mercoledì 31 dicembre 2008

Ultimo giorno dell'anno!




Chi fa qualcosa a Capodanno lo fa tutto l'anno, quindi io oggi cerco di metterci dentro quello che mi piace: sono andata in campagana col cane, mi sono fermata a chiacchierare di cavalli al maneggio di Jorge Poggi, sono arrivata a casa e ho lavorato un po' al pezzo che devo finire, oggi pomeriggio vado in campagna dal bestio ad augurargli un nuovo anno pieno di tempo da passarci insieme io e lui. Il 2008 per certi versi è stato un anno tribolato ma per altri è stato veramente un buon anno, proprio come mi auguravo che fosse. Buon 2009 a tutti, che sia pieno di quello che desiderate e vi porti serenità e affetti e cose nuove e belle: auguri!

sabato 27 dicembre 2008

Cavallo Magazine


Shiloh Ranch e tutti gli amici di Steinegg su Cavallo Magazine di gennaio 2009, in edicola ora....a proposito, lo sapevate che se un sud-tirolese ha il cordoncino rosso sul cappello è sentimentalmente libero, mentre il cordoncino verde è riservato agli uomini già impegnati? adoro i messaggi in codice!

19.000!


martedì 23 dicembre 2008

venerdì 19 dicembre 2008

La mia anima ha i capelli lunghi...


...ho sempre pensato, e l'altro giorno che ti trovo in rete su uno dei Blog che mi piace seguire? una bella immagine vale più di tante parole (anche se sull'argomento le parole più belle le ha trovate Biro citando Yussuf...ma quella è un'altra foto, un'altra storia....Apassionante).

martedì 16 dicembre 2008

Glossario equestre: mantello.

I peli che ricoprono la pelle del cavallo, il loro colore costituiscono il suo mantello. I mantelli esistenti si dividono in semplici (peli e crini dello stesso colore) e composti (peli e crini di differenti colori); i composti a loro volta si suddividono in composti a due colori separati e composti a colori mischiati.

Mantelli semplici:
Morello
: può essere deciso, maltinto (d’estate specialmente se lasciati al pascolo al sole, i cavalli morelli possono sembrare bai oscuri ma si tratta solo di uno scolorimento dei peli, proprio come i capelli di alcuni diventano biondi al mare) , corvino (lucente).
Sauro – peli dal biondo al rossastro, più o meno scuri (chiaro, dorato, scuro o bruciato etc.) . Se i crini sono più chiari del mantello base si dice sauro lavato, come sono ad esempio gli avelignesi. Il mantello denominato Palomino è un sauro lavato con crini bianchissimi.
Bianco – in pratica soltanto i cavalli albini, in quanto hanno pelle, crini e peli bianchi.

Mantelli composti:
- composti a due colori separati (corpo di un solo colore, crini ed estremità neri);
Baio – mantello marrone, dal rossastro al quasi nero in tutte le tonalità ma con crini ed estremità neri.
Isabella – mantello giallastro più o meno chiaro con crini ed estremità neri, non raramente associato a zebrature degli arti specialmente nelle razze più rustiche e pure (pony fjord, ad esempio). Questo mantello si chiama così in onore di una Isabella, Duchessa d’Austria, che fece voto di non cambiarsi la camicia sino a che il marito non fosse tornato dall’assedio di Ostenda: cosa che si verificò soltanto dopo due anni. La camicia da immacolata che era diventò, appunto, giallastra con estremità decisamente più scure. Tanto eroismo, valeva bene una dedica!
Sorcino – mantello grigio topo, estremità e criniera nere;
- composti a colori mischiati tra loro:
Grigio – peli bianchi e neri mischiati in vario modo tra loro (pomellato, storno, grigio ferro testa di moro, etc.), ed in proporzioni variabili. Con l’età del cavallo i peli bianchi generalmente aumentano fino a farlo sembrare bianco. Un cavallo destinato a diventare grigio nasce solamente se lo è anche almeno uno dei due genitori, ed il suo mantello alla nascita non è grigio ma sauro, o baio, o morello. Il grigio non era considerato un mantello da Federico Tesio (il più grande allevatore di cavalli, purosangue e non) perché non si comporta come tale ma piuttosto come una malattia, innocua per il cavallo ma comunque come un precoce senilità del mantello.
Ubero – peli gialli e bianchi mischiati, in vario modo (fior di pesco, falbo, millefiori, etc.)
Roano – peli mischiati bianchi, neri o rossi (e può essere secondo la prevalenza di questi chiaro, carico o vinoso).

Infine, ci sono i mantelli pezzati: tutta le varietà descritte sopra, con in più pezzature bianche, derivate da zone più o meno vaste di pelle de-pigmentata sulla quale crescono peli bianchi; le razze Paint e Pintos possono avere due tipi di pezzature differenti, chiamate overo e tobiano a seconda delle proporzioni e della distribuzione del colore. Si raggiunge il massimo della fantasia sui cavalli leopard, generalmente Argentini o Appaloosa ma anche Norici e Knabstrup, che hanno macchie scure su pezzature bianche che insistono su mantelli bai o morelli, randomize.

Se il mantello è privo di “bianco” (balzane più o meno calzate, pezzature, stelle o liste) si dice zaino, cioè uniforme. Da notare che queste macchie bianche sono, come le pezzature, zone de-pigmentate di pelle rosa sulla quale nascono soltanto peli bianchi (dalle balzane in corona, anche l’unghia nasce chiara). Questi segni caratteristici nascono col puledro e non possono cambiare, mai, durante tutta la sua vita. Non bisogna confonderle con le macchia bianche di origine traumatica che tanti cavalli hanno sotto la sella, sul naso, agli arti od in ogni parte del corpo sottoposta a sfregamenti, compressioni e traumi vari.
Se sono presenti macchie tondeggianti di tono più scuro o più chiaro rispetto al colore di base, si dice che il mantello è pomellato.
Se presenta pochi peli bianchi sparsi in modo non uniforme, si dice rabicanato.

Al mantello e al numero di balzane dei cavalli sono legati, presso tutti i popoli, proverbi e modi di dire più o meno realistici anche se già nella metà del milleseicento il Santapaulina, Cavallerizzo e Responsabile delle Scuderie del Granduca di Toscana, tacciava come vecchie e sciocche dicerie queste attribuzioni di qualità o difetti in base a mantello e segni caratteristici, fermo restando che “ i cavalli con grandi macchie bianche sono più linfatici degli altri, e maggiormente soggetti a malattie della pelle sulle estremità bianche…quindi si spiega perché abbiano avuto una cattiva stampa” (da Tesio, “Il purosangue animale da esperimento”, op. cit.). Ma il fatto che i balzani da tre siano considerato cavalli da Re, ancora oggi li fa preferire come monta per i porta-stendardi dei reparti di cavalleria; il sauro è considerato dagli arabi come il più probabile vincitore in resistenza sulle lunghe distanze, e i cavalli pezzati nel XIX secolo erano considerati poco eleganti e chiassosi, poco adatti alle vere signore.
Ma un proverbio sempre valido al proposito esiste: se il cavallo è buono e bello, non guardar razza o mantello.

Nota: Una parte dei deliziosi e cerebralmente tonificanti scritti di Tesio verte proprio sulle leggi che regolano l’ereditarietà dei mantelli e le sue teorie sulle balzane, teorie (come quella dell’occupazione, basata sulla teorica primitiva esistenza di una razza albina incrociata in seguito con un altra di tipo baio e sauro e che lascerebbe segno di sé appunto in balzane e pezzature) considerate di solito con sufficienza per via di certi aspetti piuttosto empirici.
Eppure queste teorie sono confermate da una piccola mandria di asini sulle colline reggiane: presso l’allevamento Ortalli, ci sono alcuni piccoli somarelli grigi dell’Amiata. Incrociatisi con i bianchi dell’Asinara (albini puri) pure presenti nella stessa tenuta, sono nati asinelli pezzati bianchi e grigi. Questi inediti somari paint sono la conferma vivente delle teorie di Tesio, il raffinatissimo ed intelligente creatore degli elegantissimi Nearco e Tenerani, e del mitico, imbattibile Ribot.

lunedì 15 dicembre 2008


Angelo Fortunato Formiggini, ancora...e sempre!





Palii, stocchi e speroni

Da "Lo Scaffale dei Classici" di Cavallo Magazine:

I Palii erano spettacolo comune in moltissime città italiane, nei secoli passati, ed esistevano precisi regolamenti resi noti tramite bandi pubblici. Uno di questi che abbiamo ritrovato elenca fin nei più minuti particolari quel che s’aveva da fare per i Palii (più d’uno durante l’anno, quindi) nella città di Modena, nel 1677: i cavalli dovevano essere approvati da una apposita commissione di Deputati, e accuratamente descritti nei registri per segni di mantello, marche, nastri e penne onde risultare perfettamente riconoscibili. Orpelli, sonagli e specchi erano proibiti, perché potevano spaventare gli altri concorrenti pregiudicandone la performance in modo irregolare; la puntualità era d’obbligo o si era esclusi dal Corso, che terminava nel punto preciso dove era esposto il Palio. Uno degli doveri imprescindibili per il proprietario del cavallo vincitore era quello di pagare le mance dovute ai donzelli della città, al torreggiano ed ai trombettieri, nonché alla persona che gli avrebbe portato il Palio a casa. Questo non era l’unico premio previsto: al secondo andava uno stocco (corto spadino affilatissimo), e all’ultimo arrivato…un bel paio di speroni!
Capitoli da osservarsi nel far correre i Palii, Città di Modena -1677.

martedì 9 dicembre 2008

Vi siete persi Fieracavalli?...





...allora prendete Cavallo Magazine di dicembre: è in edicola adesso e vi racconta tutto quello che non avete visto - e anche tanto altro, come sempre.

lunedì 8 dicembre 2008

Poche chiacchiere, tanti cavalli.


Da "Lo Scaffale dei Classici" di Cavallo Magazine:
Negli anni trenta dello scorso secolo in Italia tutto quello che si poteva fare per esaltare le produzioni nazionali veniva messo in opera, e di solito in modo molto scenografico. In quel clima generale di compiaciuta ed autarchica rusticità quindi, il più nobile prodotto degli italici pascoli aveva diritto ad essere onorato come si deve: tra le tante celebrazioni del primo decennale fascista, una venne dedicata alla Rassegna Ippica. Cavalli asini muli, c’erano tutti i migliori, i più belli. Erano gli ultimi giorni del mondo dei cavalli, erano gli ultimi anni di pace. Ma ancora non si sapeva, tutto sembrava felice, il sole cantava su mantelli e finimenti, e in questa bella raccolta di immagini possiamo ancora guardare negli occhi tutti i protagonisti: le ultime fattrici derivate orientali dell’antica razza del Piave, avelignesi leggeri e sottili, tutti pettinati secondo la stessa moda con le code e le criniere bionde rese frisée dalle treccine sottilissime disfatte la sera prima, lipizzani solenni, asini bioccolosi e tutti stretti uno all’altro come scolaretti timidi alla prima gita scolastica, murgesi per la prima volta chiamati murgesi ma quasi uguali a quelli di oggi (appena qualche stellina in fronte qua e là), gli orientali siciliani, i trottatori dell’Emilia, i purosangue delle più titolate scuderie, non manca nessuno. E di fianco ci sono i loro uomini, proprio quelli che li han fatti e stanno così bene vicini, sembrano costruiti delle stesse esperienze. La cosa divertente è notare il progressivo crescere in eleganza degli abiti degli uomini, man mano che si va verso il Sud: gli altoatesini hanno gli scarponi robusti dei montanari e i cappellacci di feltro, gli emiliani blusotti di rigatino e fazzoletto al collo, i toscani già sono più composti e formali stretti nelle giacche da buttero, i pugliesi lindi nelle uniformi del Deposito Stalloni ma assolutamente nessuno raggiunge lo chic dei catanesi: compresi gli asini stalloni di proprietà del Deposito, elegantissimi, montati a sella in una speciale ripresa. Tutti in appiombi, tutti seri e corretti e con le orecchie sull’attenti, uno spettacolo di finezza resa impagabile dai protagonisti che guardano in camera con tranquillissima sfacciataggine e sembrano dire “Au, ma picchì mi stai taliannu?”. Oltre alle tante belle fotografie ci sono anche le tavole illustrate di Scaccia Scarafoni, perfette nel descrivere il tipo ideale di ogni razza.
"Rassegna ippica del decennale" - Ministero dell’agricoltura e foreste, Stab. Salomone (sic!) - Roma 1934

sabato 6 dicembre 2008

Cartoline da ...ieri!


Cercando in giro per il web immagini adatte ai miei post polverosi ho trovato questo sito dedicato ad una fantastica collezione di cartoline d'epoca, quella di Alfonso e Giovanni Persico.

Dedicate un po' di tempo ad una raccolta magnifica, e generosamente archiviata sul Web.

18.000...grazie!


venerdì 5 dicembre 2008

Tempo di elezioni....


...e non solo per la Fise, ma anche per la Fipav: il nostro Vet è candidato come consigliere, in bocca al lupo! chissà che un eventuale risultato positivo non riesca a farlo passare come merito dei quattro ferri di cavallo tornati recentemente at home?...

mercoledì 3 dicembre 2008

Ci vorrebbe un Santo in Paradiso...


...ma forse ce lo abbiamo già! per la precisione:
Sant'Eligio è il protettore di veterinari, maniscalchi e palafrenieri (e il suo miracolo raccontato in questo affresco della Val Brembana spiega benissimo perchè);
San'Antonio Abate è il protettore degli animali;
San Giorgio quello dei cavalieri;
S. Armagilo, S. Agapito di Preneste e S. Brizio proteggono dalle coliche;
San Vito dalle punture di insetti;
San Pirmino protegge le guarigioni del bestiame e Sant'Egidio è da invocare in caso di paure, spaventi e attacchi di panico.

martedì 2 dicembre 2008

Stamattina...


...a colazione, guardando la micia che mangiava i suoi croccantini dopo aver aspettato come solito che fossimo lì nei paraggi anche noi: "Ma', secondo te è la gatta che è il nostro animale da compagnia o siamo noi ad essere i suoi?"

lunedì 1 dicembre 2008

Sant'Ansano


Passeggiata!


Visto che sono a casa, visto che il maneggio è impraticabile, visto che ho fatto tutte le cose a modino in casa mi sono regalata una passeggiata col cane di mio suocero, Niki: è un adorabile setter con molta voglia di camminare e se riesco a portarlo fuori spesso sarà contenta anche la mia bilancia.
Staffino è MOLTO più educato al guinzagl...ehm , alla longhina volevo dire!

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