
Ieri sera siamo andati a cena da amici che hanno una meraviglia in casa: la Pirù, cagnona corsa a mantello tigrato. Che la conoscevo già ma ieri sera passandoci un po' di ore insieme mi sono proprio innamorata della bestiona: fuori è terribile (quelle orecchie, quegli occhi, quei muscoli e quei denti!...) ma dentro è solida, equilibrata, serena. Se passa qualcuno vicino al suo territorio gli fa sentire che non è cosa pensare di entrare senza permesso (sembra che le tuoni il temporale dentro quando abbaia), la vedi partire al trotto tutta riunita e agile che non ti aspetteresti tanta leggerezza in un monumento del genere ma quando sei stata presentata dai padroni ("Sono amici, Pirù!") diventa una patatona adorabile, così, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Fa anche impressione una bestiona di quaranta muscolosi chili che ti si appoggia alle gambe per farsi fare un grattino, e poi ti guarda con quegli occhi che nonostante il contorno di orecchie tagliate corte (ha otto anni) e fauci da porto d'armi sono assolutamente dolci e amichevoli.
Se non le chiedi niente sta ai margini del gruppetto di persone a fare la guardia (mai stesa di lato, sempre apoggiata sugli anteriori stesi in avanti e solo il sederone girato a sinistra ma ci mette una frazione di secondo a trottare via verso un rumore in arrivo), girata verso l'esterno, ma ogni tanto viene lì, ti guarda e poi ti appoggia una zampona sulla gamba o sul braccio, così, per stare in compagnia. Oppure si infila sotto il tavolo e ogni tanto slurpete, arriva una leccatina sulle dita dei piedi.
La adoro, è solida equilibrata e sensibile.
Tra l'altro il cane Corso non ha niente a che fare con la Corsica, "corso" starebbe per cane da corte (o addirittura dalla coorte romana, vista la discendenza che gli viene attribuita dal canis pugnax romano) e la sua zona di origine è l'Italia meridionale, Puglia in particolare. Somiglia molto ad un mastino napoletano vecchio stile, quando ancora non erano stati rovinati dalla consanguineità troppo stretta.
Se non le chiedi niente sta ai margini del gruppetto di persone a fare la guardia (mai stesa di lato, sempre apoggiata sugli anteriori stesi in avanti e solo il sederone girato a sinistra ma ci mette una frazione di secondo a trottare via verso un rumore in arrivo), girata verso l'esterno, ma ogni tanto viene lì, ti guarda e poi ti appoggia una zampona sulla gamba o sul braccio, così, per stare in compagnia. Oppure si infila sotto il tavolo e ogni tanto slurpete, arriva una leccatina sulle dita dei piedi.
La adoro, è solida equilibrata e sensibile.
Tra l'altro il cane Corso non ha niente a che fare con la Corsica, "corso" starebbe per cane da corte (o addirittura dalla coorte romana, vista la discendenza che gli viene attribuita dal canis pugnax romano) e la sua zona di origine è l'Italia meridionale, Puglia in particolare. Somiglia molto ad un mastino napoletano vecchio stile, quando ancora non erano stati rovinati dalla consanguineità troppo stretta.

2 commenti:
Mi hai fatto ricordare la nostra meravigliosa Bella, che però era un Maremmano Abruzzese. Stessa apparente ruvidità, stesso affetto, stesso coraggio intrepido.
Sono bestiole, è vero, ma quando ci lasciano sanno farci male quanto i bipedi..
I molossoidi hanno dentro molto di più, e molto di diverso da quello che sembra esteriormente: affascinanti persone.
Non sono solo bestiole, no: la settimana scorsa è stata male la nostra gatta, gastrite con complicazioni e cistite fortissima per di più il pargolo era in vacanza dal nonno quindi avevo la responsabilità di decidere se dirgli che stava male o no, non poteva tornare in tempi brevi e non sapevo se farlo preoccupare a distanza o evitargli il pensiero ma rischiare che tornasse a casa e non trovasse la gatta. E' andata a finire che è guarita e tornata perfettamente in forma ma io e il vet abbiamo passato una settimana di angoscia: e oltre a riempirla di tutto quello che poteva servire a guarirla (dagli antibiotici in poi) ho anche messo sulla mensola più in vista della casa la mia mattonella di ceramica con Sant'Antonio Abate e davanti ci ho acceso il suo lumino, con tanto di preghiere per la gatta Muna.
Non mi sono per niente vergognata e anche il vet (non battezzato ma non per questo ateo) ha detto che ho fatto bene ("Io lo tengo in sala operatoria, lo sa anche lui".
Non sono mica solo bestiole, sono compagni fedeli.
La Bella doveva essere un tesoro, comunque: certi cani hanno pudore dei loro sentimenti, dev'essere per quello che diventano ancora più cari.
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