.jpg)
Ma lo sapete che ho la mania di scrivere, vero? quindi mò v'ammorbo con la dispensazione, a puntate, del mio primo e probabilmente unico libro: Argento e vecchi filetti, per i tipi del Fotomuseo Panini.
Cominciamo dal Glossario, lettera "A"
Glossario minimo di sopravvivenza
Dove dalle singole voci, si parte spesso per la tangente
Poche brevi note, assolutamente insufficienti a spiegare in modo esauriente e corretto quello che vorrebbero illustrare; sono soltanto un aiuto per chi è completamente a digiuno di equitazione e cavalli, una luce piccola piccola per chi è nel buio più totale. Ma anche i sacri fuochi della passione equestre, senza fiammifero non si accenderebbero.
AIUTI – Sono detti aiuti i mezzi che il cavaliere ha a disposizione per comunicare la propria volontà: lo aiutano, letteralmente, a farsi intendere dal cavallo. Gli aiuti sono le mani (attraverso le redini e l’imboccatura), le gambe, l’assetto, la voce, la frusta e gli speroni. Questi ultimi intensificano l’intensità dei primi, per sottolineare e rendere più percepibili i comandi (ad esempio, la frusta lunga arriva dove la gamba non può per spostare o contenere la groppa, come nel dressage o per chi cavalca all’amazzone). Il fatto che dimostra incontrovertibilmente la sua intelligenza è che il cavallo riesce, attraverso questi aiuti e con la sua sensibilità, ad interpretare la volontà del cavaliere. E’ invece molto meno semplice per il cavaliere alle prime armi capire cosa dice il cavallo, che pure continuamente comunica in tutti i modi a lui possibili. Qui entrano in campo intelligenza e sensibilità dell’uomo, che purtroppo non si possono dare per scontate. Ma l’essere ben coscienti che sempre i cavalli ci parlano e si esprimono, è già un buon punto di partenza.
ARIE DI SCUOLA – Movimenti di maneggio ben precisi e codificati, classificati secondo le comuni regole dell’Equitazione di maneggio in arie artificiali, suddivise in arie basse ed arie rilevate. Da L’Hotte, Questioni equestri: “…all’equitazione da circo converrebbe meglio la definizione di equitazione eccentrica o, se si vuole, fantasiosa, che quella di “alta scuola” che le vien comunemente data e che il pubblico, così come molti cavalieri, applica per così dire soltanto ai movimenti non naturali. L’espressione ha deviato dal suo primitivo significato. Un tempo per alta scuola si intendeva semplicemente l’equitazione superiore, in opposizione alla bassa scuola, o equitazione elementare”. Ma per dare un’indicazione pratica (e molto meno dotta della precedente): le arie di basse sono quelle in cui il cavallo si muove con gli arti vicino a terra, mentre nelle arie alte sono previsti movimenti che richiedono al cavallo di allontanarsene, con salti, impennate o sgroppate per mezzo delle quali si alza dal suolo. Adesso, l’arido elenco: le arie basse sono il passage, la galopade, la volte (ordinaire e renversée), la pirouette, la terre-à-terre. Le arie rilevate, o alte, sono invece: la pesade, la mezaìre, la courbette, la croupade, la ballotade, e finalmente la più alta di tutte, la cabriole. E’ da notare che l’Equitazione di maneggio è nata in Italia, dove insegnavano il Grisone nel XVI ed il Pignatelli nel XVII secolo. Tutti i grandi maestri francesi e del resto d’Europa venuti dopo, si sarebbero poi vantati del fatto di avere imparato da loro: per cui sarebbe stato forse più corretto dare la versione italiana di questi nomi. Ma ho scelto la versione francese, data dall’Enciclopedia Diderot e D’Alembert perché proprio in Francia si sarebbe poi sviluppata questa Equitazione arrivando sino a Baucher, e da lì viene il dressage moderno che, non a caso, utilizza moltissimi termini tecnici francesi. Infine, ma non perché meno importante, Saumur è il posto nel mondo in cui il dressage e l’Equitazione Accademica sono concepite nel modo più vicino all’essenza del cavallo, fatto di sensibilità e bisognoso di finezza; ed ecco spiegato tutto questo francese per una cosa che è nata, invece, italiana.
(continua)
Dove dalle singole voci, si parte spesso per la tangente
Poche brevi note, assolutamente insufficienti a spiegare in modo esauriente e corretto quello che vorrebbero illustrare; sono soltanto un aiuto per chi è completamente a digiuno di equitazione e cavalli, una luce piccola piccola per chi è nel buio più totale. Ma anche i sacri fuochi della passione equestre, senza fiammifero non si accenderebbero.
AIUTI – Sono detti aiuti i mezzi che il cavaliere ha a disposizione per comunicare la propria volontà: lo aiutano, letteralmente, a farsi intendere dal cavallo. Gli aiuti sono le mani (attraverso le redini e l’imboccatura), le gambe, l’assetto, la voce, la frusta e gli speroni. Questi ultimi intensificano l’intensità dei primi, per sottolineare e rendere più percepibili i comandi (ad esempio, la frusta lunga arriva dove la gamba non può per spostare o contenere la groppa, come nel dressage o per chi cavalca all’amazzone). Il fatto che dimostra incontrovertibilmente la sua intelligenza è che il cavallo riesce, attraverso questi aiuti e con la sua sensibilità, ad interpretare la volontà del cavaliere. E’ invece molto meno semplice per il cavaliere alle prime armi capire cosa dice il cavallo, che pure continuamente comunica in tutti i modi a lui possibili. Qui entrano in campo intelligenza e sensibilità dell’uomo, che purtroppo non si possono dare per scontate. Ma l’essere ben coscienti che sempre i cavalli ci parlano e si esprimono, è già un buon punto di partenza.
ARIE DI SCUOLA – Movimenti di maneggio ben precisi e codificati, classificati secondo le comuni regole dell’Equitazione di maneggio in arie artificiali, suddivise in arie basse ed arie rilevate. Da L’Hotte, Questioni equestri: “…all’equitazione da circo converrebbe meglio la definizione di equitazione eccentrica o, se si vuole, fantasiosa, che quella di “alta scuola” che le vien comunemente data e che il pubblico, così come molti cavalieri, applica per così dire soltanto ai movimenti non naturali. L’espressione ha deviato dal suo primitivo significato. Un tempo per alta scuola si intendeva semplicemente l’equitazione superiore, in opposizione alla bassa scuola, o equitazione elementare”. Ma per dare un’indicazione pratica (e molto meno dotta della precedente): le arie di basse sono quelle in cui il cavallo si muove con gli arti vicino a terra, mentre nelle arie alte sono previsti movimenti che richiedono al cavallo di allontanarsene, con salti, impennate o sgroppate per mezzo delle quali si alza dal suolo. Adesso, l’arido elenco: le arie basse sono il passage, la galopade, la volte (ordinaire e renversée), la pirouette, la terre-à-terre. Le arie rilevate, o alte, sono invece: la pesade, la mezaìre, la courbette, la croupade, la ballotade, e finalmente la più alta di tutte, la cabriole. E’ da notare che l’Equitazione di maneggio è nata in Italia, dove insegnavano il Grisone nel XVI ed il Pignatelli nel XVII secolo. Tutti i grandi maestri francesi e del resto d’Europa venuti dopo, si sarebbero poi vantati del fatto di avere imparato da loro: per cui sarebbe stato forse più corretto dare la versione italiana di questi nomi. Ma ho scelto la versione francese, data dall’Enciclopedia Diderot e D’Alembert perché proprio in Francia si sarebbe poi sviluppata questa Equitazione arrivando sino a Baucher, e da lì viene il dressage moderno che, non a caso, utilizza moltissimi termini tecnici francesi. Infine, ma non perché meno importante, Saumur è il posto nel mondo in cui il dressage e l’Equitazione Accademica sono concepite nel modo più vicino all’essenza del cavallo, fatto di sensibilità e bisognoso di finezza; ed ecco spiegato tutto questo francese per una cosa che è nata, invece, italiana.
(continua)

5 commenti:
Conosco il libro ma non capisco il significato della immagine,tra l'altro mi piacerebbe sapere da dove viene grazie!
Ci mancherebbe avessi dimenticato 'sto libro, Michele! l'immagine l'ho presa dall'archivio dei Musei dell'Emilia Romagna - festeggiamenti in onore della nascita del figliolo del Duca nonricordoquale d'Este, anno 1650 e rotti
Strano modo di festeggiare staccando la testa a qualcuno.
Non discuto dei gusti dei Duchi ma non credi che il tuo libro meriti una immagine meno truculenta?
Ma dai, era finto! si trattava di una mascherata....e dopotutto il duchino non è che dovesse venir su come un missionario (anche se credo fosse proprio il figliolo di quello che poi s'è fatto frate ;-)
Scusa ma per un errore di digitazione il mio commento è partito come anonimo. Non ribatto sula scelta. ;)
Posta un commento