giovedì 27 marzo 2008

Un innamorato respinto


Dallo Scaffale dei Classici di Cavallo Magazine!

All’epoca della pubblicazione dei suoi articoli sulla Rivista di Cavalleria, il maggiore veterinario Lupinacci era un cinquantenne prossimo alla fine della sua carriera nell’Esercito. Una così lunga esperienza in mezzo al mondo di cavalieri, proprietari, maniscalchi, allevatori, palafrenieri ed altri personaggi più o meno bene intenzionati aveva raffreddato bruscamente quelli che erano stati gli entusiasmi giovanili di un medico veterinario votato alla missione del benessere animale, e rese amare le sue riflessioni su animali e persone. Ma nonostante il tono pessimistico, i suoi racconti a cuore aperto sono preziosissimi per la quantità di aneddoti e notizie che ci tramandano e che sarebbero andati persi altrimenti, di solito trascurati da altri scrittori più sobri e formali; notevoli anche lo studio e la ricerca che traspaiono dalle sue pagine, e qualche piccolo errore di attribuzione non macchia comunque l’ammirevole grado di cura che aveva avuto nello sviscerare ogni più piccolo aspetto di quell’essere misterioso, amato e disprezzato allo stesso tempo che era per lui il cavallo. Perché stranamente l’aspetto più accattivante dei suoi scritti è proprio questo: dalla sua amarezza, dalle sue critiche, dalle sue deduzioni filosofiche spesso sbagliate per ignoranza delle più elementari nozioni di etologia, dalle sue filippiche ironiche tese a sfatare l’aura di nobiltà e coraggio che circondava il cavallo risalta ai nostri occhi l’atteggiamento deluso della persona ferita nel suo orgoglio da chi amava, invece, profondamente. Insomma, il nostro Lupinacci si comporta esattamente come chi è andato clamorosamente per le terre a più riprese, e non essendo in grado di montare a cavallo decentemente finisce per ritenere l’incolpevole animale stupido e pauroso. Probabilmente se il maggiore veterinario fosse stato un cavaliere più dotato, il tono dei suoi per altro utilissimi scritti sarebbe stato molto diverso.
Attraverso il mondo ippico del Magg. Francesco Lupinacci – Casa Editrice Italiana, Roma 1905

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