venerdì 29 gennaio 2010

Equitando...Fernando!

















Un amico, il colonnello Fernando Susini, ha scritto un bell'articolo sul Forum di Equitando: il titolo è I cavalli e il "buonismo". E' molto facile fare gli animalisti-sentimentalisti sulla carta e per proclami, ma in pratica?...buona lettura.

Avete mai visto un maiale domestico? La mia amica Sandra ne ha uno, assieme a quattro cavalli, quattro cani, un iguana, ecc. E’ un incrocio con il cinghiale, è intelligente e quando dal cancello entrate in giardino vi corre incontro e si butta in terra, sulla schiena, per farsi grattare la pancia (è pulitissimo e dorme su una brandina). E gli agnellini, li avete visti? E le mucche, con i loro grandi occhi dolci e le grandi tette? E le caprette, i vitelli… e i cavalli!?

Facciamo come con cani e gatti, vietiamone la macellazione, tanto chiunque abbia un cavallo quando deve comprarne un altro può benissimo mantenerne due, poi tre, poi quattro…e se non se lo può permettere? Si fa come coi cani, che si portano al canile dove vivono beati, mantenuti dalla collettività: io compro un cavallo e gli atri pagheranno per mantenerlo fino alla morte.

Quando ero ragazzo, esistevano gli accalappiacani. A Gorizia girava una vecchia carretta militare austriaca, adattata a gabbia, tirata da un cavallino grigio, che si recava dove era segnalato un randagio; lo si catturava e veniva portato al Canile Municipale. Passato un certo periodo senza che nessuno lo adottasse, veniva abbattuto. Il canile era sempre quasi vuoto, e i cani quindi trattati civilmente. Ora, invece, siamo diventati buoni e civilissimi, e perciò le povere bestie vengono costrette a vivere sino a che morte non sopravvenga in condizioni orribili, malati, sofferenti, affamati, coi corpi piagati, per la gioia dei talebani dell’animalismo; e magari costoro condividono con me l’idea del diritto degli esseri umani all’eutanasia, a non essere costretti a vivere, o vegetare, nel dolore.

Io, che sono cattivo, vorrei una fine rapida e indolore anche per gli animali. Non credo neanche alla beatitudine dei cavalli ricoverati in strutture pubbliche o private “per anziani”: entro un anno dall’abbandono ho visto morire Barin e Sharif nel freddo dell’inverno; l’enorme, vecchio Uorah,appena è riuscito a scappare è venuto giù dalla montagna per tornare al suo Circolo Ippico, dove è arrivato coi Carabinieri che, avvertiti che c’era un cavallo che galoppava sulla statale, non riuscendo a catturarlo lo hanno scortato fino a casa. In questo caso il finale è stato quello delle favole, perché i proprietari, persone di cuore e, per fortuna, dotati anche di possibilità economiche, lo hanno mantenuto sino alla fine in un box al “suo” Circolo. Certo, alla Scuola Militare di Equitazione esiste (credo che ci sia ancora)il Padiglione “Vecchie Glorie”, ma credono i talebani e le anime buone che tutti i cavalli si possano mantenere così? E dei vecchi umani che vivono tra cartoni e fogli di plastica nelle stazioni ferroviarie che ne facciamo?

Fa male al cuore, al contrario, vedere in un altro piccolo, triste circolo, vedere un vecchio frisone trascinarsi faticosamente, pieno di dolori che le due proprietarie tentano di alleviare spendendo cifre che consentirebbero loro di far mangiare meglio altri quattro magri cavalli.

Veniamo ora al consumo per alimentazione umana: io ho sempre il massimo rispetto per chi non la pensa come me, ma in questo caso è difficile non classificare certe proposte come sciocche e ipocrite. I cavalli non si possono macellare per l’alimentazione umana, però sara’ consentito importare, vendere e consumare carne equina proveniente dall’estero! Probabilmente succederà che, come già avviene in altri Paesi, i nostri cavalli verranno venduti all’estero per alimentazione umana o bocconcini in scatola per cani e gatti.

La mia impressione è che chi ha formulato questa proposta sappia poco del mondo dei cavalli. Se essi venissero importati o allevati solo come animali di affezione, da non macellare, solo pochi fortunati potrebbero permettersi di acquistare un cavallo, mentre adesso l’equitazione sta diventando sempre più uno sport popolare, in quanto la maggior parte dei cavalli (non quelli destinati ai concorsi) vengono scelti tra quelli importati per carne. Mantenere un cavallo in un Circolo di medio livello per un mese spesso costa quanto, o meno, di un fine settimana in montagna a sciare: dai 250 ai 300 Euro. Vogliamo, forse, farlo tornare ad essere uno sport per privilegiati? A questo punto riesumiamo lo slogan con il quale il Sergente ucraino ex zarista ( diventato poi Generale e Maresciallo dell’Armata Rossa) Budjonny aveva reclutato la famosa “Armata a Cavallo” di 20.000 cavalieri da contrapporre ai Cosacchi: “” PROLETARI, A CAVALLO!””. Io tifo per i Cosacchi, ma il vecchio Budjonny è un mio mito, anche perché sotto la sua guida è stata creata l’omonima, splendida razza equina.

Ho vissuto per due anni In India e Pakistan, dove ho potuto vedere il risultato del divieto religioso di consumare carne di cavallo, dovuto in origine, alla necessità di conservare i cavalli per la guerra: per questo Maometto non mangiava carne di cavallo; ma neanche maiale anche se questo per motivi igienici, nel deserto di Arabia e senza frigorifero.

Nella Cristianità, quando un cavallo era troppo vecchio per lavorare, veniva venduto per carne, e con quei soldi il carrettiere o il contadino ne poteva acquistare un altro giovane, aggiungendo una somma ragionevole. Nei suddetti Paesi è terribile vedere cavalli vecchi, sofferenti, zoppi, tirare la carretta sino a morire tra le stanghe perché il padrone non ha i soldi per acquistarne un altro.

Chissà come sarebbero contenti , questi cavalli, di sapere di essere equiparati agli animali di affezione!

Non vorrei che poi, per essere politicamente corretti, il secondo passo fosse vietare il maiale (succede già in certe mense scolastiche), poi le vacche (sacre); i piccioni vietati lo sono già, coi noti danni all’ambiente delle città .

2 commenti:

sfrisolo ha detto...

Urca... mi sembra ben argomentato. Condivido che piuttosto che far soffrire inutilmente gli animali o spendere cifre assurde per curarli dalla vecchiaia sarebbe meglio abbatterli.
Comunque a me la carne di cavallo non piace.

Maria Cristina Magri ha detto...

Ovviamente nemmeno a me: ma è un tema che va affrontato davvero guardando in faccia i cavalli, e purtoppo in molti lo trattano "a secco", in via del tutto teorico-filosofica. Fernandoo è una persona di buon senso e grande esperienza, senza estremismi di nessun tipo.

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