martedì 6 novembre 2007

Enzo Biagi

Da piccola avevo una passione sfrenata per i libri di Enzo Biagi e non smettevo mai di rileggerli: mi piacevano le parole che scivolavano via facili qualunque cosa raccontassero, il modo immediato in cui ti si presentavano davanti agli occhi situazioni per me sconosciute ma che lui riusciva a farmi vedere comunque, esattamente come le aveva viste lui (e se a otto anni sapevo cosa poteva fare un ragazzotto brufoloso con un asciugamano e un calorifero non è colpa dei miei cugini mascalzoni, ma di quel posatissimo ed insospettabile signore bolognese).
Era bello, nuovo e affascinante scoprire cose che non avevano niente a che fare con la mia età ma che, raccontate da lui, non causavano mai rumore nè spavento.
Riusciva a farmi pensare, a lasciarmi esperienze che non avevo vissuto di prima mano.
Buon riposo signor Biagi, e grazie di tutto.

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