 1903: ma oggi, più di cento anni dopo, i piemontesi si sono migliorati e in provincia di Cuneo abbiamo il maggior numero di allevatori italiani del Cavallo di Mérens. Il piccolo grande morello dei Pirenei qui ha trovato una seconda patria, lontana dalle valli dell’Ariége ma fatta delle stesse montagne e abitata dalla stessa gente. Per conoscerli meglio abbiamo approfittato della III Mostra Nazionale del Cavallo di Mérens che si è tenuta a Demonte, in Valle Stura, dal 21 al 23 settembre 2007. Ma i nostri bei montanari non erano mica lì ad aspettarci a valle, impigriti dentro un box: lasciata la macchina in paese siamo stati prelevati al volo da Fortunato Bonelli, uno degli allevatori storici di questa razza, e siamo andati ad incontrare i protagonisti della Fiera che stavano arrivando dalla Val Varaita e dalla Val Maira con una transumanza in piena regola. La strada è incastrata tra i denti di queste montagne che lasciano poco spazio alla valle e si arrampicano subito altissime tutte intorno, si corre su una strada a metà tra il cielo limpido sopra di noi e il torrente che sembra un filo sottile di luce giù in fondo, ma come facevano Pantani e Savoldelli a scendere da qui a rotta di collo per contendersi una tappa del Giro d’Italia? Noi invece saliamo, chiacchierando con Fortunato che è stato allenatore della nazionale di Sci di fondo, sci-alpinista per passione e allevatore di mestiere ma adesso parla solo come una persona nata qui, che ama e conosce profondamente ogni cosa di cui sono fatte le sue montagne: “Ho preso il mio primo cavallo di Mérens nel 1980, perché le capre mi scartavano tanto fieno: loro mangiano solo la parte migliore, mentre il cavallo mangia tutto quello che rimane. Poi ho aumentato il numero di capi, lasciato perdere le capre e trasferito i cavalli su in alto, al pascolo: i Mérens sono ottimi pascolatori, molto rustici. I puledri il primo anno pascolano male perché non hanno esperienza, mentre a due sono spesso troppo grassi, sanno mangiare ma non hanno ancora la voglia di giocare tra di loro che li caratterizza a tre, quando gli ormoni cominciano a farsi sentire. Ogni giorno controllo i cavalli su al pascolo, li guardo col binocolo e si vede subito se stanno bene: se hanno la testa giù vuol dire che hanno da mangiare, anche d’inverno con la neve loro scavano con lo zoccolo e trovano quello che serve. Quando non ci riescono la femmina più vecchia si mette in cammino e scende tutta la mandria fino a casa, solo una volta sono dovuto andarli a prendere perché le slavine avevano bloccato il sentiero ed erano tornati indietro: ho aperto un passaggio nella neve con la pala, e il giorno dopo erano tutti a casa. Passeranno in stalla tre o quattro giorni l’anno”. Arriviamo all’altopiano della Bandita, dove cavalli e cavalieri si stanno riposando prima dell’ultima, lunga tappa: i prati gialli per la siccità estiva sono profumati di erbe saporite, i cavalli stanno pascolando tranquilli divisi in due gruppi. Sono tutti morelli decisi tranne uno, un puledro bello e vispo ma sauro in modo imbarazzante: ogni centinaio di nuovi nati ne salta fuori uno, ultima testimonianza di quel bretone che nel dopoguerra aveva coperto alcune fattrici Mérens per fare puledri da carne. Ma il piccolo alézan dalla bella lista bianca non sa di essere diverso e fa il bravo Mérens come tutti gli altri, attaccato al fianco della mamma giù per questa strada militare costruita durante il regime fascista per il Vallo Alpino (dopo l’alleanza coi tedeschi i francesi divennero i nemici da cui proteggersi, qui siamo a due passi dal confine) e che segue il tracciato della vecchia mulattiera settecentesca, le cui pietre lucide sbucano ancora in certi tratti tra i ciuffi d’erba. Alcuni cavalieri rimontano in sella, altri una volta tirate su le staffe e tolto il filetto lasciano andare avanti il loro cavallo con le fattrici e i puledri, tutti insieme seguono la cavalla che fa da capobranco ed è condotta sottomano da Michelangelo, barba ispida e sorriso a metà strada tra timido e splendente. I campani delle fattrici sembrano fatti d’argento tanto suonano chiari, i ragazzi corrono a rotta di collo giù per i prati tagliando i tornanti, i cavalli hanno un passo allegro ed una energia che non avremmo davvero mai sospettata. Il sole fa scintillare il mantello color carbone lucido dei Mérens, hanno tutti quelle rotelle disegnate nel pelo che una volta chiamavano marenghi e dicono la prospera salute del cavallo; viene da pensare con tristezza a quelli che passano la loro vita chiusi in un box per 23 ore al giorno, lucidi soltanto di spray al silicone e nevrotici per la vita da reclusi che sono costretti a scontare per colpe non loro.
A sera i cavalli arrivano in paese, i ragazzini più giovani del gruppo sono lì di fianco ai puledri, mischiati al resto del branco come se fossero tutti una cosa sola; si legano i cavalli alle corde tese tra un albero e l’altro, gli stalloni che erano già qui nei box nitriscono per chiamare le cavalle, una fila di Haflinger biondi e spumeggianti come la birra fa da contrappunto al nero profondo ed elegante dei nostri “Prìncipi Neri” – che non c’è mica bisogno di essere tutti uguali per fare i cavalli da montagna. E i nostri hanno dimostrato di essere davvero nel loro ambiente su questi percorsi difficili: robusti e affidabili, calmi e pazienti, piedi più che sicuri e dotatissimi di quella particolare autonomia di giudizio che caratterizza i cavalli cresciuti al pascolo. “E poi – ci dice Marco Morra, Presidente dell’Associazione Allevatori del Cavallo di Mérens e avvocato di Genova che appena può mette la sella al suo morello montanaro e se ne va in giro per sentieri – questi cavalli hanno sempre attorno persone belle”. Ce ne accorgiamo guardando la gente che c’è qui in fiera, indaffarata coi cavalli o di passaggio per salutare gli amici, tutti sempre di corsa o alle prese con qualcosa da fare. Gente senza fronzoli ma con molta sostanza, capaci di difendere le proprie tradizioni e la propria individualità con rocciosa determinazione perché vogliono essere solo loro stessi, e non altri - “I cavalli sono domati, ma gli allevatori no!” dice Fortunato, due fanali azzurri da Giamburrasca spalancati sotto un cespuglio di capelli bianchi ingovernabili quanto lui. Qui l’amore per la propria indipendenza ha radici profonde, ci spiega Francesco Dematteis : “Sotto i marchesi di Saluzzo fino all’arrivo dei Savoia, nel 1601, i valligiani godevano per antichi accordi di una ampia autonomia anche religiosa. Molto più vicini alle città d’oltralpe che a quelle italiane erano in gran parte protestanti, ma c’era una pacifica convivenza tra confessioni diverse sino alle lotte della Controriforma che insanguinarono anche queste valli: coi cavalli siamo passati da Maseliero, dove i protestanti della Valle d’Unerzio tesero un’imboscata ai soldati dei Savoia che stavano arrivando per sterminarli. Fu un vero e proprio macello –masèl nella nostra lingua – e il ricordo di tutto quel sangue è rimasto anche nel nome della borgata”.
Dematteis è stato il primo a portare un Mèrens in Italia nel 1977, caricandolo su un Ford Transit e facendogli passare la frontiera in modo abbastanza avventuroso . Mi racconta la storia di questa valle, di come abbia lasciato Torino tanti anni fa per venire ad abitare proprio qui, di quando vanno nell’Ariége e possono parlare il loro dialetto e capirsi perfettamente con i montanari di là, occitani come loro divisi da tanti chilometri ma uniti dalle stesse radici e dalla stessa vita – e ora, anche dagli stessi cavalli. Gli chiedo come mai abbia organizzato questa transumanza: “Per ripercorrere tracciati che in antico legavano comunità affini e che adesso, a volte, hanno perso l’abitudine di comunicare. Una volta i limiti erano su altre basi, per parlare con qualcuno si facevano volentieri un po’ di ore a piedi, anche se era faticoso”. Guardo ancora i Mèrens che si mangiano tranquilli il loro fieno o si fanno portare nel ring da un paio di ragazzini alti un soldo di cacio, e intanto penso che Marco aveva proprio ragione: questi cavalli sanno scegliere molto bene la gente da tenersi attorno.
Maria Cristina Magri, da Cavallo Magazine nr.252 del 2007
Maria Cristina Magri, da Cavallo Magazine nr.252 del 2007
I cavalli dell’Ariége, detti di Mérens
L’Ariége è un dipartimento dei Pirenei francesi, vicino al confine con la regione spagnola dell’Andorra e dal piccolissimo paese di Mèrens prende nome il cavallo che è da secoli allevato in quelle zone. Il Mèrens è un cavallo di taglia media (non supera di solito il metro e cinquantacinque al garrese), notevole per resistenza e salute, l’ottimo carattere e la spiccata attitudine al lavoro su terreni difficili. Il mantello tipico è il morello zaino, sono tollerate piccole macchie bianche sulla fronte e balzane molto contenute. Preferisce vivere in alta quota, dove sfrutta al meglio i terreni marginali: è un ottimo cavallo da lavoro, si presta per il traino di slitte e tronchi e per il basto. E’ un perfetto cavallo da turismo equestre e al cavaliere riserva non solo tanta resistenza ma anche bei movimenti ampi. In più ha un talento spiccato per gli attacchi, specialità dove dimostra una predisposizione ed una capacità notevoli.
La transumanza:
http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=100985098135798129836.00043af70f4a35c7aa422&ll=44.461231,7.319641&spn=0.835089,1.60675&z=9&om=1
lunedì 31 agosto 2009
Quelli che la capezzina....

...annodata fa tanto prateria, ooooh yeah!
Come al solito siamo pronti ad adottare presunte novità appena ce le pubblicizzano a modino, senza nemmeno sapere che si tratta di roba già vista e semplicemente dimenticata.
Ad esempio, le capezzine annodate che fanno tanto doma dolce ma dolci non sono per niente visto che hanno successo proprio perchè, a tirarci su, un cordino sottile e con nodi duri come il ferro fa ben più male di una capezza normale: ecco qui la progenitrice italica, in un raro e raffinato esempio di provenienza umbra.
La capezza in corda veniva annodata così per contenere e guidare i bovini quando ancora ce n'era la necessità, ad esempio per i buoi da lavoro. Da notare la mordacchia, che si ferma all'interno della narice (le punte sono arrotondate, non è perforato l'osso: operazione che veniva effettuata invece per i tori permettendo di inserire un anello che li rendeva più controllabili ed indispensabile ai tempi in cui la monta era naturale).
Grazie a Brunhilde, autrice della fotografia.
venerdì 28 agosto 2009
Grandi e piccoli

Girettino tra i paddock dei colleghi, mercoledì mattina. Questi tre sono puledri di due anni cresciuti insieme, sembrano un distaccamento del locale asilo infantile: stanno sempre insieme uno addosso all'altro, curiosi, il ciuffo spettinato sugli occhi sono così uguali a un gruppo di bambini di quelli di una volta, silenziosi ma svegli, che mi aspetto sempre di sentirgli dire "Ehi guarda è uno dei grandi!". Quando passiamo di fianco a loro si precipitano addosso ai fili, si pestano i piedi per vedere chi riesce ad avvicinarsi di più e a sbragherare meglio, e Staffino serissimo fa la sua parte di socio anziano, molto pomposo ed educato fa pesare il suo àplomb da gentiluomo comme il faut.
lunedì 24 agosto 2009
Tra virgolette.
"Un uomo è sempre bello abbastanza, se non spaventa il suo cavallo".
Appena mi ricordo di chi è vi inserisco anche l'autore.
Appena mi ricordo di chi è vi inserisco anche l'autore.
sabato 22 agosto 2009
mercoledì 19 agosto 2009
1° Raduno Lenti a Contatto!

Come al solito escono meraviglie dal cappello di quei "matti" che stanno con gli asini: se chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si vede che anche chi va con persone intelligenti come gli asini finisce per avere spesso grandi idee. L'ultima in ordine di tempo nata nel mondo delle orecchie lunghe è il primo raduno "Lenti a contatto" riservato ai veicoli a propulsione muscolare e trazione animale che si terrà il 6 settembre 2009 a Gonzaga, provincia di Mantova, in collaborazione con la Fiera Millenaria: leggete il programma, curiosate nella filosofia della lentezza, lasciatevi prendere dal lusso dell'avere il tempo per osservare le cose. E magari venite a Gonzaga il 6 settembre: sarà bellissimo!
martedì 18 agosto 2009
domenica 9 agosto 2009
La Pirù.

Ieri sera siamo andati a cena da amici che hanno una meraviglia in casa: la Pirù, cagnona corsa a mantello tigrato. Che la conoscevo già ma ieri sera passandoci un po' di ore insieme mi sono proprio innamorata della bestiona: fuori è terribile (quelle orecchie, quegli occhi, quei muscoli e quei denti!...) ma dentro è solida, equilibrata, serena. Se passa qualcuno vicino al suo territorio gli fa sentire che non è cosa pensare di entrare senza permesso (sembra che le tuoni il temporale dentro quando abbaia), la vedi partire al trotto tutta riunita e agile che non ti aspetteresti tanta leggerezza in un monumento del genere ma quando sei stata presentata dai padroni ("Sono amici, Pirù!") diventa una patatona adorabile, così, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Fa anche impressione una bestiona di quaranta muscolosi chili che ti si appoggia alle gambe per farsi fare un grattino, e poi ti guarda con quegli occhi che nonostante il contorno di orecchie tagliate corte (ha otto anni) e fauci da porto d'armi sono assolutamente dolci e amichevoli.
Se non le chiedi niente sta ai margini del gruppetto di persone a fare la guardia (mai stesa di lato, sempre apoggiata sugli anteriori stesi in avanti e solo il sederone girato a sinistra ma ci mette una frazione di secondo a trottare via verso un rumore in arrivo), girata verso l'esterno, ma ogni tanto viene lì, ti guarda e poi ti appoggia una zampona sulla gamba o sul braccio, così, per stare in compagnia. Oppure si infila sotto il tavolo e ogni tanto slurpete, arriva una leccatina sulle dita dei piedi.
La adoro, è solida equilibrata e sensibile.
Tra l'altro il cane Corso non ha niente a che fare con la Corsica, "corso" starebbe per cane da corte (o addirittura dalla coorte romana, vista la discendenza che gli viene attribuita dal canis pugnax romano) e la sua zona di origine è l'Italia meridionale, Puglia in particolare. Somiglia molto ad un mastino napoletano vecchio stile, quando ancora non erano stati rovinati dalla consanguineità troppo stretta.
Se non le chiedi niente sta ai margini del gruppetto di persone a fare la guardia (mai stesa di lato, sempre apoggiata sugli anteriori stesi in avanti e solo il sederone girato a sinistra ma ci mette una frazione di secondo a trottare via verso un rumore in arrivo), girata verso l'esterno, ma ogni tanto viene lì, ti guarda e poi ti appoggia una zampona sulla gamba o sul braccio, così, per stare in compagnia. Oppure si infila sotto il tavolo e ogni tanto slurpete, arriva una leccatina sulle dita dei piedi.
La adoro, è solida equilibrata e sensibile.
Tra l'altro il cane Corso non ha niente a che fare con la Corsica, "corso" starebbe per cane da corte (o addirittura dalla coorte romana, vista la discendenza che gli viene attribuita dal canis pugnax romano) e la sua zona di origine è l'Italia meridionale, Puglia in particolare. Somiglia molto ad un mastino napoletano vecchio stile, quando ancora non erano stati rovinati dalla consanguineità troppo stretta.
giovedì 6 agosto 2009
Dall'Abruzzo con PUTIENZAAAA!
sabato 1 agosto 2009
Fantasia Disney (pagasus,centaures,unicorns) part 1
Ma come mai non li passano più in Tv?....
mercoledì 29 luglio 2009
Furia ( Sigla + tributo ) - 1977
Dai confessate: anche voi stavate appicciati davanti alla TV quando c'era Furia...
martedì 28 luglio 2009
Dettagli.

Ieri lavorino in maneggio tranquillo tranquillo, che il ginocchio (strappata un crociato mentre saltavo la corda, vi rendete conto?) ancora non è a posto. Passo, solo passo, il bestione adesso è ferrato davanti e finalmente va diritto, dietro ancora no shoes visto che sta in paddock con i compagnuzzi, vedremo nei prossimi giorni come procede. Ma intanto passo, passo e passo. Nel maneggio grande, con tutte le fattrici e i puledri curiosi che si affacciano a guardare ma adesso si comporta come si deve, dopo che ha fatto vita da branco è come maturato, non si agita più per cose che una volta lo avrebbero fatto dare in escandescenze (come le fattrici con puledri, appunto). Un po' li guarda, ma basta metterlo in lavoro sulle volte e pensa al suo lavoro senza fare lo sciocchino. Passo, volte, mezze volte, otto e serpentine, passo, ancora passo. Morbido è ancora morbido, ma sopratutto mi piace tanto accorgermi di quanto sia bravo nel seguire col corpaccione la circonferenza della volta, mai controflesso - un pochino giro la mano interna con le dita in su, appena un accenno di apertura della redine esterna, gamba interna appoggiata e sedere che ribadisce il concetto sulla sella e lui tondo, elastico, morbido si adegua e ploffete-ploff, il suo passo così bello mi si allunga sotto e mi porta avanti, avanti, avanti.
Lo so, vi metterete a ridere, sono cose più che banali: ma anche se sono piccolissime e semplicissime a me danno tanta soddisfazione, perchè lui risponde così bene ed è così di buon umore quando lavora. Basta poco per essere felici, no?
domenica 12 luglio 2009
Un Haflinger ti aspetta!
Dove? ma all’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pieve Santo Stefano, provincia di Arezzo presso cui si svolgerà l'Asta Pubblica dei puledri nati nel suo premiatissimo allevamento caratterizzato dall'affisso "di Armena": soggetti con ottime genelogie pronti a diventare i vostri compagni di passeggiate (ma non solo, avete visto Giada di Armena cosa combina...), e a prezzi molto convenienti.
Per ricevere il Bando d'Asta e tutte le informazioni del caso scrivete a:
Un buon cavallo allevato con cura, che non ha subito traumi a causa di addestramenti sbagliati o frettolosi e con un carattere che sembra fatto apposta per accontentarti e darti una mano, anzi uno zoccolo quando serve: un cavallo così è un'amico per tutta la vita.
giovedì 9 luglio 2009
mercoledì 8 luglio 2009
domenica 5 luglio 2009
sabato 4 luglio 2009
domenica 28 giugno 2009
Un amico che non c'è più.

Oggi pomeriggio squilla il cellulare, è Piersante che mi dice "Hai sentito di Gigi?" e io rispondo che no, non ho sentito. "E' caduto da un camion mentre scaricava delle cose, ha battuto la testa all'indietro e non c'è stato niente da fare".
Gigi è Luigi Masotto, uno di quei mantovani che se le cose le trovano pronte bene, sennò le fanno da soli che sono capaci di fare tutto. E lui era davvero capace: di avere una famiglia di quelle solide come una volta, di costruirsi una casa per tenerci dentro questa famiglia e farla felice, di imparare a montare a cavallo già adulto e fare in pochi anni quello che ad altri non riesce in una mezza vita, di migliorarsi e di crescere, di imparare cose nuove e trasmetterle agli altri.
Perchè uno dei talenti più belli di Luigi era quello di riuscire a migliorare gli altri senza quasi che se ne accorgessero, come se capitasse per caso. I suoi consigli non li faceva mai arrivare dall'alto, era sempre come se ti passasse qualcosa che aveva lì per caso senza dargli troppo peso, come se non ne avessi davvero bisogno.
Era una bella persona Gigi ed è andato via troppo, troppo presto.
Una delle ultime cose che ha fatto è stata organizzare una raccolta fondi per finanziare la costruzione di un asilo a L'Aquila, nella zona devastata dal terremoto: e il modo migliore per ricordarlo è costruire qualcosa che serve e farlo bene.
Proprio come piaceva a lui.
Un abbraccio grande a Piera, alla sua mamma e ai genitori di Gigi.
sabato 27 giugno 2009
venerdì 26 giugno 2009
mercoledì 24 giugno 2009
Tutti in sella per L'Aquila.
Riassumo qui l'editoriale del mio Direttore che trovate sul numero in edicola di Cavallo Magazine, e che racconta la trasformazione del consueto raduno nazionale della Fitetrec Ante: il 18 e 19 luglio a Campo Felice-L'Aquila si svolgerà sotto forma di un raduno a carattere benefico e promozionale, la "Festa dello Sport e della solidarietà". Tutto il ricavato sarà devoluto per la realizzazione di un progetto per la promozione dello sport ed il turismo.
Volete partecipare anche voi in sella al vostro amico? sarete i benvenuti: la partecipazione è aperta a tutti i cavalieri, non solamente a quelli iscritti alla Fitetrec Ante.
Per informazioni, telefonate al 393-5257597 o mandate una mail a:
Cavallo Magazine ci sarà, speriamo siano presenti anche tanti iscritti alla Fise o altre associazioni!
martedì 23 giugno 2009
domenica 21 giugno 2009
Tramandare il patrimonio culturale: un caso da paddock..
Stasera sono andata in campagna col Vet - incredibile ma vero è venuto a vedere il bestione, con la scusa che aveva uno sgraffio che faceva infezione sono riuscita a convincerlo. Lo sgraffio è guarito perfettamente ma intanto ci siamo fatti un po' di chiacchiere col Gianca e i ragazzi che sono venuti a fare un giretto, Debora il suo fidanzato ed un amico in giallo. A un certo punto mi raccontano delle prugne: nel paddock dei nostri besti l'ombra è fornita da un ex-frutteto lasciato rinselvatichire, per la precisione prugne. Siccome i cavalli mangiano tutti i rametti bassi le prugne sono tutte in alto, troppo in alto per la maggior parte di loro e allora che succede? che Staffino (il più alto) prende un ramo tra i denti e lo strappona con decisione per far cadere tutte le prugne mature a terra, così riesce a mangiarle anche Acacia (la sua fidanzata, una maremmana) raccogliendole da terra. La cosa buffa è che Staffino lo ha imparato a fare da Bedul, il cavallo più vecchio del gruppo....l'appetito aguzza l'ingegno!
mercoledì 17 giugno 2009
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Copiato da Ippe, troppo carino! What breed of horse are you? Find out!








