Quest'anno siamo a Modena, niente Siena, niente amici in contrada, niente Palio: a volte capita, figurarsi, per noi è già un bel regalo poterci capitare ogni tanto quindi meglio fare l'abitudine a questi digiuni. Ma abbiamo avuto almeno i due giorni per la festa titolare e ce li teniamo stretti: abbiamo accompagnato la nostra comparsa a rendere omaggio ai defunti - i tamburi rullavano, il paggio portava i fiori, gli alfieri giravano le bandiere e appena loro han finito tutti i contradaioli si fanno il segno della croce, proprio come avessero appena terminato una preghiera. E' stato bello perchè per la prima volta siamo veramente tornati, ritroviamo tanti amici ed è bello sentirsi chiamare per nome e riconoscere da persone che abbiamo visto solo qui, per pochi giorni. Ora loro sono lì nel Bruco, noi siamo lontani. Ma torneremo presto, e loro saranno sempre lì.
Intanto in Piazza sfila il corteo: le chiarine cantano la marcia del Palio, solo un mese fa proprio loro che adesso sono monturati sul Carroccio l'avevano suonata in via del Comune per farmela registrare col cellulare, che almeno mi portassi via un ricordo da Siena. Ma anche Siena si porta qualche cosa di emiliano nel cuore, anche se in tanti non se lo ricordano: avete presente l'affresco che raffrigura Guidoriccio da Fogliano, comandante delle milizie senesi attorno al 1320? era un capitano di ventura reggiano, emiliano come noi: un po' di Siena qua, un po' di Emilia là. Bruco, Bruco, Bruco. Uno dei cavalli dei Carabinieri s'è fatto male durante la carica prima del corteo: auguri cavallo carabiniere.

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