lunedì 29 settembre 2008

Tutto il mondo è paese


Sotto lo pseudonimo “Blunt Spurs” (Speroni spuntati) si nascondeva Wilfred Blunt, che era invece tagliente, ironico e terribilmente acuto nel suo raccontare il mondo londinese di metà ottocento che gravitava attorno al cavallo di puro sangue inglese o, per meglio dire, il thoroughbred. E diventa divertente notare quanto i tic, le manie, i difetti, le debolezze degli uomini che vivono vicini ai cavalli (allevatori, proprietari, commercianti, acquirenti) siano sempre gli stessi di oggi, indipendenti quindi da qualsiasi latitudine o riferimento temporale. In questo piccolo libro sono pubblicate insieme tre lettere e qualche appunto sparso usciti separatamente sotto forma di pamphlet, molto conosciuti e attesi dal pubblico che attendeva con ansia di poter leggere ancora le punzecchiature eleganti di Blunt Spurs, il giustiziere di Piccadilly. E vale la pena sforzarsi di tradurre il loro inglese un po’ datato e gergale, perché è come trovarsi improvvisamente ritratti in un quadro d’epoca che non si conosceva: e si riescono così a prendere le distanze da noi stessi e ridere un po’ di quei personaggi lontani che però ci somigliano così tanto. Il commerciante che spergiura essere il cavallo “dritto come una freccia……e se per caso non lo fosse questo prova che è un purosangue, perché i purosangue – si sa - hanno tutti gli anteriori uno diverso dall’altro…” potrebbe essere tranquillamente preso di peso e trasportato nel ventunesimo secolo, e nessuno si accorgerebbe di nulla. Molto interessante anche perché rileva le trasformazioni morfologiche del tipo purosangue nel secolo diciannovesimo.



Three letters on the Horse, Master and Donkey di Blunt SpursLondon 1883, W.Ridgeway, seconda edizione.


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