Chiacchiere in maneggio con una signora che conosco da anni, incontrata per caso durante uno dei miei giri qua e là: cavaliera di buon livello, mamma affettuosa di una ragazzina adorabile che da quando era alta come uno stivale non sogna altro che di montare a cavallo, ancora me la ricordo quando cadeva giù da un cavallo troppo grande per lei e rimontava senza fare un plissé e con l'espressione tosta di una che non si farà certo smontare da un sogno per via di una sgroppata d'allegria. La ragazzina è cresciuta ed è diventata una ragazzona, il vecchio pony non serve più e si è già fatta una serie di cavalli esperti, quest'ultimo compreso: un cavallo olandese pagato 60.000 euro, chiaramente già zoppo stronco, acquistato dal cavalierone-commerciante di fiducia "Perchè se non vince qualche volta che soddisfazione può avere?".
Ecco io una frase così' non me la aspettavo, non da quella mamma: perchè per quella ragazzina era una soddisfazione anche soltanto il suo pony, era ed è veramente una appassionata pura. Lei avrebbe preso volentieri un puledro da tirarsi su, ma la mamma la vuole vedere vincere e allora lascia perdere il cavallo giovane, e via con il solito giro. Perchè "se non vince non ha soddisfazione", e lei che è sua madre ed era una che montava ma si è dimenticata che la soddisfazione è anche soltanto montare a cavallo, del tutto indipendentemente dal risultato?
Mio figlio nuota sei giorni alla settimana, fa una fatica da bestia e se gli va molto ma molto bene arriva quinto, sesto alle gare ed è contento e felice e motivato a continuare gli allenamenti se si migliora, se fa un po' meglio del suo tempo. Altro che vincere e perchè non dovrebbe essere così anche per chi monta a cavallo? che già da solo è un regalo, un premio, una gioia.
No, "Deve vincere sennò che soddisfazione c'è?" e allora compra il supercavallone, mammina cara, che così la pargoletta vince.
Se questa è la base dell'equitazione siamo veramente messi molto male, ma molto male: e non è certo il caso peggiore che si può trovare.
Vi verrebbe da dire "Almeno tuo figlio nuota, lì non ci sono questi problemi..." e invece no perchè la sua Federazione s'è venduta al prezzo di un costumone, e adesso anche chi passa la vita a clorarsi in piscina ha l'arma del ricco a disposizione, il supercostumone che se ce l'hai galleggi e se non ce l'hai ciccia. Ma dico io, come si fa ad essere così cretini da trovare il modo di inquinare anche uno sport che era fortunatamente così oggettivo e matematico e preciso - tu contro gli altri e basta e vince chi va più veloce. No, adesso c'è qualcosa che ti può aiutare ad essere più veloce di chi non ha i soldi per comprarsi il costumone.
Si potrebbero dare "all'ippica" anche questi genii del nuoto gommato, adesso che ci penso: dovrebbero capirsi piuttosto bene.

2 commenti:
Quando lo sport è un gioco va tutto ok, quando diventa competizione iniziano i problemi!
Ma non sempre, ed è così desolante vedere che nemmeno questa persona si è salvata dal lerciume imperante: ha esperienza di cavalli e di gare, in teoria dovrebbe saperle quali sono le cose giuste....ma non ha resistito alla chimera della "realizzazione conto terzi". Perchè non sta facendo nient'altro che appiccicare alla figlia quello che era il suo sogno. E questa ragazzina pensa che è più felice quando gioca col pony vecchio nel paddock, quando è lì con lui non andrebbe mai a montare l'altro.
E' una cosa triste.
Posta un commento