Anche tra i cavalli ci sono storie tutte lucide di fama e gloria nate per essere raccontate sotto i riflettori, e tante discipline equestri si prestano ad una sorta di esaltazione mondana dei loro protagonisti equini e non. Tante, ma non tutte: del Pentathlon, ad esempio, si sente parlare quasi soltanto in occasione delle Olimpiadi - eppure anche lì ci sono cavalli. Disciplina dura, faticosa e complessa si presta poco a far sfilare in passerella i suoi atleti travestendoli da star del gossip ma nasconde sotto il suo aspetto ruvido molte belle storie, e una di queste è quella di Guelfo: che ha fatto vincere un oro alle Olimpiadi di Atene e di mestiere fa il cavallo della Forestale.
Guelfo del Belagaio è nato nel 1997 da Buttero di S. Carlo e Quercia, . Nel 2001 (come tutti i puledri di buona famiglia) ha partecipato a Performance Test dell’Unire, PNA e concorsi nazionali di tipo “A” per poi essere arruolato nel Corpo Forestale dello Stato e inserito nel “Progetto Zanzur” che ha portato i cavalli per il Pentathlon ad Atene ; sorteggiato dall’ungherese Zsuzsanna Voros le ha regalato un percorso con soltanto 76 punti di penalità permettendole così di vincere la medaglia d’oro. Andiamo a trovare Guelfo a Roma dove si trova per motivi di servizio, visto che fa parte del lotto di cavalli selezionati per partecipare all’ultima prova della World Cup di Pentathlon Moderno 2007: la curiosità solletica, come sarà questo olimpionico da medaglie d’oro? Arriviamo al padiglione Piacentini del C.P.O. di Montelibretti, i preparativi per il Jumping test fervono ma ci infiliamo quatti quatti nell’ombra della lunga scuderia e sbirciamo i nomi sui box, questo no questo no questo no e poi eccolo, questo sì! è lui, ed è uno spettacolo di cavallo: un bel baio con una incollatura elegante, petto largo e gambe solide, una testa gentile e due occhi tranquilli, sereni, da persona che sa di comportarsi bene.
L’Appuntato Scelto Stefano Mattei (Preparatore Responsabile dei cavalli federali qui a Roma) sottolinea proprio questo aspetto del suo carattere: Guelfo è un cavallo onesto, garbato, mai una cattiveria, un morso o un capriccio qualsiasi. Sul salto magari non ha un gesto ineccepibile (forse porta un anteriore più alto dell’altro, forse tende un po’ ad appoggiare di lato e a non saltare proprio al centro dell’ostacolo) ma è sempre corretto, facile, rispettoso, pieno di buona volontà e soprattutto non si spaventa o impressiona mai di niente e può succedere di tutto che lui non fa un plissé e rimane agli ordini; una bella sicurezza per gli atleti del Pentathlon che non sanno mai il cavallo che monteranno e hanno solamente cinque salti di prova in venti minuti di tempo per mettersi insieme a quello che è stato loro assegnato per sorteggio. Ma chi si trova Guelfo sotto la sella può contare su di lui perchè a questo baio che sa di Maremma luccica ancora, nascosto in fondo agli occhi, un oro silenzioso.
Il Pentathlon Moderno
Disciplina tra le prime delle moderne Olimpiadi è una rivisitazione di De Coubertin del pentathlon classico di epoca greca, che declinò in chiave (ai suoi tempi) moderna le abilità necessarie al soldato ideale. In continua evoluzione per adattarsi man mano alle esigenze di visibilità e realizzazione, le prove che gli atleti del Pentathlon affrontano in una giornata di finale sono nell’ordine:
Tiro con la pistola ad aria compressa calibro 4.5, bersaglio a 10 mt., venti colpi in successione, ogni colpo quaranta secondi di tempo per sparare. Il poligono di tiro sembra una chiesa durante la prova tanto è il silenzio e la concentrazione degli atleti che portano i loro colpi seguendo ognuno un rito personale, rarefatto ed essenziale.
Scherma L'arma è la spada: vince chi mette a segno la prima stoccata ed ogni schermidore incontra tutti gli altri in un torneo all’italiana. Qui gli atleti sono trasformati, quasi irriconoscibili rispetto alla prova precedente per l’irruenza e la grinta con cui cercano di chiudere lo scontro.
Nuoto 200 mt. stile libero, i tempi medi non sono così lontani dagli specialisti della tecnica.
Equitazione prova di salto: 12 ostacoli con gabbia e doppia gabbia all’altezza massima di un metro e venti, cavallo assegnato a sorteggio: per portare a termine il percorso in modo utile ai pentatleti servono quindi non soltanto dosi notevoli di coraggio e cuore ma anche la capacità di adattarsi ad ogni tipo di cavallo – capacità che sarebbe molto utile sviluppassero anche i cavalieri “normali”.
Corsa, 3000 metri: gli atleti partono scaglionati in successione a seconda del punteggio totalizzato sino a quel momento, in modo che l’arrivo sia esattamente la classifica finale: chi arriva primo al traguardo è il vincitore assoluto di tutte e cinque le prove.
Il Jumping test non è una prova degli atleti ma una “vetrina” per far conoscere a loro ed ai tecnici che li seguono i cavalli che l’organizzazione dell’evento ha messo a disposizione: tra questi vengono scelti quelli giudicati più idonei dai tecnici delegati , in modo da presentare un lotto di soggetti omogenei che non penalizzino troppo un cavaliere rispetto ad un altro. Durante il Jumping test i cavalli vengono montati dal personale dell’Ente organizzatore sul percorso di gara che verrà utilizzato dagli atleti e questi ultimi possono assistere alla prova assieme al loro coach. Tra i pentatleti presenti qui a Montelibretti per il Jumping test si nota facilmente (anche per via dell’altezza, un rispettabile metro e novantadue) Nicola Benedetti, modenese ventiduenne proveniente dall’Avia Pervia Pentathlon Modenaed ora in forza al Centro Sportivo Esercito. Specialista della corsa ha cominciato a montare solo verso i diciassette anni: “I cavalli? Preferisco non guardarli sul percorso per non farmi impressionare da eventuali scarti o rifiuti: mi fido del mio istruttore, ascolto quello che mi spiega e faccio quello che mi dice”. Fossero tutti così, gli allievi: coraggiosi, agli ordini e senza grilli per il capo…che sia il caso di promuovere la pratica del Pentathlon a scopo propedeutico per l’equitazione? Per la cronaca, il 26 giugno Nicola è arrivato sesto assoluto e primo tra gli italiani nella finale della World Cup di Roma 2007.
Per saperne di più:
Maria Cristina Magri
p.s. le foto del servizio, pubblicato su Cavallo Magazine, le ha fatte PaoloBiroldi. Da notare che il regolamento del Pentathlon moderno è cambiato nel frattempo: tiro con la pistola e scherma si combinano in una unica prova alternandosi l'una con l'altr aed aumentando così la spettacolarità delel prove (e la difficoltà per gli atleti!).

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