martedì 19 aprile 2011

Cronache del paddock

E' incredibile: domenica vado dal bestio, avvilita e sconfortata all'idea di provare a trovare il modo di ripulirlo (l'ultima volta si era rotolato in una pozzanghera d'acqua con tutto il fango secco addosso, un trauma) e cosa scopro? che si era praticamente pulito da solo. Vabbè non proprio pulito, diciamo che è evaso dall'impanatura di argilla cementificata: col caldo il pelo invernale si è staccato assieme al fango, e a me è rimasta solo la polvere.
E lui è sempre il tatone più meraviglioso che c'è - la cosa migliore è che ci capiamo al volo, senza nemmeno bisogno di parlare: è questa la cosa veramente magica, quella che ti lega così tanto a un esserone vivente tanto impegnativo.

I Carabinieri di Villa Reale.

In questo numero ci sono anche loro, i Carabinieri a cavallo di Villa Reale....buona lettura!

testo di Maria Cristina Magri, foto di Gino Perin
Arrivi al parco di Monza e ti sembra che qualcuno abbia spinto lontano, fin sui bordi di questo pezzo dolce e ondulato di Brianza tutto il traffico, il cemento e la confusione della città: siamo nel cuore del parco cintato da mura più grande d'Europa, è una mattina frizzante di quasi inverno e i prati sono ancora coperti dalla brina. Il profilo di Villa Reale chiude l'orizzonte ma non siamo venuti per ammirare il panorama: siamo qui per i carabinieri che pattugliano ogni giorno questi 732 ettari di verde pubblico e che costituiscono il più piccolo Nucleo di Carabinieri a cavallo di tutto il territorio nazionale.
Il Posto Fisso di Villa Reale è ospitato all'interno di Cascina Cernuschi, costruita nel 1874: ci accoglie il capitano Luigi D'Ambrosio, comandante della Compagnia di Monza dalla quale dipende direttamente il Nucleo di Villa Reale. Sarà lui a scortarci in questa visita, mentre i suoi uomini preparano i cavalli ci fermiamo per le prime chiacchiere in una delle sale della cascina. E' una bella sala di rappresentanza ma alle pareti sono anche esposti, in ordine perfetto, selle e finimenti di gala del reparto; il profumo del cuoio ben curato ci fa sentire quasi a casa e approfittiamo di questo momento di calma per fare qualche domanda. 
 «La particolarità di questo Posto Fisso» ci spiega il capitano D'Ambrosio «è di essere l'unico in Italia non inserito all'interno di un Nucleo Radio-Mobile come sezione montata. Per il pattugliamento di questo particolare territorio il cavallo è ovviamente molto più adatto di qualsiasi altro mezzo; il parco è attraversato da una sola strada, accessibile anche ai non residenti in precise fasce orarie e non sarebbe possibile percorrerlo per intero altrimenti». Qual'è il compito delle pattuglie? «Garantire la pubblica sicurezza: all'interno di questa area molto vasta ci sono anche un autodromo, un maneggio, un golf-club e il grande numero di visitatori che lo affolla, specialmente durante le belle giornate e i fine settimana rende indispensabili i consueti servizi d'istituto. Ci occupiamo del servizio antidroga, delle denunce di molestatori, della ricerca di persone scomparse: poco tempo fa abbiamo partecipato ad una operazione che ha disarticolato una banda composta da una trentina di spacciatori extra-comunitari – all'esterno del parco i colleghi con le automobili, all'interno le pattuglie a cavallo li hanno inseguiti e bloccati».
Ma a questo punto è ora di farci presentare i destrieri con le stellette: ci stanno aspettando sul retro della cascina, dove si trova la scuderia coi loro box. Sono cinque, due grigi e tre sauri - composti, seri, impeccabili e pronti per l'ispezione più severa, come da tradizione dell'Arma: e con loro i carabinieri che li montano in servizio, agli ordini del maresciallo Stefano Lazzerini che è comandante del Posto Fisso a Cavallo. Non c'è niente come una mattinata d'inverno per rallegrare i cavalli e vederli scalpitare alla prospettiva di una bella trottata, ma i carabinieri non si smentiscono nemmeno questa volta: fermi in arcione e col guanto di velluto contengono senza darlo a vedere il fuoco di scuderia che si ritrovano sotto la sella. Li seguiamo per una bella passeggiata verso Villa Reale, continuando a chiacchierare col capitano D'Ambrosio: «I nostri carabinieri a cavallo sono impiegati anche per garantire la sicurezza in occasione di alcune visite di Stato (ad esempio per il Primo Ministro russo Putin, quando nell'aprile scorso è stato ospite del nostro Presidente del Consiglio a Villa Gernetto) e svolgono servizi di rappresentanza all'interno del Comando Legione Carabinieri Lombardia». Come si diventa carabinieri a cavallo? «Periodicamente vengono indette delle interpellanze per sopperire alla necessità dei reparti montati e gli aspiranti vengono individuati in due modi: o si è già abilitati come cavalieri civili quando si entra nell'Arma (l'arruolamento avviene sempre e solo tramite bando di concorso) e si viene poi esaminati da una apposita commissione, oppure si viene avviati alla specializzazione una volta arruolati, dopo un test attitudinale. Se si ha questo sogno, ci sono ottime probabilità di riuscita». Lasciamo perdere i sogni (chi scrive per voi ne aveva uno ricorrente nell'infanzia: partecipava ad un carosello dei carabinieri a cavallo in sella a un grigio, una meraviglia...peccato che anche nel sogno al posto della divisa vestisse un pigiama a righe blu e azzurre) e torniamo ai cavalli in carne e ossa, oramai rientrati da questa uscita al gran completo. Di solito sono due le pattuglie che si alternano nella giornata per coprire tutto l'orario di apertura al pubblico del Parco. «Ognuna è composta da due binomi» ci spiega il maresciallo Lazzerini «e i cavalli vengono scelti per risultare ammantellati (quindi entrambi grigi o sauri, nel nostro caso) e con una altezza al garrese che permetta di formare una pattuglia omogenea: la fiamma dei berretti dei carabinieri deve risultare più o meno allo stesso livello». Dove prendete i vostri cavalli? «Arrivano tutti già addestrati direttamente dal IV Reggimento a Cavallo di Roma, che ha sede a Tor di Quinto: noi li abbiniamo ad uno dei nostri uomini per formare il miglior binomio possibile. 
La particolarità dei carabinieri a cavallo è che ognuno di noi si occupa del proprio dalla A alla Z: non esiste personale di scuderia, il carabiniere governa il proprio cavallo tutti i giorni. Le prime due ore di ogni turno sono dedicate alla lettiera, alla pulizia e al movimento da terra: poi si sella e si fa pattuglia per tre ore in inverno e quattro d'estate». Sarà anche per questo che il legame tra questi cavalieri e i loro cavalli è così evidente, e che quello che rimettono nel box non è semplicemente un utile animale ma il loro compagno di tutti i giorni. «Perché quello che fa i nostri cavalli cavalli così bravi» ci dice l'appuntato Roberto Inzani «non è solo scuola, ma sopratutto lavoro. Siamo sempre fuori, in mezzo alle macchine, alla gente e ai rumori; conosciamo il loro carattere, le loro reazioni e questo è molto importante ai fini del servizio». Il tempo è volato, è ormai ora di lasciare Cascina Cernuschi e i carabinieri a cavallo. L'ultima domanda che facciamo al capitano D'Ambrosio è la meno equestre di tutte, ma ci scappa ugualmente: c'è qualcosa che voi carabinieri vorreste chiedere, o far sapere?«Che per noi è importante la collaborazione dei cittadini, che non si stanchino mai di segnalarci pericoli, reati, violazioni: basta chiamare il 112».
Aiutiamoli ad aiutarci, quindi: e non soltanto all'interno del bellissimo Parco di Monza.

A cavallo nel parco
L'ingresso è aperto a tutti i cavalieri, basta lasciare il trailer al parcheggio di una delle tre entrate e rispettare il regolamento che al punto 29 recita:
«...per poter svolgere attività ippiche quali ad esempio passeggiate a cavallo, percorsi di campagna, ecc. nel Parco di Monza è necessario essere muniti di permesso personale che verrà rilasciato dall'Amministrazione del Parco dietro richiesta degli interessati e che dovrà essere esibito a richiesta degli agenti di sorveglianza. Tale permesso indicherà anche i percorsi stabiliti e le norme che regolano l'attività ippica...non è consentito lasciare cavalli incustoditi e/o al pascolo all'interno del Parco».
In più il solito buon senso che deve sempre accompagnare ogni cavaliere: non causare disagi o pericoli alle altre persone, rispettare l'ambiente e il proprio cavallo. All'interno dei Giardini Reali, ulteriormente delimitati, il transito è invece consentito solo ai pedoni e alle pattuglie montate dei carabinieri.

Il benessere dei cavalli: a volte basta davvero poco.
Usi obbedir tacendo (...e tacendo morir, per completezza, da un poema di Costantino Nigra ) era il motto dei carabinieri sino al 1933, poi sostituito per concessione di Vittorio Emanuele III con il meno funereo “Nei secoli fedele”. Ma proprio perché fedeli i carabinieri continuano a non parlare, e chiedono ancora meno: eppure a noi sembra che con un semplicissimo tondino dovrebbero lavorare in condizioni meno pericolose, per sé e per i cavalli. A Cascina Cernuschi infatti manca proprio il più banale degli elementi necessari alla vita di un cavallo in lavoro e, anche in questa giornata d'inverno, i carabinieri di Villa Reale sono costretti muovere i cavalli alla corda sul terreno sassoso di un prato gelato qualunque. Chissà, magari quest'anno  nell'uovo di Pasqua troveranno un pò di sabbia e qualche palo di castagno, a Cascina Cernuschi? I cavalli ne sarebbero sicuramente felici.

Carabina: quattro generazioni di fedeltà.
Trombetta, una cagnolina trovatella, è stata la prima mascotte ufficiale della Fanfara del IV Reggimento a cavallo di Roma ed è la bisnonna di Carabina, che svolge le stesse funzioni al Posto a Cavallo di Cascina Cernusco. Figlia di Panzer (da Tamburino e Briciola) e Clara, Carabina indossa con molta serietà la sua gualdrappa gallonata ma, forse a causa dei rigori invernali, preferisce starsene accucciata al caldo che seguire i cavalli nel parco. Sta comunque crescendo un aiuto-mascotte, Pennacchio, che non è figlio né nipote d'arte ma crediamo saprà farsi onore: ancora non si è guadagnato le stellette, ma in quanto a conquistare carezze non lo batte nessuno.

La Villa Reale
Costruita dal Piermarini su incarico di Maria Teresa d'Austria nel 1777, nel 1805 passò a Eugenio di Beauharnais, viceré del nuovo Regno d'Italia per tornare in mano austriaca nel 1815, dopo la caduta di Napoleone. Nel 1859 diventò patrimonio di Casa Savoia, che la utilizzò regolarmente fino al giorno dell'assassinio di Umberto I, avvenuto proprio a Monza nel 1900: il figlio Vittorio Emanuele III non la volle più utilizzare, trasferì gli arredi altrove e nel 1919 ne fece dono in parte al Demanio, e in parte all'Opera Nazionale Combattenti. I comuni di Monza e di Milano acquisirono sia il Parco che la Villa nel 1935 e ne detengono tutt'ora la proprietà.

Le nostra scorta di oggi:
1° pattuglia: maresciallo Lazzerini Stefano su F.Bielle (Anglo-Arabo, grigio, 1997) e carabiniere scelto Buscemi Giuseppe su Vildur (Sella Italiano, grigio, 1990).
Note caratteristiche - F.Bielle e Vildur sono gli specialisti delle cerimonie dove è richiesto di stare molto tempo fermi e immobili, in attenti sugli appiombi: non c'è niente che li distragga, eccellenti per la rappresentanza.
2° pattuglia: appuntato scelto Inzani Roberto su I.Lady dell'Ornel (Sella Francese, saura, 1999) e appuntato Menna Luca su Guado Rosso (Razza Governativa di Persano, sauro, 1989).
Note caratteristiche – I.lady dell'Ornel è una cavalla molto forte, sia dal punto di vista fisico che del carattere. Guado Rosso è molto insanguato e porta in modo strepitoso i suoi 21 anni.
Di rinforzo: carabiniere Friguellini Francesco su DamigellaA (Sella Italiana, saura, 1995). DamigellaA è vivace e piena di verve, come gli altri due sauri è molto brava nelle sfilate dove c'è da camminare.

martedì 12 aprile 2011

Roma Cavalli 2011.

Quelli dei TPR...

Facce da Haflinger: Ofelia, principessa di Roma

Sul sito ANACRHAI troverete anche altre foto della Best in Show di Roma Cavalli 2011, ma a me piace questa: è una cavallina dolce, dallo sguardo così gentile e quella capezzina tricolore stava davvero bene alla sua testolina fine. Va bene, non è un commento tecnico serioso, ma è quello che mi viene!

D'Abruzzo: e mica solo Montepulciano.

Facce da Haflinger: "Cosa dici, andrà bene?"

Mario Rocco e i "suoi" TPR belli!

Dal sito dell'Associazione Allevatori del Cavallo Agricolo da Tiro Pesante rapido, uno specialissimo resoconto di Mario Rocco su RomaCavalli 2011....imperdibile se volete conoscere meglio questi cavalli e la gente che li accompagna.


Facce da Haflinger: Roma Cavalli 2011, seconda.

Il tenero Wildbach: non solo bellissimo con quella criniera da Rapunzel, ma anche dotato di andature eccezionali. Il suo movimento di anteriori è spettacolare!

Facce da Haflinger: Roma Cavalli 2011

Post più popolari

Powered By Blogger