venerdì 28 dicembre 2007

Benazir


Qualche anno fa ero rimasta un po' stupita dal fatto che la Bhutto, in piena campagna elettorale, avesse deciso a tavolino la data del parto cesareo del suo primo figlio per non intralciare le scadenze politiche. Pensavo fosse una mostruosità piegare alle esigenze lavorative anche le venute al mondo dei figli, mi pareva una cosa assurda.
Non avevo capito niente.
Questa donna era veramente una donna coraggiosa, piena di forza, disposta a ben altro che un parto programmato pur di aiutare il suo paese nel modo che le era possibile; sapeva di avere più forza di altri e non ha avuto paura ad usarla nonostante sapesse benissimo di essere a rischio, continuamente.
Come si fa a sorridere salutando una folla di gente tra cui sai benissimo si può nascondere il tuo assassino? dove lo trovava questo coraggio?
Poi da noi quelli che vogliono far vedere di essere importanti girano infarciti tra quindici body guard che sembrano le caricature dei gorilla di Witney Huston, incrocio tra un giocatore di rugby e il buttafuori di una discoteca di provincia....donnicciole, anche se portano la cravatta.
Benazir sì che era un leader, anche col rossetto e il velo in testa: chapeau, Incomparabile.

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