domenica 20 febbraio 2011

Quiz cuneese...

...indovinate chi è stata ad ispirarmi il titolo dell'articolo?


Nella foto di Marco Morra
Joc de Val Mairo e Silvia Giordano

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Val Maira e la trupèl Mérens, e non avete mai osato chiedere.

Foto di Marco Morra


Il Mérens
Originario dell’Ariège, prende il nome da un piccolo comune di questo dipartimento francese ai confini con l’Andorra, sui Pirenei. Rustico, frugale e molto resistente il Mérens è ancora simile ai cavalli raffigurati nelle pitture rupestri preistoriche di Niaux, in Francia e Cesare nel De Bello Gallico scrive di aver avuto difficoltà a passare per quella zona a causa dei montanari che la abitavano, montati su piccoli cavallini neri. Ha una altezza media sui 150 cm. al garrese, mantello morello zaino, tanta pazienza e docilità. In Valle Maira c'è una forte concentrazione di allevatori del cavallo di Mérens, che si adatta benissimo a questo ambiente del tutto simile a quello originario della razza. 
L'Associazione Allevatori Cavallo di Mérens è nata nel 1984, conta una cinquantina di soci in tutta Italia e circa 500 cavalli iscritti al libro genealogico di razza: il presidente è Marco Morra (tel. 010/8396593), vice presidente Fortunato Bonelli e presidente onorario Francesco Dematteis (tel.0175/979927) . Dal 2010 il Mérens è riconosciuto tra le razze equine a limitata diffusione in Italia.
Davide Bianco
Alto, magrissimo, e scatenato alle redini lunghe: è la modestia fatta persona, sempre a caccia di maestri ma capisci che è uno da cui puoi imparare proprio per le domande che si pone continuamente, acute e curiose. Nonostante l'aria da ragazzo è già un allevatore storico, ex presidente dell'Associazione Allevatori e uno dei migliori addestratori di Mèrens, specializzato negli attacchi.


Supporto logistico: Roberto Arnaudo, cell.347/6692892
Guida montata e informazioni: Davide Bianco, Roccabruna, cell. 335/8114160.
Veterinario: dottor Ivo Taricco, cell.349/5388595
Maniscalco: Giorgio Varengo, 335/6836153

Punti di appoggio per i cavalli:
Scuderia “Re delle Montagne” di Sandro e Ivano Belliardo, cell. Centro di Monta e circolo ippico a Roccabruna, in borgata Rinaudo, cell.340/6353148
Scuderia “Lorian” di Egidio Tallone, a Villar San Costanzo, 349/6376953, box e paddock.
Fortunato Bonelli, a Prazzo, tel.0171/99184, box e paddock.

Et voilà: i Mérens!

Dal numero 291 di cavallo Magazine, febbraio 2011


 Nel servizio le fotografie erano di Gino Perin, la foto a fianco  è per gentile concessione di Marco Morra.

Ci sono posti dove si ha voglia di tornare non solo per il paesaggio o le bellezze artistiche, ma anche per la gente che li tiene vivi. La Valle Maira è uno di questi: montagne severe, persone pulite e cavalli di Mèrens – una combinazione irresistibile anche a parecchi gradi sotto zero. L'idea era quella di raccontare un bel trekking in montagna, ma le temperature polari del dicembre appena trascorso non sembravano lasciare molte speranze. 
Eppure quando ne parliamo con Davide Bianco lui dice, serafico: «Che problema c'è? Venite su che al resto pensiamo noi!». Così partiamo tranquilli verso i Percorsi Occitani della Val Maira e i Principi Neri venuti dai Pirenei, perchè Davide e gli altri amici che ci accompagneranno in questa avventura sono tutti allevatori o proprietari di Mérens: ci guideranno per i sentieri della loro valle, mentre noi impareremo ad amare i loro formidabili cavallini neri. Il briefing lo facciamo venerdì sera, prima di cena: Fortunato Bonelli (vice-presidente dell'Associazione Allevatori Cavallo di Mérens) è seduto a capotavola, si fa il punto sui dettagli organizzativi. L'ora di partenza, la situazione delle strade, le alternative in caso la troppa neve ci costringa a cambiare programma, i risultati dell'ultima perlustrazione sul terreno e anche il tipo di abbigliamento che indosseremo in passeggiata – non viene trascurato nulla che possa influire sulla sicurezza o la buona riuscita dell'escursione: solo dopo possiamo rilassarci e capire finalmente a cosa serve la bagna cauda, piatto orgogliosamente piemontese. Gli ingredienti sono semplici, pezzetti di verdura freschissima da insaporire in un bagnetto caldo di acciughe, aglio, burro e olio ma quello più importante è la compagnia degli amici; è un piatto conviviale fatto per stare insieme, parlare con calma di cose belle e bere vino buono. Ovviamente si parla di Mérens: dei puledri che imparano a scendere dall'alpeggio con la mamma quando c'è la neve ed è finita l'erba, e allora per forza che nessun passaggio su pietre o ghiaccio per loro sarà mai un problema. O di quella volta che a causa delle valanghe le fattrici non potevano tornare a valle e si era portato su il fieno in malga con l'elicottero, o dello stallone di Fortunato scappato dal recinto vicino al paese con due fattrici che stava portando su in alpeggio attraverso i boschi , dove sapeva benissimo che c'erano tutte le altre femmine: storie di cavalli che vivono da cavalli, e di gente che regala loro la possibilità di continuare a esserlo. Ma non si farà troppo tardi: domattina dobbiamo essere pronti abbastanza presto per andare su, a Villar d'Acceglio. 
Che i Mérens siano quelli giusti per una passeggiata invernale lo capiamo subito: noi stiamo battendo i denti per via della temperatura a 15° sotto zero mentre loro scendono dal van beati come pargoletti in gita - il pelo lunghissimo, morbido e folto li protegge alla perfezione, e hanno un'aria talmente allegra con quegli occhi brillanti e frangiati di ciglia lunghissime che ci passa anche il freddo...o almeno siamo convinti che valga la pena congelarsi un paio di falangi pur di montarli e farci portare su in cima a quella punta, dove c'è una chiesetta scaldata dal sole. 
La salita è ripida, ma il «mio» Felix abbassa l'incollatura e ingrana la ridotta: sceglie con cura dove mettere i piedi, non ha esitazioni nemmeno quando si tratta di appoggiarli su muretti di sasso mezzo rovinati e coperti di ghiaccio. Semplicemente avvicina il naso al problema, osserva la faccenda per un attimo e poi decide qual'è il punto migliore dove traversare – magari in discesa ripidissima, magari tocca di saltare in salita facendo la battuta in un metro di neve ma in tutta la giornata non avrà mai una esitazione, un'ombra di pensiero scomodo o un comportamento meno che generoso. Con un compagno così il nostro piccolo trekking d'inverno è puro divertimento: montagne mozzafiato, aria frizzante, neve perfetta e un gruppo di amazzoni e cavalieri affiatato e compatto. Ci fanno sentire davvero dei loro, sorvolano con delicatezza su certe abitudini da amazzone «di allevamento» e pensare a tutte le difficoltà che hanno risolto per regalarci questa uscita mi fa sentire assurdamente sollevata – il mondo non può essere poi così brutto, se dentro ci sono ancora persone del genere. 
Passiamo per borgate quasi deserte, una bella galoppata sulla neve candida e intatta del crinale di una collinetta ci scalda come si deve e poi scendiamo verso valle, che il sole si nasconde in fretta dietro la montagna e dopo farà davvero troppo freddo. Facciamo piede a terra per riposare i cavalli e alla prima lastra di ghiaccio che incontriamo sulla strada finisco lunga distesa davanti agli anteriori di Felix, che evidentemente si aspettava qualcosa del genere ed è solo leggermente stupito. Mi annusa con educazione mentre lo osservo così, dal basso in alto: vorrei dirgli che io non ho le puntine al vidiam sotto i piedi, ma temo che lo troverebbe puerile e decido che è meglio fare finta di niente. Arriviamo al punto di partenza della tappa e carichiamo i cavalli sui trailer, perfettamente asciutti dopo il lungo tratto di passo: nel pomeriggio ci aspetta un'altra passeggiata a Prazzo Superiore, vicini al Campo Scuola di Sci di Fondo e domani una bella escursione tra i boschi croccanti di foglie da Villar San Costanzo alla Riserva Naturale dei Ciciu del Villar. 
Sarà un'altra giornata serena - niente neve, poco ghiaccio e un bel sentiero in costa, altre ore da incorniciare e tenersi lì, in mezzo alle giornate perfette. Cose che succedono solo in certi posti di montagna dove i boschi sembrano quelli delle favole, davanti alle chiese c'è sempre un portico per i pellegrini e per compagno di avventure puoi avere un Principe Nero: un Mérens di velluto, che quando lo conosci non vorresti lasciarlo più.
Maria Cristina Magri

domenica 6 febbraio 2011

Dove corrono i cavalli: concorso fotografico!

Il Circolo degli Artisti di Modena ha dato il via ad un concorso fotografico dedicato a chi ama i cavalli: saranno loro gli attori principali delle opere ammesse, chi volesse partecipare trova qui tutte le informazioni utili., adesioni entro il 20 marzo 2011.
Su, cosa aspettate? poi faremo una bella serata tutta dedicata alle chiacchiere di cavalli, usando le fotografie esposte per attaccare il discorso!










Macina e Troiano, murgesi meravigliosi.

Modena e Risorgimento

Ieri sera fatto conferenzina al Circolo degli Artisti di Modena su Ciro Menotti, la sua filanda e corso Canalgrande: mi sono sentita bene, c'era tanta gente e mi sembra siano usciti tutti soddisfatti dalla sala. 
Vi giro qui una delle immagini che ho usato per la presentazione di supporto alle mie chiacchiere, è una allegoria di Modena risorgimentale e faccio a voi la stessa domanda che ho fatto agli amici di ieri sera: ma secondo voi cosa  rappresenta?!? 
L'originale di questo disegno è conservato al Museo del Risorgimento di Modena.
Da notare che il Museo del Risorgimento di Modena (di proprietà comunale) è inagibile da decenni, e anche quest'anno rimarrà chiuso (per festeggiamenti, immagino).
N.B.: Il 3 febbraio 1931 Ciro Menotti è stato catturato dai dragoni del Duca Francesco IV,che lo fece impiccare tre mesi dopo.


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