martedì 24 maggio 2011

Ma dove vai se il sellaio non ce l'hai?



foto di Carlo Valentini
Si andrebbe poco lontano: cura, manutenzione e riparazione del materiale di selleria sono fondamentali per conservarlo in buona condizione e permetterne un uso sicuro e prolungato nel tempo, con evidenti risparmi economici. E non solo: perché la sicurezza di cavalieri e attacchi è legata, indissolubilmente, anche all’affidabilità dei finimenti utilizzati per dirigere e controllare i cavalli. Tutto importante all’ennesima potenza anche in ambito militare, ovviamente, fino ai tempi della seconda guerra mondiale: per questo nel museo del Centro Militare Veterinario di Grosseto ci sono così tante attrezzature che ricordano il lavoro di questa figura fondamentale. Dalle cardatrici per ripristinare la morbidezza dell’imbottitura di selle e sellini sino alla morsa da gamba, passando per deschetti, macchine da cucire speciali e confezioni di saponi, grassi ed olii – c’è tutto quello che serve ancora oggi a curare selle e finimenti, e conservare loro anche quel profumo così speciale che si lega a tutti i nostri ricordi «in sella». La pulizia ordinaria di sella e finimenti era affidata al cavaliere o, nel caso degli ufficiali, ai loro attendenti ma per ogni evenienza straordinaria erano pronti in ogni squadrone il sellaio e i suoi aiutanti, in grado di riparare o costruire ex-novo quanto fosse necessario sul momento. E noi, cavalieri civili del terzo millennio, come siamo messi a sellai? Malissimo. Trovarne uno in grado di riparare un montante scucito è un colpo di fortuna, pretendere poi interventi più importanti è quasi impossibile senza spostamenti di chilometri alla ricerca di qualcuno che non si limiti a vendere capezze e stivali, ma sia ancora in grado di aggiustare qualcosa.
Ma è un po’ colpa nostra: il consumismo è arrivato in scuderia già da un bel pezzo, preferiamo buttare una cosa rotta o un po’ vecchiotta invece di farla riparare o sforzarci di conservarla con più cura.
Ecco, ci vorrebbe più cura: un atteggiamento mentale di conservazione, non di semplice sostituzione. Sapone inglese e olio di gomito, il tempo di pulire le cose come si deve e lasciarle asciugare all’ombra e quando occorre passare il grasso o l’olio per impermeabilizzare il cuoio e mantenerlo morbido. Così intanto si controllano lo stato di cuciture e imbottitura, e l’usura di riscontri e staffili. Una questione di atteggiamento mentale: conservare in efficienza, usare con cura ed attenzione. E funziona anche per il cavallo, tra l’altro, non solo per sella e testiera…

martedì 3 maggio 2011

Ospiti dalla Svizzera

Continua ad aumentare l'interesse per gli Haflinger nel resto d'Europa: quest'anno oltre ad una giudice francese, la signora Dominique Hauswirth che presenzia da molti anni ai principali Concorsi di selezione del Libro genealogico italiano per osservare e prendere le sue note in parallelo agli ispettori ufficiali, era presente a Merano anche una delegazione di tecnici svizzeri. 
Il Libro Genealogico italiano, infatti, da quest’anno ha concordato con i colleghi elvetici un progetto di assistenza che prevede l’addestramento dei loro tecnici di morfologia su modello italiano ed il supporto da parte dell’Associazione Nazionale Italiana alla consorella per la messa a punto del sistema di valutazioni genetiche, materia in cui il Libro italiano vanta un’esperienza ormai ventennale. Accompagnati dal dottor Alessandro Botte, Ispettore del L.g. italiano , hanno effettuato proprio a Merano il primo stage di addestramento sul campo. Un altro aspetto che dimostra quanto la realtà del Haflinger italiano sia guardata con interesse  e apprezzata all’estero.

lunedì 2 maggio 2011

La Campionessa delle 30 mesi a Merano 2011

L'iscrizione al Libro Genealogico delle puledre di 30 mesi è da sempre uno degli appuntamenti tradizionalmente imperdibili della stagione per i cultori della razza Haflinger. Non per niente si svolge a Merano, nel cuore del Sud Tirolo, e da ogni dettaglio traspare l'importanza che ha questo fatidico rito di passaggio: il Centro Ippico è tirato a lucido e stipato di appassionati in paziente attesa di conoscere la vincitrice tra le 180 puledre nate a Bolzano e dintorni che si presentano quest'anno all'esame degli Ispettori di Razza. 
Fiori e belle ragazze in dirndl sono dappertutto, ma le criniere candide delle giovani fattrici rubano gli occhi e il sole di primavera sembra arrivato apposta per far brillare i mantelli dorati delle aspiranti al titolo. Eppure non basterà il fascino per vincere: morfologia impeccabile, lavoro di preparazione attento per la prova nel triangolo condotte a mano non sono più sufficienti, ed ognuna di loro quest'anno è stata valutata anche nel movimento in libertà. L'indirizzo di selezione del moderno Haflinger richiede buone andature ed era un passaggio obbligato valutarle in tutti i soggetti. Un super-lavoro per gli Ispettori, ma anche l'unico modo per dare la giusta importanza ad una qualità così fondamentale per le future madri della razza - e in definitiva una soddisfazione in più per tutti gli allevatori. Perché nonostante la nuova prova le puledre giudicate di classe IB (quindi con almeno un molto buono nei giudizi, di cui nessuno inferiore a buono) sono state ben 34: un vero successo, il riconoscimento ufficiale del progetto di selezione pianificato dall'Associazione e messo in pratica dagli allevatori. E anche un duro lavoro per Helmut Breitenberger, l'Ispettore di Razza cui è stato dato l'incarico di scegliere la migliore tra tutte e che è risultata essere Olivia, da Amsterdam e e Debby. 
Ottima tipicità, modello molto elegante e fine, belle andature e qualche cosa di chic nel modo di muoversi, nella grazia dell'incollatura che colpisce a prima vista – e non per niente il suo proprietario ed allevatore è Norbert Rier, cantante famoso da queste parti per la dolcezza della sua voce: il minimo che poteva capitargli era di produrre una puledra così armoniosa. Riserva di Olivia è risultata Oktavia, da Antinor e Rugiada, allevata da Albert Aufderklamm di Lana e affidata dal proprietario, Karl von Pfeil, alle mani giovani ma sicure di Katia Muller: Oktavia si è dimostrata una degna avversaria per la sua Campionessa e le ha dato filo da torcere sino all'ultimo, guadagnandosi il Molto Buono nella valutazione per tipicità, armonia, arti e appiombi e trotto. Premiazioni, coccarde, felicità e strette di mano sono state il culmine di queste tre giornate di lavoro, poi la tensione si allenta e arriva quella mezza tristezza che accompagna sempre la fine di una bella manifestazione: perché anche senza capire una parola di tedesco, i cavalli li interpretiamo tutti allo stesso modo e sono proprio loro a fare da traduttori, senza bisogno di molte chiacchiere. 
Ci portiamo via l'immagine di un signore silenzioso nel suo panciotto di velluto nero ricamato a piccoli fiori colorati, così proprio e corretto in quell'abito di festa con le larghe bretelle verdi, la cravatta di seta azzurra ricamata e due fiori di geranio allegri come ragazzini infilati nel cordone del cappello nero: sta calmando la sua bella puledra, le accarezza la testa e la prende bonariamente in giro con quella voce che si dà ai cavalli per rassicurarli. E' una specie di “Oh-oh...” basso, ripetuto sottovoce e che mi ha riportato di colpo a tanti anni fa: ero piccola e mio nonno mi aveva accompagnata da qualche parte a vedere un cavallo che era un po' troppo vivace e ricordo che dava la stessa, identica voce a quel cavallino per calmarlo così che potessi accarezzarlo. Mio nonno non conosceva il tedesco, sono abbastanza sicura che nemmeno il signore gentile coi gerani sul cappello pratichi molto l'italiano: ma per un cavallo hanno parlato tutti e due nello stesso, identico modo.

Miss Haflinger Merano 2011



Olivia BZ25269, da Amsterdam e Debby; proprietario e allevatore il signor Norbert Rier di Castelrotto (BZ).

domenica 1 maggio 2011

Miss merano 2011...

...è Olivia, di Rier Norbert, figlia di Amsterdam. Prestissimo tutti i dettagli e le altre fotografie. Qui Olivia (a destra) e la sua riserva, Oktavia di Karl von Pfeil (da Antinor).

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