
Oggi, stando attorno ai cavalli, capita spesso di sentirsi chiedere “Cos’è la doma dolce? Come funziona?” e solitamente da questa innocente domanda partono fiumi di parole che spiegano solo parzialmente cosa sta dietro questa locuzione di moda, ormai talmente banalizzata da aver perso ogni connotazione reale. E nella stragrande maggioranza dei casi chi pone la domanda non ha mai sentito parlare né di Federigo Caprilli, né del suo Sistema di Equitazione Naturale; questo vuole dire che la stragrande maggioranza delle persone che nel nostro paese si avvicinano all’equitazione e ai cavalli non ricevono nessun insegnamento, nessuna istruzione o informazione da chi li mette materialmente nelle condizioni di montare a cavallo e dall’ambiente sportivo che li circonda – in definitiva, vuol dire che non c’è una diffusa cultura equestre e chi si immerge in questo mondo così complesso spesso crede basti comprare lezioni, stivali e cavallo per avere tutto quel che serve alla bisogna. Ma grazie al cielo l’essere umano è sensibile e curioso e il desiderio di soddisfare le necessità di conoscenza per risolvere i problemi che si presentano montando a cavallo afferra molti cavalieri “in crescita”….ma cosa trovano? Più che altro pubblicità (spesso ben fatta) piuttosto che seri, riconosciuti e ovvi punti di riferimento. E’ molto più facile trovare una capezzina al macramé piuttosto che un istruttore che ti spiega come condurre correttamente un cavallo sottomano o gestirlo da terra, molto più probabile sentir parlare di un “nuovo” modo (più o meno new age) di addestrare cavalli che di una scuola di equitazione dove, oltre al numero di punti necessario per il passaggio di patente, ti insegnino anche la psicologia del cavallo. In definitiva il miglioramento e la crescita di un cavaliere sono affidati più al mondo del commercio che a quello dell’istruzione – e il commercio vive del prodotto del momento, non di storia o cultura.
Così il capitano Caprilli e il suo metodo sono sconosciuti ai più, ricordati solo da qualche colonnello di cavalleria in pensione o altri nostalgici ex-allievi di quei marescialli che hanno messo in sella tutti i campioni nazionali. Ed è un peccato, perché cosa c’è di più “dolce” di un metodo che ha come principio cardine il “lasciare il cavallo libero nei suoi atteggiamenti naturali, assecondarne i cambiamenti di equilibrio senza imporgli nessuno spreco di energia fisica e nervosa oltre quella strettamente necessaria per compiere il lavoro richiesto”? Siamo arrivati al punto che l’ignoranza equestre sia così diffusa da far pensare ai più che “vecchio” sia solo crudele e doloroso, e “nuovo” per contro solamente dolce e naturale.
Niente di più sbagliato, ma ovviamente per rendersene conto occorre conoscere qualcosa di più che le ultime mode di maneggio.

7 commenti:
Ciao, al sondaggio qui a sinistra ho risposto di no, da traduttrice, perchè se "the result may be hugfull" meglio lasciar perdere... soprattutto perchè "hugfull" non esiste, magari intendevi ugly? ;)
Hai trovato la traduttrice ; )
Giuro che io non ho votato ma sono d'accordo con la maggioranza
Melanippe ha ragione, sono veramente un disastro :-)
Okkei ragazzi, vi prometto che NON tradurrò nulla!!!!
Un abbraccio,Cristina
Ahia ammiraglio mi sa che siamo messi male allora... si traduce solo verso la propria madre lungua e io sono madrelingua italiana ;)
[ci siamo conosciuti nella ML di Paula, BTW]
Posto per la seconda volta e mi scuso per il ritardo.
Ben ritrovata, pensi che io sono di madre lingua tarentina..............
Esiste ancora quella ML?
Come fa ad inserire quel fiore nelle sue risposte?
Buondì ammiraglio, sì la ML esiste ancora, ma di cavalli ormai se ne parla pochetto. Siamo ormai rimasti come i classici quattro amici al bar ;)
Per vedere un'immagine accanto al nome (come il mio fiore) basta inserirla nel profilo di Blogger :)
Grazie e mi saluti gli amici della lista.
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