giovedì 30 giugno 2011

Josef Hoeller

Josef Hoeller era un signore gentile, sorridente ed elegante. L'ho incontrato la prima volta a Merano, nel 2009, al concorso degli stalloncini di 30 mesi: stava un po' lontano dalla pista principale con un puledro smilzo e timido, mi aveva colpita per il garbo con cui trattava il suo Haflinger. Lo stesso che usava con le persone, infatti si mise subito a parlare con me di questo e quel bel cavallo con calma e riguardo, come se fossimo in un salotto e non dietro le scuderie dell'Ippodromo.
Poco dopo era in premiazione con l'altro suo cavallo, Nachtstern, uno dei tanti bellissimi figli della sua Arnika e passandomi di fianco nel ring mi fece un gran sorriso  dicendo "Mi ha portato fortuna, signora!" - una piccola bugia cortese, perchè Nachtstern era così splendido che di certo non serviva nessuna fortuna per farlo proclamare il migliore tra tutti. 
Era già ammalato e la settimana scorsa ha lasciato la sua famiglia, i suoi amici e i suoi cavalli: al suo funerale c'erano tantissime persone e fiori e due Haflinger lo hanno portato nell'ultimo tratto di strada su questa terra, i finimenti preziosi della festa per rendergli omaggio e fargli piacere.
L'ultimo periodo era stanco, molto stanco ma aveva detto che avrebbe resistito fino a quando non avesse rivisto la sua cavalla più cara, Arnika, che come tutte le estati era su in malga: i figli la sono andati a prendere e l'hanno portata giù col van, e lui è riuscito a vederla dalla finestra l'ultima volta.
Se n'è andato dopo nemmeno un'ora, con un respiro leggero e l'espressione serena: arrivederci, Signor Hoeller.

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