
17 gennaio, S.Antonio Abate
Oggi sono stata a San Pancrazio per conoscere Gaspare: è un asino di razza non identificata con tanto di zebratura alle gambe, un metro scarso al garrese e due orecchie formidabili, più espressive di un intero dizionario. Gli ho portato brusca, striglia e nettapiedi oltre ad un sacco di verdura e ad una capezza con longhina, nuove fiammanti e color azzurro cielo. Lui è dentro il suo recinto, ha una capannina in legno e il terreno attorno è uniformemente pestacchiato dai suoi zoccoletti coscienziosi e precisi: fosse stato il recinto di un cavallo alcune zone apparirebbero più frequentate ed altre praticamente ignorate, mi viene da pensare che evidentemente gli asini siano più curiosi ed osservatori dei loro cugini a orecchia breve. Mentre appoggio borsa e buste sul dondolo lì vicino, Gaspare mi saluta con un rauco accenno di raglio, le orecchie sono piene di entusiasmo per le mie sportine e sta chiaramente pensando “Carina, un’altra delle sante donne che mi deliziano l’appetito coi loro manicaretti”. Mi sa che il ragazzo sia un po’ viziato, ma l’accoglienza è molto cordiale. Mentre la gattina grigia di frate Romano mi si attorciglia in mezzo ai piedi raggiungo il cancello del recinto, e Gaspare punta deciso col naso verso il gancio che lo tiene chiuso; sembra felice di ricevere visite, mi annusa le mani mentre armeggio con l’apertura e quando entro nel suo regno non si sposta di un pelo, ha lo sguardo deciso, diretto e sereno. E’ incuriosito, mi osserva dal sotto in su ma non si sente per niente basso - al limite un po’ meno alto. Quando armeggio con la capezza per regolarla non si sposta, si limita a inquadrarla e pensa “Oh-oh, questa qui sembra voglia fare qualcosa di nuovo: bene, vediamo un po’ cosa è capace di fare la ragazza”. Mi metto di fianco a lui ma non gli piace, china la testa allora si farà a rovescio: occhi negli occhi, siamo di fronte, allungo la capezza verso di lui...e ci ficca il naso dentro. Gliela passo dietro le orecchie (nota per i fabbricanti di capezze: per gli asini meglio l'apertura col moschettone sul montante della nuca.....le orecchie sono veramente lunghe da piegare all'indietro), lui sta fermo e paziente, mi lascia fare con molta comprensione. Ecco, regoliamo al minimo tutti i buchi e Gaspare è felicemente incapezzato.
Si gira, mi guarda, "Tutto qua??" quindi azzardo la longhina - provo a portarlo fuori dal recinto. Dalle finestre della canonica le signore mi guardano preoccupate, mi sa che abbia fatto sfoggio del suo caratterino in altre occasioni ma al momento è bravissimo anche se si capisce chiaramente che non è mai stato abituato a camminare sottomano - non sa da che parte rimanere, tira e rigira e non si ferma e la capezza ruota attorno al suo testolino elgante, fermi tutti che ripartiamo.
Lo fermo, lo gratto, gli dico bravo, si riprova a partire e poi a fermarsi, siamo un po' confusi ma non scatta mai, al limite continua a fare quello che vorrebbe ma non regisce mai male.
Piove, devo tornare a casa e rimandare tutto alla prossima volta ma c'è un piccolo problema: a lui piace stare fuori e non vuole tornare dentro al recinto quindi...si blocca! Gaspare è evidentemente un signore, mai una piazzata rumorosa o uno sgarbo - lui semplicemente si ferma, e dice "Preferisco di no, grazie". Orpo, arriva poco più su del mio ginocchio ma è decisissimo, non si sposta ne' avanti nè indietro e tantomeno di lato - provo col trucco per cavalli, mezzo passo lateralmente che si sblocca anche la marcia in avanti ma niente, lui si limita ad accompagnare la mano con l'incollatura, si piega a metà col naso tocca il fianco morbidamente rilassato ma lo zoccoletto non lo sposta, il signorino....va beh, in fondo ha ragione, qua è pieno d'erba e io lo voglio rimettere nel suo spelacchiatissimo recinto quindi mi faccio dare un po' d'insalata da una delle signore e lo piglio per la gola.
Lui afferra subito il concetto (e anche la verdura) ma mentre sgranocchia un pezzo di zucca mi guarda di sbieco, un orecchio su e uno giù con un cenno del nasino arricciato verso di me "Mezzucci, mia cara signora, mezzucci".
Il ragazzo è veramente interessante.
Ci vediamo presto, Gaspare.

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